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venerdì 21 Gennaio 2022
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I due bimbi morti nel rogo non erano ‘nomadi’, ‘clandestini’, ma figli di braccianti sfruttati

I bimbi morti nel rogo a Stornara erano figli di braccianti bulgari, lavoratori stagionali cui viene riservato un regolare trattamento da schiavi.

I due bimbi morti nel rogo sono vittime dello sfruttamento

Si chiamavano Birka e Christian i fratellini di due e quattro anni trovati qualche giorno fa completamente carbonizzati, all’interno di una baracca distrutta da un incendio nel campo nomadi alla periferia di Stornara in Puglia.

Il campo dov’è avvenuta la tragedia, tutt’altro che imprevedibile, apparterrebbe a un privato. Le indagini sono affidate ai carabinieri, che avrebbero ascoltato alcune persone che vivono nell’insediamento, la maggior parte di etnia bulgara, come le vittime.

Resta da chiarire cos’ha scatenato l’incendio, se da una stufa a legno o in altro modo, e anche se Birka e Christian siano morti intrappolati nel rogo oppure per via delle esalazioni da monossido di carbonio. In quel momento il padre era al lavoro, mentre la madre nel ghetto ma lontano dalla baracca.

L’altra questione, altrettanto importante, è la narrazione dei fatti: campo rom, campo nomadi è stato scritto, come a voler circoscrivere il fatto con una certa connotazione depotenziante, ovvero: erano in quelle condizioni perchè clandestini.

Come fosse normale, in quanto ‘nomadi’,  vivere in un campo di baracche, una favela di tuguri dove d’inverno si era in mille e d’estate tre volte tanto.

Foto Rainews

Ma a Stornara pare non ci siano né nomadi né clandestini; quegli uomini e quelle donne  sono cittadini europei, la maggior parte dei quali è in regola coi documenti. Sono braccianti bulgari, lavoratori stagionali cui viene riservato un regolare trattamento da schiavi.

E a fine giornata gli schiavi tornano al loro riparo di cartone e lamiera.

A ucciderli non è stata la casualità di una scintilla, la noncuranza, ma l’elevata possibilità che una cosa del genere potesse capitare in simili condizioni. E accade continuamente.

L’assassino non è il fuoco ma chi sta al caldo grazie anche al sudore di chi al freddo si arrangia come può, anche a costo della propria vita.

Foto Today

 

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Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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