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domenica 23 Gennaio 2022
SportCalcioSuperlega flop, indietro tutta: un fiasco epocale ma i problemi restano

Superlega flop, indietro tutta: un fiasco epocale ma i problemi restano

Superlega flop, arriva lo stop definitivo: dopo le inglesi escono Inter e Atletico. Agnelli s’arrende e la Juve crolla in Borsa. Ma i problemi sono ancora tutti da affrontare.

Superlega flop, un fiasco epocale

Minacciato dal governo inglese che ha promesso leggi durissime e sotto i colpi dei tifosi, il fronte dei 12 club scissionisti è imploso. Manchester United, Manchester City, Tottenham, Liverpool, Chelsea e Arsenal abbandonano il progetto dopo il vertice d’urgenza tenutosi in serata. Nella stesse ore è giunta anche la rinuncia dell’Inter: “Allo stato attuale non è più ritenuto di nostro interesse“, si può leggere nel comunato ufficiale sul sito dei nerazzurri.

E a notte fonda arriva la comunicazione ufficiale della Superlega che accantona la nuova competizione.

Nasce la Super Lega: alla corte di re denaro

La prima crepa era arrivata dall’Inghilterra, con l’azione incrociata, tra sport e politica, per fermare l’addio alle competizioni Uefa, con il premier Boris Johnson a guidare la reazione. Il premier aveva formalizzato un impegno a nome del governo britannico per bloccare la nuova competizione, in una riunione ad hoc con i vertici del calcio d’Oltremanica e con i rappresentanti del tifo organizzato che si è tenuta a Downing Street.

“Il primo ministro – si leggeva ieri in una nota – ha confermato il suo “irremovibile sostegno” ai tifosi e che “il governo non resterà a guardare che un pugno di proprietari crei un negozio chiuso” agli altri club. È stato inoltre “chiaro sul fatto che nessuna misura è esclusa, comprese le opzioni legislative per assicurare che questa proposta sia fermata”.

Ma prima che le azioni legislative venissero messe in pratica, è arrivato il colpo di spugna.

Nasce la Super Lega: alla corte di re denaro

Il colpo per il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, è stato durissimo: “Resto convinto della bontà del progetto, ma non si può fare un torneo a sei squadre“. E mentre parlava il titolo della società affondava in Borsa arrivando a perdere il 12,35%.

Lo stop al progetto è stato accolto ovviamente con favore dal presidente Aleksander Ceferin:Ho detto ieri che è ammirevole ammettere un errore e questi club hanno fatto un grosso errore. Ma ora sono tornati all’ovile e so che hanno molto da offrire non solo alle nostre competizioni ma a tutto il calcio europeo. La cosa importante ora è andare avanti, ricostruire l’unità di cui il calcio godeva prima di questa vicenda e andare avanti insieme”.

Dunque una vera Caporetto per per il progetto guidato da Florentino Perez e Andrea Agnelli, un operazione preparata mediaticamente malissimo, che ha esposto i club ad un massacro preventivabile, e affossato con incredibile velocità un progetto sbagliato che nasceva però su un esigenza reale di ridiscussione dell’intero sistema.

Superlega flop, indietro tutta: un fiasco epocale ma i problemi restano

Il flop della Superlega andrà studiato ai corsi di comunicazione ma i problemi finanziari e industriali restano tutti sul tavolo e l’intero sistema calcio rischia il default con la pandemia ed è una questione che va affrontata con urgenza.

E la UEFA, che ora canta vittoria e fa la voce grossa appellandosi ai sogni dei tifosi, ai meriti sportivi e ad altri discorsi di buon senso, in realtà è la prima responsabile di un divario tra club ricchi e club poveri e di un calcio diventato puro business che ormai esiste da tempo e di cui ipocritamente, ci si accorge solo oggi che la bomba è scoppiata.

Basti pensare alla gestione del FFP che ha tagliato le gambe solo ad alcune società e ne ha risparmiato inspiegabilmente altre: dov’era la Uefa quando gli sceicchi gonfiavano di sponsorizzazioni i bilanci di City e Psg? E i top player e i loro agenti? Quanti si sono volontariamente tagliati l’ingaggio con la pandemia? E che dire dl Ranking che non riserva posti nella tanto paritaria Champions League ad alcuni Paesi europei?

E arriviamo alla genialità di quelli che hanno partorito la Nation League, il torneo più inutile al mondo di cui nessun tifoso conosce albo d’oro, calendario e classifica, oppure chi ha avuto la brillante idea delle terze qualificate in Champions che passano in Europa League. Inizi il torneo da una una parte e lo finisci dall’altra. Non ci viene in mente nulla di più antisportivo. È solo un sistema per salvare la stagione a club ricchi che non riescono ad andare avanti in Champions League. Alla faccia del merito è della competizione pulita. Dove sarebbero l’uguaglianza e il merito sportivo di cui parlano?

I tifosi delle squadre non ricche che esultano per il possibile dietrofront della Superlega dovrebbero chiedersi quante chance hanno avuto negli ultimi 10 anni e avranno nei prossimi 20 di vincere contro i 10 club che fatturano di più nei rispettivi campionati e in Europa.

I temi dell’oligopolio e dello scarso merito sportivo dell’attuale sistema restano sul tavolo. Dopo averli evocati Governi e Uefa li affrontino sul serio

La Superlega è il mostro partorito nel mare inquinato del calcio, il Godzilla possibile perchè esiste questa UEFA. Non si salva dal finto moralismo neanche la FIFA, alleata della UEFA in questa triste battaglia contro l’élite del calcio europeo. La tanto amata tradizione e i valori sociali sbandierati svaniscono nel nulla se si pensa al Mondiale 2022 organizzato in Qatar nei mesi di novembre e dicembre, tra l’altro finendo sotto accusa per le violazioni dei diritti umani sui lavoratori impegnati nella costruzione degli stadi.

Ma la stasi favorisce solo i club già ricchi. La Uefa deve ora correggere questo sistema se non vuole che il prossimo mostro prenda vita e cammini sulle sue gambe.

Quello che serve è una reale e equa redistribuzione dei ricavi, piani per la riduzione dei costi, nuovi format anche nazionali e merito sportivo.

Ora o mai più. O l’addio a tutto il baraccone.

 

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