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E dopo benzina, munizioni, ruote di scorta, missili, indumenti invernali, armi leggere, carri armati e navi, ora il Ministero della Difesa della Gran Bretagna, dal suo account ufficiale su Twitter\X , ci informa che i russi hanno finito l’acqua.
“I russi hanno finito l’acqua”
– Francesco dall’Aglio*
Le didascalie dell’animazione che accompagna il tweet del Ministero della Difesa della Gran Bretagna con cui ci informano che “i russi hanno finito l’acqua”, (link è alla fine dell’articolo), sono favolose e ve le riporto per intero: ‟Alcune unità militari russe hanno difficoltà ad approvvigionarsi d’acqua, secondo fonti pro-russe. Ai piloti è stata imposta una restrizione di un litro al giorno. Questo è ¼ del minimo raccomandato. Qualcuno è stato costretto a filtrare l’acqua da pozzanghere sporche. Questo ha un impatto sul morale e sull’efficienza. La carenza d’acqua probabilmente è causata dagli attacchi russi alle infrastrutture”.
La prima cosa che uno si chiede è perché proprio i piloti hanno a disposizione solo un litro d’acqua, al di là del fatto che piloti russi di stanza in Ucraina non ce ne sono, i più vicini stanno in Crimea.
Gli altri dettagli sono tutto sommato marginali, tra i russi che razzolano nelle pozzanghere (sporche, naturalmente, forse contaminate dalla loro presenza) e quelli che bombardano gli acquedotti, ma tanto probabilmente un rubinetto non sanno nemmeno cos’è.
In realtà il dato più significativo della disinformazione di questo tweet (che, ricordo ancora, viene dal Ministero della Difesa britannico, non da un stagista di Iacoboni) è l’accenno a queste ‟fonti pro-russe” da cui è tratta questa informazione?
Quali sono queste fonti? Mistero. Del resto non vorrai mica citare fonti russe, sei matto: giustamente sono state tutte censurate, perché mentono – tranne quando dicono che le cose vanno male, lì naturalmente dicono la verità anche se non si capisce perché mai uno stato (pardon, una stazione di servizio travestita da stato, come da notoria definizione di McCain) dovrebbe organizzare un capillare controllo dell’informazione per diffondere falsità e poi lasciarsi sfuggire che i piloti russi in Ucraina bevono l’acqua delle pozzanghere.
Questa storia delle ‟fonti russe” o ‟pro-russe” che si possono utilizzare a piacimento perché tanto non si citano si è vista all’opera anche qualche giorno fa, e arriviamo alla seconda foto, tratta dalla nostra Repubblica che ultimamente abbiamo un po’ trascurato.
Putin, leggiamo, ha imposto ai comandanti militari di sbaraccare l’oblast’ di Kursk dalla presenza di truppe ucraine entro il 1 ottobre, sulla scia di una lunga serie di imposizioni che vedevano Bahmut da prendere entro il 9 maggio, Avdiivka entro Natale (non è chiaro se secondo il vecchio o il nuovo calendario), eccetera.
E come appoggio anche qui si citano i ‟media russi”, citati da ‟Rbc-Ucraina” che probabilmente è RBK-Ukraina, che citerebbe ‟una fonte della leadership politico-militare russa”. Ma se si va a vedere cosa dice RBK-Ukraina (link alla fine) la notizia del 1 ottobre si trova, ma è attribuita a un ‟esperto del Centro Strategico di Difesa”, ucraino, Viktor Kevlyuk, quindi a nessun ‟media russo” né tantomeno a ‟una fonte della leadership politico-militare russa”.
E la stessa fregnaccia l’ha riportata Adnkronos, il Messaggero, che almeno ha la decenza di scrivere che la fonte sono i media ucraini, e anche RaiNews (vi lascio i link alla fine, se proprio non avete niente di meglio da fare).
E questo è lo stato dell’arte: acqua dalle pozzanghere e via gli ucraini entro il 1 ottobre. Lo dicono i media russi, quindi è vero. Cioè, ovviamente è falso, ma in questo caso singolo e specifico è assolutamente vero.
Fonti
- Link Twitter: https://x.com/DefenceHQ/status/1828404600002449718
- Link RBK-Ukraina: https://www.rbc.ua/…/putin-nakazav-vitisniti-ukrayinski…
- Link Adnkonos: https://www.adnkronos.com/…/ucraina-russia-guerra…
- Link Messaggero: https://www.ilmessaggero.it/…/kursk_putin_ordine…
- Link RainNews: https://www.rainews.it/…/guerra-in-ucraina-zelensky-le…

* Articolo originale su War Room – Russia, Ucraina, NATO di Francesco Dall’Aglio ricercatore dell’Istituto di Studi Storici dell’Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria).
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