La NATO decreta la guerra a oltranza alla Russia. Indovinate chi si accollerà i costi…

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Al comunicato finale emesso al termine del vertice NATO di Washington era allegato un comunicato aggiuntivo, in 6 punti, praticamente ignorato dai media, e senza alcuna discussione politica, ma che contiene indicazioni rilevanti: l’Italia ha firmato un impegno a lungo termine per un sostegno politico, economico, militare, finanziario e umanitario all’Ucraina senza precedenti.

Il comunicato NATO silenziato dei media e dal governo

Francesco Dall’Aglio*

Continuiamo l’analisi del comunicato finale del vertice NATO. In particolare il comunicato aggiuntivo, intitolato “Promessa di Assistenza a Lungo Termine per l’Ucraina”, di soli 6 articoli.

Già il titolo dice parecchio: “a lungo termine“, anche se non è ovviamente specificato quanto lungo sarà. L’idea, comunque, è continuare a fornire materiale militare e sostegno vario a oltranza. Niente negoziati, niente tregue, niente stalli alla coreana: si va avanti come siamo andati avanti finora.

Art. 1: “Oggi affermiamo il nostro incrollabile impegno verso l’Ucraina in quanto stato sovrano, democratico e indipendente. Per questo, l’Ucraina ha bisogno del nostro sostegno a lungo termine. Dall’inizio della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, gli Alleati hanno fornito un sostegno politico, economico, militare, finanziario e umanitario senza precedenti, inclusa assistenza militare per un valore all’incirca di 40 miliardi di dollari l’anno. Gli Alleati hanno anche messo a disposizione le capacità delle loro industrie militari per sostenere le necessità dell’Ucraina. Tutto ciò sta avendo un effetto sostanziale, mettendo in grado l’Ucraina di difendersi efficacemente e di infliggere costi reali e severi alla Russia”.

Visto che, appunto, le cose stanno andando ottimamente, l’Art. 2 chiarisce che la cifra di 40 miliardi di dollari è, d’ora in avanti, il finanziamento minimo annuale che gli Alleati destineranno all’Ucraina.

L’Art. 3 chiarisce cosa coprirà questa cifra (cifra minima, ricordo): “costi relativi al rifornimento di equipaggiamento, assistenza ed addestramento militare per l’Ucraina, inclusi: acquisto di equipaggiamento militare per l’Ucraina; donazioni di materiale all’Ucraina; costi relativi alla manutenzione, alla logistica e al trasporto dell’equipaggiamento militare per l’Ucraina; costi dell’addestramento militare per l’Ucraina; costi operativi associati al rifornimento di materiale militare all’Ucraina; investimenti e sostegno alle infrastrutture di difesa e all’industria militare dell’Ucraina”.

L’Art. 4, bontà sua, chiarisce che i contributi saranno proporzionali al PIL dei rispettivi Paesi, “per dividere equamente gli oneri”.

L’Art. 5 stabilisce che gli Alleati faranno rapporto due volte l’anno sul sostegno inviato, e l’Art. 6 che “oltre al sostegno militare coperto da questa Promessa, gli Alleati intendono continuare a fornire aiuto economico, finanziario e umanitario all’Ucraina”.

Vale forse la pena di notare che non tutti i Pasi NATO hanno firmato le garanzie di sicurezza. Si sono astenuti infatti Albania, Bulgaria, Grecia, Macedonia del Nord, Montenegro, Slovacchia, Turchia e Ungheria: e anche questo, che è un dettaglio a parer mio interessante (non fosse altro perché aumenta la quota finanziaria e materiale che spetterà a noi, visto che tutti questi paesi non partecipano) non è stato minimamente discusso dai nostri media.

* Ripreso da Francesco Dall’Aglio ricercatore dell’Istituto di Studi Storici dell’Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria).

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