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sabato 21 Maggio 2022
NewsI furbetti dei ristori denunciano redditi da fame

I furbetti dei ristori denunciano redditi da fame

Con l’erogazione dei ristori del governo per far fronte alla crisi economica di questa seconda ondata pandemica emergono già le prime irregolarità.

Arrivano i furbetti dei ristori

L’Agenzia delle Entrate fino ad ora ha erogato 8,2 miliardi di euro a fondo perduto come previsto dal governo con i decreti Rilancio e Ristori,  a circa 2,4 milioni di Partite Iva.

Il ristoro può variare dai mille fino a un massimo di 150 mila euro, in base alla perdita di fatturato subita. Ma è qui che l’Agenzia delle Entrate ha riscontrato una serie di irregolarità e bloccato circa 82 mila indennizzi bloccati a causa di alcune anomalie, per un totale di 243 milioni di euro.

i furbetti dei ristori

Anomalie e tentate frodi

Dai vari controlli sono emerse situazioni in cui mancavano i requisiti necessari per poter accedere ai ristori, ma sono stati chiesti comunque, non si sa se in buona fede per scarsa conoscenza della normativa o all’italiana, ovvero tentar non nuoce.

Invece si passa ai tentativi di vera frode in diversi casi. Come quelli di diversi imprenditori che dichiaravano meno di 65 mila euro all’anno, beneficiando in questo modo della flat tax al 15%, per poi dichiarare ad aprile 2019, cioè il periodo sul quale si calcola la perdita subita e l’indennizzo dovuto, oltre 1 milione di fatturato. Con tale cifra è possibile ottenere il contributo massimo da 150 mila euro.

Situazioni simili sono state così numerose che l’Agenzia delle Entrate, intensificando i controlli, ha trovato fino ad  217 casi di tentata frode.

Ci sono poi ei veri e propri geni, ovvero quei  soggetti che nel 2019 non erano nemmeno operativi, ma che hanno lo stesso trasmesso fatture datate proprio ad aprile 2019. Praticamente si sono autodenunciati al fisco. Complimenti!

Si segnalano anche casi di commercialisti che chiedevano il ristoro per un’impresa e poi segnalavano il proprio Iban come conto su cui versare la somma.

Sono molti i casi in cui, incrociando i dati, il Fisco è riuscito a bloccare i ristori prima che venissero intascati; quando ciò non è stato possibile e  le somme erano già state versate, dovute scattare le operazione di recupero dei contributi.

E dunque le aziende in regola continuano ad aspettare gli indennizzi a cui hanno diritto, alcune volte con un ritardo che per le imprese più piccole può essere fatale, mentre tantissimi furbi approfittano dell’emergenza.

 

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