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giovedì, Agosto 18, 2022

Il comune di Foggia guidato dalla Lega ufficialmente sciolto per mafia

La decisione di sciogliere il Comune di Foggia è stata presa dal Consiglio dei ministri dopo la relazione prodotta dalla commissione di accesso agli atti che lo scorso marzo si era insediata negli uffici comunali, all’epoca guidati dal leghista Franco Landella, poi dimessosi e finito agli arresti domiciliari.

Comune di Foggia sciolto per infiltrazioni mafiose

Il Comune di Foggia era già stato sciolto, in via ordinaria dal prefetto, dopo le dimissioni rassegnate dall’ex sindaco Franco Landella lo scorso 4 maggio a seguito degli arresti dei consiglieri di maggioranza Bruno Longo, Leonardo Iaccarino e Antonio Capotosto, con le accuse a vario titolo di corruzione, tentata induzione indebita e peculato.

Il 21 maggio l’ex primo cittadino leghista è stato arrestato anch’esso con l’accusa di tentata concussione e corruzione e al momento è interdetto dai pubblici uffici per un anno.

Nell’inchiesta che avrebbe svelato un giro di tangenti al Comune di Foggia, è coinvolta anche la moglie di Landella, Daniela Di Donna, dipendente comunale, interdetta dai pubblici uffici per dieci mesi.

Dal 25 maggio l’ente è sotto commisariamento amministrato dell’ex prefetto Marilisa Magno, al lavoro con la commissione di accesso del Viminale per accertare presunte infiltrazioni mafiose nell’attività amministrativa di Palazzo di Città.

La commissione il 29 luglio ha consegnato una durissima relazione al prefetto di Foggia, Carmine Esposito, successivamente inviata al ministero dell’Interno e sulla quale si basa la decisione di sciogliere immediatamente il Comune.

Le indagini svolte hanno evidenziato la presenza “di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti tra gli amministratori locali e la criminalità organizzata”

Dal 2014 erano stati denunciati atti intimidatori nei confronti di alcuni consiglieri comunali e che esisteva una preoccupante pressione criminale sul Comune. Dal febbraio 2021 le inchieste giudiziarie legate ad ipotesi di corruzione hanno coinvolto amministratori pubblici, tra i quali l’ex sindaco Landella e l’ex presidente del consiglio comunale Leonardo Iaccarino.

Il comune di Foggia guidato dalla Lega ufficialmente sciolto per mafia
L’ex sindaco Franco Landella con Matteo Salvini

Si legge nelle pagine del rapporto: “Dalle indagini conseguenti ai fatti corruttivi  traspare un quadro inquietante della realtà amministrativa dell’Ente, che attesta uno sviamento del munus pubblico in favore degli interessi della criminalità organizzata”.

Tra gli episodi emersi vi sono frequentazioni, parentele e legami affettivi da parte dei consiglieri comunali con esponenti locali della criminalità organizzata; pressioni e infiltrazioni mafiose sugli appalti legati al sistema di videosorveglianza, l’assegnazione di case popolari ad affiliati ai clan e l’assenza di certificati antimafia per alcune imprese che hanno gestito servizi pubblici.

 

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