Ancora scontro a distanza tra Stati Uniti e Cina: al centro sempre l’indipendenza di Taiwan. Nancy Pelosi risponde, “Cina mi attacca perché sono una donna “.
Nancy Pelosi: “La Cina mi attacca perchè sono donna”
Ancora altissima la tensione tra Cina e Taiwan: il ministero della Difesa di Taipei ha fatto sapere che nel secondo giorno di esercitazioni militari “aerei e navi da guerra” cinesi hanno superato la linea mediana dello stretto che divide l’isola dalla terraferma. In una nota le ultime manovre sono definite come “altamente provocatorie”.
A partire dalle 11 locali (le 5 in Italia), “più aerei da guerra e navi da guerra cinesi hanno condotto esercitazioni intorno allo Stretto di Taiwan e hanno attraversato la linea mediana dello Stretto“, ha affermato il ministero.
In tutto questo fanno discutere le dichiarazioni di chi ha innescato la crisi: Nancy Pelosi, che ora si trova a Tokio, rispondendo alla Cina ha sostenuto di essere stata attaccata in quanto donna e non perché prima speaker della Camera Usa a visitare Taiwan da 25 anni.
Durante il suo colloquio con la presidente Tsai Ing-wen a Taipei Pelosi ha osservato che diversi senatori statunitensi, incluso il presidente della commissione affari esteri, il democratico Bob Menendez, quest’anno hanno visitato l’isola senza essere stati attaccati da Pechino.
“Quando sono venuti qui degli uomini non hanno detto niente“, ha detto Pelosi, secondo quando riportato dal
Blinken: reazione di Pechino “palesemente provocatoria”
Intervenendo all’East Asia Summit in Cambogia, il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha definito “palesemente provocatoria” la reazione della Cina alla visita a Taiwan della speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi. Blinken ha inoltre detto che avviando le esercitazioni militari nello Stretto di Taiwan la Cina ha tentato di intimidire non solo l’isola, ma anche i suoi vicini. Gli Stati Uniti cercano di “calmare le acque” e continuano a essere a fianco dei loro alleati e partner, ha proseguito.
Uno strano modo di “calmare le acque” quello dell’amministrazione americana…

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