www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
In tv si rilancia il solito volto dell’estrema destra, dai tempi di Fini a Vannacci oggi. Un’operazione mediatica che ignora la sinistra radicale e alimenta una cultura reazionaria. Alla fine, il fascista resta sempre più presentabile del comunista agli occhi del sistema.
L’importanza dei classici: come si costruisce un fascista presentabile in tv
Su La7 in onda un grande classico: l’esaltazione esasperata del camerata di turno più a destra di qualsiasi camicia nera. Il solito personaggio seminale che potrebbe, chissà, mettere in difficoltà il governo in carica.
Fu così per Gianfranco Fini in ottica antiberlusconiana e così è per Vannacci; si vorrebbe far inorgoglire la Lega su traiettorie scomode persino per i repubblichini di Palazzo Chigi.
Seguendo il ragionamento tipico del progressista medio l’importante è che il governo cada; poco importa se il Paese, in seguito, si potrà trovare insabbiato all’interno di una sempre più diffusa cultura reazionaria che, da trent’anni almeno, condensa in un’unica voce liberalcapitalisti e capitalisti conservatori sotto l’egida tirannica del neoliberalismo, e poco importa se poi, nel futuro prossimo, a sfruttare l’esposizione mediatica saranno gli epigoni italiani dei nazisti dell’Illinois.
La7, così come tutti i giornaloni quando si avvicinano le elezioni, è sempre molto attenta a ciò che si forma all’estrema destra e, contemporaneamente, è sempre distratta su ciò che accade nell’arcipelago alla sinistra del Pd e dei suoi diligenti satelliti. L’estrema sinistra non fa hype, è poco cool, forse troppo poco televisiva e soprattutto resta sempre valido l’adagio “nessun nemico a sinistra”.
Il buon equilibrio nato con il maggioritario, con la modernizzazione farsesca dell’alternanza, con la dittatura dei mercati non può essere messo in discussione con esposizioni logiche lontane dal naturale scorrere del pettegolezzo politico tipico della Seconda Repubblica.
Vannacci ben si presta a questo scopo, oltre, ovviamente, a rendere sempre più ammaliante la postura fascista che poi, nelle grandi assise della democrazia autoritaria dei volenterosi, sarà equiparata a quella comunista e socialista, così da impreziosire, sdoganandola, la funzione che il fascismo storico ebbe in chiave antipopolare e antirivoluzionaria.
Alla fin fine l’occhio liberale, quando osserva un fascista, è sempre benevolo.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
Leggi anche
- Campo umanitario o campo di concentramento? Il vero volto della Gaza Humanitarian Foundation
- Gli Stati Uniti del biscazziere Trump, “stato canaglia” del commercio globale
- Ucraina, Mosca avanza su tutti i fronti mentre l’Occidente balbetta
- Gaza Riviera, il modello “piccolo emirato” dietro il sogno immobiliare post-genocidio
E ti consigliamo
- Shidda
- Noisetuners
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- Musikkeller, un luogo-non luogo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente













