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lunedì 8 Marzo 2021
News Michael McClure è morto. Addio alla leggenda della Beat Generation

Michael McClure è morto. Addio alla leggenda della Beat Generation

In ricordo di Michael McClure, uno degli ultimi grandi esponenti della Beat Generation, simbolo del movimento hippie di San Francisco.

Michael McClure e la beat generation: vivere e morire a San Francisco

Si è staccato uno degli ultimi frammenti di quel magnifico, irripetibile caleidoscopio chiamato Beat Generation.

Tiene duro ancora Lawrence Ferlinghetti, ormai centenario. Stavolta a lasciarci è stato Michael McClure, 87 anni, poeta, scrittore, agitatore di coscienze di più generazioni di giovani americani, drammaturgo, un artista di spessore enorme.

Ha scritto tantissimo, McClure, come tutti i beaters, per cui la parola è stata fedele compagna di tutta la vita. Dalla prima raccolta, Passage (1956) all’ultima, Mephisto and Other Poems (2016): in tutto una quarantina di volumi in 60 anni di scrittura nel segno di Arthur Rimbaude diJanis Joplin, per cui scrisse la celebre Mercedes Benz.

Amico di Jack Kerouac ovviamente, ma anche di Dylan, di Ginsberg e dei Doors, che aveva sempre sostenuto e promosso. Quando Allen Ginsberg recitò in pubblico per la prima volta il suo celebre poema The howl, L’urlo, alla Six Gallery Events di San Francisco McClure c’era e la storia ci racconta che la Beat Generation nacque proprio quel giorno.

Il 14 gennaio 1967, partecipò al famoso Human Be-In al Golden Gate Park di San Francisco, diventando un importante membro della controcultura sixties. Barry Miles lo definì Prince of the San Francisco Scene. Un hippie, e che hippie!

 

McClure è stato intimo amico di Jim Morrison, e a lui va il merito della sua promozione come poeta. È anche l’autore della postfazione della biografia dei Doors di Danny Sugerman intitolata No One Here Gets Out Alive.

Lo  possiamo ammirare ne L’ultimo Valzer di Martin Scorsese, il docufilm sull’addio alle scene della Band di Robbie Robertson, nei panni di sé stesso.

Scatenò molte polemiche come drammaturgo con il suo The Beard, immaginifica piece teatrale basata su un incontro tra Billy the Kid e Jean Harlow, un’esplorazione della sua teoria chiamata Meat Politics, secondo la quale tutti gli esseri umani sono sacchi di carne.

È stato per undici anni autore nel Magic Theatre di Frisco, dove la sua operetta Minnie Mouse and the Tap-Dancing Buddha è stata in scena per molto tempo.

Molti, scambiandolo per pazzo, lo hanno conosciuto per quelle sue poesie tratte dalla raccolta Ghost Tantras, recitate in uno zoo davanti a dei leoni in gabbia, ma Michael pazzo non era, con quella mente lucida che si ritrovava: insegnava in istituti prestigiosi ed aveva ricevuto premi e riconoscimenti importantissimi.

 

Di tutto il gruppo dei Beaters era forse quello meno in vista, ma Kerouac lo considerava un fratello, tanto da dedicargli due suoi romanzi, I Vagabondi Del Dharma e Big Sur.

Nel 2008 in un articolo pubblicato dal “Guardianricordò: “Erano gli anni Cinquanta, c’erano le foreste lungo la costa, l’Oceano Pacifico e Big Sur: in auto e in moto molti artisti e pensatori si ritirarono lì, da San Francisco. Abbiamo capito che eravamo cittadini del Pacifico, che avevamo punti in comune con la Cina, il Giappone, l’Asia. La natura ci dava una nuova consapevolezza: ci pareva di essere nella Cina dell’epoca T’ang”

Nel 2004, insieme a Terry Riley, ha prodotto un cd intitolato I Like Your Eyes Liberty, in cui viene approfondito il rapporto tra musica e voce spontanea. Viveva sulle colline della Bay Area di San Francisco con la sua seconda moglie, la scultrice Amy Evans.

In definitiva Michale McClure è stato uno straordinario outsider, amico della libertà e dei diritti umani. Un poeta.

Michael McClure, poesia



Gianpaolo Castaldo
Gianpaolo Castaldo
Critico musicale, DJ radiofonico dal 1977, è stato tra i fondatori di Radio Rock. Presidente di Radio Elettrica

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