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sabato 22 Gennaio 2022
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“Col ddl Zan sesso anche con animali e cose”: lo ha detto davvero la Garante per l’infanzia in Umbria (in quota Lega)

Col ddl Zan sesso anche con animali e cose”: le parole della Garante per l’infanzia in Umbria infiammano il dibattito politico. Centrosinistra chiede le dimissioni, Pillon solidale.

Maria Rita Castellani: “Col ddl Zan sesso anche con animali e cose”

Le dichiarazioni di Maria Rita Castellani, Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Umbria, sul ddl Zan diventano un caso politico. Nel corso di un’intervista la Castellani ha detto che l’approvazione del disegno di legge consentirebbe di “scegliere l’orientamento sessuale verso cose, animali, e/o persone di ogni genere e, perché no, anche di ogni età, fino al punto che la poligamia come l’incesto non saranno più un tabù“.

La garante ha poi aggiunto: “Il concetto d’identità cambia, non è più quello antropologico che conosciamo da sempre e che distingue persona da persona a ragione di evidenze biologiche, ma diventerà qualcosa che io, cittadino, posso decidere arbitrariamente secondo la percezione del momento. Di conseguenza ogni desiderio sarà considerato un bisogno e il bisogno un diritto”.

Parole che hanno lasciato di stucco esponenti politici, docenti universitari, associazioni e rappresentanti della società civile che sono scesi in campo per chiedere le dimissioni di Castellani.

L’associazione Omphalos Lgbti ha indirizzato una lettera alla presidente della regione Donatella Tesei, in cui descrivono le parole del garante come “un’acrobazia pericolosa in bilico fra propri convincimenti personali, pregiudizi inqualificabili e retorica da militante politica”.

I firmatari hanno chiesto alla Tesei di rimuovere Castellani dal suo incarico. Richiesta che è arrivata anche dai consiglieri dei gruppi di minoranza dell’assemblea legislativa dell’Umbria, con una nota congiunta in cui dichiarano che le parole del garante sono “motivo di grave pregiudizio per il proseguimento del mandato della stessa”.

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Le reazioni politiche

Le parlamentari e i parlamentari del Movimento 5 stelle del gruppo Pari Opportunità hanno commentato duramente le parole della garante con una nota: “Per il ruolo che ricopre, la Castellani dovrebbe quantomeno garantire la correttezza dei concetti che esprime. Quanto detto è un insulto al lavoro che sta facendo questo Parlamento.”

“Un insulto ai diritti che vogliamo garantire, un insulto a tutte le persone Lgbti un insulto a tutti i bambini che avrebbero bisogno di essere ‘garantiti’ nella loro formazione e nella loro vita e non ingannati con teorie assurde che vogliono solo screditare una legge che punta alla tutela di tutti. È una vergogna. Riteniamo che Castellani non sia adeguata a ricoprire questo ruolo di garanzia e debba dimettersi”.

Ancor più netta la posizione di Nicola Fratoianni, il segretario nazionale di Sinistra Italiana: “Rimetta il mandato per il bene e il prestigio delle istituzioni dell’Umbria e ritorni nella caverne da cui l’hanno tirata fuori i suoi sponsor leghisti”.

In controtendenza, e non poteva essere diversamente, Simone Pillon, che in Umbria lavora come responsabile delle politiche familiari per la Lega. Insieme al capogruppo regionale Lega Stefano Pastorelli, ha espresso solidarietà alla Castellani:

“Siamo dalla parte della Garante che è stata oggetto di attacchi vergognosi per le sue dichiarazioni sul Ddl Zan. Dopo che per anni l’Umbria è stata laboratorio delle politiche gender  abbiamo finalmente un Garante preparato, serio e coraggioso che denuncia quanto si rischia con il Ddl Zan ed è vergognoso che diventi oggetto di attacchi da parte della sinistra. Questa è la prova di quello che ci aspetta se passa il Ddl Zan: non si potrà più dire nulla che sia contro le lobby Lgbt.”

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