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Biden come sua eredità sceglie liberamente di intestarsi la responsabilità del genocidio di Gaza, fino alla fine, concludendo il suo mandato con una maxi vendita di armi ad Israele.
Biden vende armi per 8 miliardi di dollari a Israele
Anche se siete dei cinici, questa cosa è sorprendente: Biden ha annunciato oggi al Congresso la vendita a Israele di armi, bombe, munizioni per otto miliardi di dollari.
Qualcuno avrebbe potuto pensare che una persona negli ultimi giorni della sua presidenza (e probabilmente della sua vita) avrebbe scelto di fare la cosa giusta, o semplicemente di non ripetere per l’ennesima volta la cosa sbagliata: a maggior ragione dopo tutti gli insulti e le prese in giro che ha subito da parte di Netanyahu e le critiche ricevute da tutto il pianeta.
E invece no: Biden come sua eredità sceglie liberamente di intestarsi la responsabilità del genocidio di Gaza, fino alla fine.
Questo dimostra che la teoria “è tutto opera della lobby israeliana” è troppo semplicistica. Ora è chiaro che per qualche motivo Biden crede davvero nella giustezza del genocidio, che delle vite dei palestinesi non gli importa proprio nulla.
Se fosse stato costretto a supportare il genocidio per ragioni elettorali, ora che non ha alcun interesse in gioco avrebbe potuto mostrare un lato umano, anche solo lasciando a Trump l’onere di questo ulteriore crimine.
Ora invece siamo sicuri al 100% che Biden non ce l’ha proprio, un lato umano: e penso che come lui non ce l’abbiano neanche i suoi omologhi nostrani che lo hanno sempre sostenuto, quel partito che dice di voler rappresentare i più deboli e invece è solo la voce dell’infame “ceto medio riflessivo” italico.
Tantissimi tra i dirigenti, quadri e militanti di quel partito che ogni giorno, da oltre 450 giorni si svegliano la mattina e scelgono di tacere o minimizzare il genocidio, sono questa roba qua: gentaglia che tace non per interesse o paura, ma perché ha la testa completamente piena di se e crede sinceramente che vada bene così.
Nessun perdono, mai.

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