Sisma in Turchia e Siria, almeno 5000 i morti. Si continua a scavare tra le macerie

Il bilancio del catastrofico sisma in Turchia e Siria è di oltre 5000 i morti ma, secondo l’Oms, il bilancio potrebbe arrivare a 20.000 vittime. Danni e incendi ai gasdotti. Erdogan chiede aiuto al mondo.

Sisma in Turchia e Siria, oltre 5000 i morti

Il bilancio provvisorio del devastante sisma, che ieri ha scosso Turchia e Siria ha superato le 5 mila vittime
Secondo le ultime notizie, in Turchia i morti sono almeno 3.419 e in Siria 1.602. Cifre destinate inevitabilmente a salire, mentre si scava tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti.

Per Catherine Smallwood, responsabile delle emergenze per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità i morti potrebbero arrivare finanche a 20 mila. Questo perché, come ha spiegato ad AFP, “c’è sempre la possibilità che si verifichino altri crolli. Purtroppo – ha osservato – con i terremoti si verifica sempre la stessa cosa: i rapporti iniziali sul numero di persone morte o ferite aumentano in modo significativo nella settimana successiva”. 

 Il presidente Recep Tayyip Erdogan lo ha definito “il terremoto più disastroso dal 1938”.

Hatay, Gaziantep, Kilis, Urfa, Adiyaman, Osmaniye, Malatya, Kahramanmaras, Adana, Diyarbakir sono le principali città che oggi contano i morti e si trovano dinanzi al conto dei danni e di migliaia di palazzi già abbattuti perché sul punto di crollare.

Immediatamente scattata la macchina dei soccorsi, organizzatissima in Turchia con la protezione civile AFAD purtroppo non nuova a questo tipo d’interventi.

L’ultimo intervento per un terremoto in una zona densamente popolata fu a Smirne nel 2021. La città della costa egea fu colpita da un sisma di grado 6,6 che fece 117 vittime.

Stavolta però la Turchia si trova dinanzi a una catastrofe di portata ben diversa e l’organizzatissima macchina dell’Afad, che ha estratto più di 6 mila persone nella giornata di oggi, potrebbe non bastare.
Erdogan ha specificato di aver ricevuto proposte di aiuto da 45 Paesi al di fuori della Nato e dell’Unione Europea.

Non sono mancate le telefonate del presidente del leader russo Vladimir Putin. Inevitabile che un certo coordinamento scatti proprio tra Russia e Turchia.

Il sisma ha infatti generato una catastrofe che riguarda il confine tra Siria e Turchia, la stessa area rispetto a cui Erdogan e Putin hanno raggiunto diverse intese negli ultimi anni, un territorio in cui giacciono due enclave sotto il controllo di Ankara.

La Croce Rossa turca gestisce anche dei campi profughi e ospedali nella provincia del nord ovest siriano di Idlib. Mosca è da anni essenziale per mantenere in piedi il regime di Damasco e ha già inviato squadre di soccorso e aiuti in Siria e l’intervento russo sarà probabilmente coordinato con quello turco.

(Fonte – AGI)

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