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giovedì 25 Febbraio 2021
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Il Covid è stato un affare per i miliardari: ricchi sempre più ricchi

Durante il lockdown i paperoni hanno aumentato la loro ricchezza del 27,5%, raggiungendo il nuovo picco.

Covid: ricchi sempre più ricchi

Non tutte le tempeste vengono per nuocere, soprattutto per alcuni soggetti. Ci sono milioni di persone  in tutto il mondo che hanno perso il lavoro o lottano per tenere in piedi le proprie attività azzoppate dalle misure anti-Covid; altri si barcamenano tra sussidi, lavori in nero e welfare familiare, i cosiddetti risparmi, ormai prossimi all’erosione completa.

Invece c’è un ristretto gruppo di persone che da tutta questa situazione ha tratto una serie di vantaggi. Ricordate il video di Urbano Cairo in stile piazzista, per dirne una, che durante il lockdown aizzava i suoi venditori con entusiasmo, dicendo che stavano macinando tutti i record di vendite e profitti con le persone chiuse in casa,  incollate davanti alla tv a seguire gli speciali Covid sulla sua LA7? Il senso è proprio quello.

Durante la pandemia da coronavirus i paperoni delle grandi Company hanno visto crescere le loro fortune di oltre un quarto del loro valore, portando il loro patrimonio a 10,2 trilioni di dollari.
A fotografare per l’ennesima volta il fenomeno di una polarizzazione sempre più marcata tra una ristretta minoranza di ricchissimi e una massa di persone povere o impoverite è un Report della banca svizzera Ubs.

Da aprile a luglio gli ultra miliardari hanno aumentato la loro ricchezza del 27,5% , raggiungendo un nuovo massimo. Superato il precedente picco di 8,9 trilioni di dollari messo a segno alla fine del 2017. Anche il numero dei mega-ricconi ha raggiunto un numero record di 2.189, rispetto ai 2.158 del 2017.

L’élite dei paperoni globali ha tratto vantaggio soprattutto dalle scommesse sulla ripresa dei mercati azionari, che hanno toccato il loro punto più basso durante i lockdown di marzo e aprile per poi rimbalzare, compensando gran parte delle perdite.

La concentrazione della ricchezza, secondo gli esperti della banca, oggi è di nuovo ai livelli del 1905.  Al tempo, a dominare erano i padroni del petrolio e dell’acciaio. Oggi al vertice della catena c’è Jeff Bezos.

Il fondatore e amministratore delegato di Amazon è la persona più ricca del mondo, con il suo patrimonio da 189 miliardi di dollari. La sua ricchezza è aumentata di 74 miliardi finora quest’anno, secondo l’indice dei miliardari di Bloomberg. Il boom è stato provocato dall’impennata del prezzo delle azioni del colosso dell’e-commerce ma anche dal fatto che sempre più persone si rivolgono agli acquisti online sulla sua piattaforma. Una tendenza che la pandemia non ha fatto altro che accelerare.

Il Covid è stato un affare per i miliardari: ricchi sempre più ricchi
Jeff Bezos

La conferma dell’IPS negli USA

E a conferma di questo studio, arriva anche l’indagine pubblicata da Istitute for Policy Studies  che ha evidenziato come negli Stai Uniti  le risposte pandemiche abbiano ampliato le divisioni economiche, razziali e di genere di lunga data.

La ricchezza di circa 600 miliardari statunitensi è cresciuta notevolmente. Quella dei cinque più ricchi è aumentata ancora più velocemente. ‘Jeff Bezos (Amazon), Bill Gates (Microsoft Corporation), Mark Zuckerberg (Facebook Inc.), Warren Buffet (Berkshire Hathaway) ed Elon Musk (Tesla, SpaceX, Neuralink e The Boring Company) hanno visto un aumento del 59% della loro ricchezza tra il 18 marzo ed il 20 settembre è passata da $ 358 miliardi a $ 569 miliardi’.

Nello stesso tempo l’epidemia sta colpendo soprattutto i ceti sociali più deboli.

Non è una sorpresa, ovviamente: le persone dei ceti più elevati non necessitano della presenza fisica, molto spesso, nei luoghi di lavoro, non si spostano con mezzi pubblici e dispongono di accesso facilitato alle cure.

Negli Stati Uniti i morti per Covid-19 sono circa 200 mila

Il tasso di mortalità negli Usa è simile a quello di altri paesi in via di sviluppo ‘altamente diseguali’ come Brasile e Messico. Percentuale che è superiore rispetto a quella delle nazioni sviluppate più ‘egualitarie’ e con un buon sistema sanitario pubblico come Italia e Germania. Non solo, i decessi per Covid-19 dei neri americani sono doppi rispetto a quelli delle altre razze del continente.

 

 

 



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