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domenica 10 Ottobre 2021
AgoràMalika Chaly somiglia a noi, per questo ha scatenato tanta rabbia

Malika Chaly somiglia a noi, per questo ha scatenato tanta rabbia

Malika Chaly è vittima del paternalismo moralistico italiano: chi subisce qualche sfortuna e riceve aiuto deve dimostrare di essere migliore. E perché mai?

La rabbia social su Malika Chaly

La storia di Malika Chalhy, 22 anni, residente a Castelfiorentino in provincia di Firenze è ormai di dominio pubblico. Discriminata, insultata e ripudiata dalla sua stessa famiglia perché lesbica. Il suo caso è diventato di pubblico domicio quando ha denunciato i genitori reso pubblici gli audio ricevuti dalla madre: “Sei uno schifo, lesbica, se ti vedo t’ammazzo. Non mi portare a casa quella p*****a perché le taglio la gola, sei la rovina della nostra famiglia” e altri dello stesso tenore.

Tanta solidarietà arriva da ogni angolo del Paese. A quel punto Malika Chalhy crea due raccolte fondi, per poter sopravvivere senza casa e senza lavoro, e riceve oltre 100mila euro. La ragazza a quel punto, come dichiarazione di circostanza vuole, promette: “Aiuterò chi ha bisogno“.  E invece il patatrac! Arriva un video dove la si vede alla guida di una Mercedes nuova e fioccano le accuse: aver approfittato della solidarietà, degli italiani, aver sfruttato la sua storia per fare dei soldi. Da quel momento la ragazza è coinvolta in un terremoto di odio sui social.

Malika Chaly somiglia a noi, per questo ha scatenato tanta rabbia

Malika Chaly somiglia a noi

Sembra che Malika sia riuscita nell’impresa di essersi messa tutti contro, dai suoi genitori alle associazioni che l’hanno aiutata, dalla stampa di destra a quella progressista, che del resto tanto progressista non è.

Ora, vi devo confessare che capisco sino a un certo punto tutti questi attacchi sul comportamento di Malika. Si è comprata una macchina, e allora? Avrebbe dovuto usare i soldi meglio, essere più sobria, non approfittare della solidarietà… sì, forse, boh, non lo so.

Mi sembra onestamente un discorso un po’ paternalistico che nasconde forse qualcos’altro.
Mi sbaglierò, ma a me pare che Malika si sia comportata come avrebbero fatto molti ragazzi suoi coetanei se si fossero trovati al suo posto.

Ha mostrato di avere la stessa superficialità, le stesse debolezze, lo stesso individualismo e le stesse aspirazioni presenti in molti ragazzi simili a lei. Temo che non le si perdoni proprio questo. Non le si perdona di somigliarci, di dirci cosa in fondo desiderano i nostri ragazzi.

Un vecchio vizio italiano, un tic moralistico da libro Cuore. Chi è vittima di qualche sfortuna e riceve aiuto deve dimostrare di essere migliore. Non ha il diritto di essere come gli altri.

Sembra che oramai il diritto di poter somigliare a se stessi senza vergognarsene appartenga solo alle classi agiate, ovvero a chi di Mercedes se ne compra una al giorno. Che volete che vi dica, a me fanno molta più rabbia questi qua.

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