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venerdì 23 Luglio 2021
NewsL'ultimo "regalo" di Trump: sanzioni unilaterali alla Siria

L’ultimo “regalo” di Trump: sanzioni unilaterali alla Siria

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, prima di lasciare la Casa Bianca, sta regolando i conti: imposte sanzioni unilaterali alla Siria

La fine dell’era Trump ha la coda avvelenata, sanzioni unilaterali alla Siria

Non è passato nemmeno un mese dalla fine del suo mandato e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, prima di lasciare la casa Bianca, sta regolando i conti: c’è l’accelerata sulle condanne capitali (il suo mandato sta per divenire quello con il record di esecuzioni), poi ha concesso la grazia a 4 contractor che erano stati condannati per una strage di civili in Iraq; ieri ha imposto nuove sanzioni unilaterali contro la Siria, volte ad aggravare la situazione già drammatica del popolo di quella nazione araba.

Martedì il Dipartimento di Stato ha annunciato misure coercitive contro Asma Assad, la moglie del presidente siriano Bashar Al Assad, e i suoi parenti stretti, con il pretesto che minano gli sforzi per raggiungere una soluzione politica in quella che Washington chiama guerra civile, fuori da ogni logica di quello che accade sul terreno da anni.

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Inoltre, sono state imposte sanzioni contro la Banca Centrale della Siria; colpiti uno dei migliori consiglieri di Asma Assad, Lina Kinayeh; suo marito Mohammed Masouti; un membro del parlamento siriano e diverse società che secondo l’amministrazione sono associate al governo di Damasco.

 

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Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha affermato che le disposizioni segnano il quinto anniversario dell’adozione della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite volta a stabilire una soluzione politica per porre fine al conflitto in Siria, ma è un contesto aggravato dal sostegno degli Stati Uniti e i loro alleati alle milizie terroristiche che cercano di rovesciare il governo di Damasco.

A causa di queste azioni ostili dall’estero, anche con il sostegno di Israele, la guerra di quasi 10 anni ha provocato lo sfollamento di milioni di siriani e provocato centinaia di migliaia di vittime civili, alcune delle quali da azioni terroristiche in aree densamente popolate.

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Nonostante ciò, Pompeo incolpa il presidente Assad per aver bloccato gli sforzi per raggiungere una risoluzione politica alla guerra imposta dall’estero.

Tra le altre disposizioni, regolamenti unilaterali vietano a coloro che sono sanzionati di entrare negli Stati Uniti, impongono il congelamento di tutti i beni che hanno nella nazione settentrionale e impediscono alle società statunitensi di condurre transazioni con persone incluse nella lista nera.

D’altra parte, lunedì il ministero degli Esteri siriano ha denunciato in una dichiarazione che la sofferenza della sua gente è il risultato diretto del terrorismo sostenuto dagli Stati Uniti e delle ingiuste misure coercitive che influenzano la capacità di sopravvivenza dei cittadini.

Il testo indica che la continuazione dell’imposizione di sanzioni alla Siria mostra uno stato di totale disconnessione dalla realtà da parte dell’amministrazione statunitense.

 

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