Si parla di questa possibilità, da parte del governo russo, di cambiare definizione all’invasione dell’Ucraina, da ‘operazione speciale‘ a ‘operazione antiterrorismo‘. Ma quali sono le differenze sostanziali?
Di Francesco Dall’Aglio*
Da operazione speciale a operazione antiterrorismo? Ecco sosa cambierebbe
Non è per allocare più risorse dal budget statale o per potere avere più soldati al di fuori del territorio nazionale, anche se queste due cose ci sono.
Sostanzialmente cambiano le regole di ingaggio che, paradossalmente, per una operazione antiterrorismo sono meno vincolanti di quelle di una vera e propria dichiarazione di guerra, come si è visto ad esempio con la “global war on terror” di Bush o le varie “piombo fuso” e simili.
Tutto ciò che viene utilizzato o potrebbe essere utilizzato dai “terroristi” diventa un bersaglio legittimo: strade, ponti, ferrovie, qualsiasi cosa. Quell’acquedotto porta acqua a una base di “terroristi”? Bersaglio legittimo. Su quel treno, insieme a trecento civili, ci sono dieci “terroristi”? Bersaglio legittimo. Un “terrorista” va a fare la spesa nel supermercato?
Bersaglio legittimo. E così via, includendo naturalmente i “centri decisionali” che hanno la spiacevole tendenza a essere collocati in mezzo alle città, mentre almeno Bin Laden aveva la decenza di starsene in mezzo alle montagne.
E il problema non sarebbero le migliaia di morti che si aggiungerebbero al conto: sarebbero ancora di più i milioni di profughi che si riverserebbero in Europa, al principio dell’inverno, perché il paese resterebbe senza elettricità o gas o qualsiasi altra cosa. Insomma, la Siria, ma senza Erdoğan a fare da filtraggio.
Faccio onestamente fatica a considerarlo uno sviluppo positivo e ammetto che, se davvero succedesse, comincerei ad essere leggermente preoccupato. Diciamo da DEFCON 4 a DEFCON 3.

* ripreso da Francesco Dall’Aglio ricercatore dell’Istituto di Studi Storici dell’Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria).
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