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martedì 8 Giugno 2021
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Formigoni: Vitalizio? È la mia pensione per non morire di fame

Fanno ancora discutere le dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni domenica sera a ‘Non è l’Arena‘ su La7. Il tema è sempre quello controverso del vitalizio che gli è stato riassegnato nonostante la sua condanna giudiziaria a 5 anni e 10 mesi per corruzione.

“Ci sono due sentenze che stabiliscono che devo avere la mia pensione. Soldi che io ho versato e che non tolgo ai cittadini italiani”.

Formigoni: “Non è un vitalizio, è una pensione”

L’ex senatore ed ex presidente di Regione Lombardia ha così spiegato la vicenda che lo riguarda circa la riassegnazione del vitalizio che gli era stato revocato dopo la condanna giudiziaria definitiva a 5 anni e 10 mesi per corruzione.

“Nessun vitalizio, la magistratura del Senato, in regime di autodichia* ha emesso due sentenze che devono essere rispettate. Ha detto che quella che riceverò è una pensione. Mi è stato sequestrato dalla Corte dei Conti il vitalizio della Regione ma non ha potuto intervenire su quella del Senato perché è una pensione”.

“Ho lavorato 34 anni al servizio del Paese, 18 in Regione Lombardia. Si tratta di 2mila, 2.200 euro al mese. Lo vedremo appena arriva, non certo di 7 mila come è stato detto. E’ la pensione che io ho messo via mese dopo mese versando i contributi ogni anno. Ho fatto ricorso perché era leso il mio diritto a non morire di fame”.

Formigoni: Vitalizio? È la mia pensione per non morire di fame

Il Crac Maugeri

Ricordiamo che Roberto Formigoni è stato condannato in via definitiva per corruzione nel processo per il crac delle fondazioni Maugeri e San Raffaele, una vicenda iniziata nel 2012, quando sono spuntate fuori le prime accuse su un giro di mazzette con al centro Pierangelo Daccò, un suo amico. Da lì sono partite le indagini che hanno fatto luce sui circa 70 milioni di euro che sarebbero stati distratti dal patrimonio della fondazione Maugeri e sui milioni di fondi neri attorno all’ospedale San Raffaele. Un terremoto sulla sanità privata lombarda.

Formigoni è stato detenuto nel carcere di Bollate dal 22 febbraio al 22 luglio 2019, quando gli è stata concessa la detenzione domiciliare, in quanto ultrasettantenne .

Proprio in questi giorni è arrivata anche la sentenza d’appello della Corte dei Conti, che conferma la condanna a lui inflitta a risarcire oltre 47 milioni di euro al Pirellone.

Formigoni: Vitalizio? È la mia pensione per non morire di fame

* È la facoltà di cui godono alcuni organi costituzionali, di decidere autonomamente ed in deroga al principio di separazione dei poteri i ricorsi avanzati dai propri dipendenti avverso atti di amministrazione prodotti dagli organi stessi.

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