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domenica 23 Gennaio 2022
NewsFondazione Open, chiuse le indagini. Renzi, Boschi e Lotti indagati

Fondazione Open, chiuse le indagini. Renzi, Boschi e Lotti indagati

Fondazione Open, secondo l’accusa, tra il 2014 e il 2018, i tre avrebbero ricevuto più di 3 milioni e mezzo di euro per la loro attività politica. L’ex premier: “Nessun finanziamento illecito, tutto tracciato”.

Fondazione Open: Renzi, Boschi e Lotti indagati

Le indagini della Procura di Firenze su Open, la fondazione mediante la quale è stata finanziata l’ascesa di Matteo Renzi prima a sindaco di Firenze e poi a presidente del Consiglio, si chiudono con l’iscrizione nel registro degli indagati di undici persone e di quattro società.

Tra loro ci sono anche Luca Lotti, Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. Secondo l’accusa, tra il 2014 e il 2018, i tre avrebbero ricevuto dalla Fondazione Open più di 3 milioni e mezzo di euro per la loro attività politica, in violazione con la normativa sul finanziamento ai partiti.

Per lo stesso reato sono indagati anche l’ex presidente della Fondazione Open, Alberto Bianchi e Marco Carrai, componente del consiglio direttivo,  per il qual è scattato, per la terza volta, il sequestro dei documenti, eseguito già nel novembre 2019, stavolta dal tribunale del Riesame di Firenze.

Renzi la prende bene: “Dalla fogna giustizialista alla civiltà del dibattimento”

Matteo Renzi comment così la notizia di chiusura delle indagini sulla Fondazione Open:

La fine delle indagini sulla vicenda Open è realmente un’ottima notizia. Dopo due anni di incessanti indagini, perquisizioni giudicate illegittime dalla Cassazione, veline illegalmente passate ai giornali finisce il monologo dell’accusa. Finalmente arriva il momento in cui si passa dalla fogna giustizialista alla civiltà del dibattimento. E lì contano finalmente i fatti e il diritto.”

“Alla fine di questa scandalosa storia – continua l’x premier-  emergerà la verità: non c’è nessun finanziamento illecito ai partiti perché tutto è bonificato e tracciato. La Leopolda – del resto – non era la manifestazione di una corrente o di una parte del PD, ma un luogo di libertà, senza bandiere e con tutti i finanziamenti previsti dalla legge sulle fondazioni. Quando il giudice penale vuole decidere le forme della politica – ha concluso Matteo Renzi – siamo davanti a uno sconfinamento pericoloso per la separazione dei poteri. Loro vogliono un processo politico alla politica, noi chiederemo giustizia nelle aule della giustizia”.

 

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