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sabato 22 Gennaio 2022
NewsSicilia, dati falsi sulla pandemia per evitare zona rossa: 3 arresti

Sicilia, dati falsi sulla pandemia per evitare zona rossa: 3 arresti

Inviati dati falsi sulla pandemia a Iss, tre arresti in Sicilia. Ai domiciliari alcuni dipendenti dell’Assessorato alla Salute, indagato l’assessore.

Sicilia, dati falsi sulla pandemia

L’accusa è di quelle pesanti, il gip di Trapani parla di “disegno politico scellerato“: sarebbero stati alterati i dati sulla pandemia, modificando il numero dei positivi e dei tamponi e a volte anche quello dei decessi diretti all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus.

Per questo i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani, con l’accusa di falso materiale ed ideologico a carico dei sospettati, stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana.

Ai domiciliari sono finiti la dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato Emilio Madonia.

Nell’inchiesta è indagato anche l’assessore regionale alla Sanità della Sicilia Ruggero Razza, a cui è stato notificato un invito a comparire con avviso di garanzia.

Sicilia, dati falsi sulla pandemia per evitare zona rossa: 3 arresti

L’inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo (Tp) erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. I pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all’Assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l’alterazione dei dati inviati all’Iss.

Dal mese di novembre sarebbero circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori dell’Arma, l’ultimo dei quali risalirebbe al 19 marzo 2021. Sono state effettuate perquisizioni domiciliari nei confronti di altri sette indagati alla ricerca di materiale informatico e documenti utili alle indagini.  Sarebbero indagati il vice capo di gabinetto dell’assessorato Ferdinando Croce e il dirigente Mario Palermo.

Dall’indagine, scrive il gip, “sembra estraneo il presidente della Regione Musumeci, che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite“.

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