Toni Capuozzo: “Uso politico della corte dell’Aja contro Putin. Un atto per prolungare la guerra”

Capuozzo: “Con le sanzioni giuridiche contro Putin si fa un atto di guerra, c’è un uso politico della giustizia. Si tenta di svuotare di significato la visita di Xi Jinping a Mosca”.

Toni Capuozzo: “Uso politico della corte dell’Aja contro Putin”

Toni Capuozzo torna a far discutere a Quarta Repubblica, il programma condotto da Nicola Porro in prima serata su Rete 4, la puntata è quella di lunedì 20 marzo.

Il giornalista è ospite in collegamento e viene chiamato a dire la sua sul mandato di cattura internazionale emesso contro Vladimir Putin la scorsa settimana dalla Corte di giustizia dell’Aja.

E Toni Capuozzo, sul mandato di cattura, ha un’opinione netta, forte. “Quello della corte di giustizia europea è un atto di guerra prolungata – premette -. Ha il sapore di uno sfregio sull’avversario“, ovvero uno sfregio a Vladimir Putin, conclude un Toni Capuozzo che come sempre farà discutere.

Posizione poi ribadita anche dalle sue pagine social. Scrive Capuozzo:

“Si sbaglia Medvedev: il mandato di arresto del tribunale Internazionale de L’Aia è tutt’altro che “carta igienica”. E’ vero: è molto virtuale, è stato emesso contro il presidente di un paese che non è tra i firmatari dell’accordo che istituisce il Tribunale, per un reato commesso in un paese – l’Ucraina- che non riconosce il Tribunale, sulla base di un lavoro istruttorio di un’istituzione di un paese, gli Stati Uniti, che è arrivato negli anni scorsi a sanzionare il Tribunale perché pretendeva di occuparsi di militari americani indagati.”

“Ma in un certo senso è una pietra tombale, anche questo mandato di carta: puoi far la pace con qualcuno che vuoi arrestare ? E infatti in contemporanea, arriva la precisazione di Biden: una eventuale tregua non farebbe altro che ratificare le conquiste russe. Dunque, guerra a oltranza. E la questione dei bambini rubati? Resterà come tutte le accuse che non arrivano a processo: uno sfregio. In un mondo che aveva già le sue cicatrici: l’Ucraina era al tempo stesso il paese europeo con il maggior numero di ospiti negli orfanatrofi, e il paese europeo con il maggior numero di parti surrogati, per conto di coppie straniere. E quel mondo aveva già visto, in un lontano passato, deportazioni e ripopolamenti.”

“La Crimea contesa, ad esempio, non apparterrebbe né ai russi né agli ucraini, ma ai tatari. Musulmani, furono deportati in Asia da Stalin, che li accusava di aver collaborato con i nazisti. Con la fine dell’Urss hanno cominciato a tornare a casa. Sono poco meno di trecentomila abitanti, nessun tribunale si è mai occupato di loro, che chiamano se stessi qırımtatarlar – “Tatari di Crimea” o qırımlar, “Crimeani”.

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