Dalla Task force agli Stati Generali: il trionfo della mediocrazia

Dalla Task force agli Stati Generali è il trionfo della mediocrazia che non permette nessuna innovazione salvo la discrezionalità.

Gli Stati Generali della mediocrazia

La capacità di una burocrazia, di risolvere un problema, è inversamente proporzionale al numero dei componenti la Commissione.  Arturh Bloch da “Le leggi di Murphy”.

La Task force per l’emergenza in queste settimane su mandato del Premier Conte ha elaborato un documento di 102 proposte realizzato dal comitato di esperti in materia economica e sociale per il rilancio dell’economia Italiana.

Sono serviti 50 saggi, una commissione tecnica guidata dall’ex amministratore Vodafone Colao ed altri mega manager, per partorire un progetto a favore dello status quo, e di ben 121 pagine, in cui non si trova nessuna idea concreta.

Il premier Conte quindi promuove gli Stati Generali, convocando altri commissari, le parti sociali, sindacalisti e funzionari e alte cariche del mondo imprenditoriale.

Alla fine delle interminabili consultazioni partoriranno a breve un documento di 22 punti da presentare a Settembre alla commissione Europea. Dove andremo con il cappello in mano a chiedere un po’ di euro, chiamati all’inglese Recovery found e dare cosi il via al fantastico rilancio dell’economia Italiana.

Crozza-Feltri: “Gli stati generali non servono a niente”

 

La presidente della Commissione Europea la signora Ursula von der Leyen in quattro minuti senza convocare nessuno, gratis, di getto di cuore e senza chiederci un euro, risponde a braccio su quali sono i mali Italiani.

Lo dice lei e lo sottoscriviamo: burocrazia, scuola, sanità, corruzione. Mettiamoci un pizzico di mancanza di idee e troppe teste non proprio pensanti.

La presidente europea ci chiede semplicemente cosa farete con questi soldi che riceverete ? Avete qualche idea? Volete rilanciare un sistema in agonia o fare qualcosa di nuovo ?.

Il male della burocrazia in Italia, è un male profondamente culturale. È un male che poggia su quattro pilastri che ci vedono, in questo caso, princeps nel mondo.

Poggia tutto sulla mediocrazia. Scrive Alain Deneault: “Mediocre è chi tende alla media, vuole uniformarsi a uno standard sociale. In breve: è il conformismo. Robert Musil diceva: “Se la stupidità non somigliasse così tanto al progresso, al talento, alla speranza o al miglioramento, nessuno vorrebbe essere stupido”.

Il mediocre è quell’individuo che non brilla ma è bravo in una cosa, nel non esporsi.  Una volta avuto potere attraverso nepotismo, raccomandazione e favori di varia natura, apprezza solo i suoi simili, i conformisti, gli yes man.

In panico da prestazione tende a non accettare l’intelligenza e la ragione come un fenomeno positivo, piuttosto come una minaccia al proprio piccolo potere.

Uomini o caporali ?

Il caporale è quell’individuo che possiede un minimo potere. Esegue il suo compito supinamente senza chiedersi il perché, lo esercita con tenacia e minacce.

Ad esempio: se il capo del personale è un mediocre non assumerà nessuno più in gamba di lui.

Se il sindaco di una grande città non ha intelligenza ed idee, farà solo danni. Se il potere è gestito da conformisti, non troveranno soluzioni, ma perseguiranno quelle due regole che hanno mandato a memoria, per quieto vivere, avanti cosi, ineluttabili.

La burocrazia non ha mai responsabilità, attraverso la distribuzione di fogli, commissioni, copie, funzionari addetti alla qualsiasi cosa, archivi, regolamenti, abitudini, prassi, norme, visti, pareri.

Raggiunge l’iperbole di non decidere mai alcunché.

E se l’azione necessaria è stata ordinata da qualcuno, ha il potere di renderla inefficace, inutile o di bloccarla in qualche posto che nessuno osa trovare.

È il paradosso in cui viviamo, un paese in cui la colpa ricade nel sistema stesso.


 

In una cassaforte di pareri e opinioni contrastanti dove l’ultimo dei funzionari pubblici, nella discrezionalità, abusa di quello che dovrebbe essere un servizio, a suo piacere, per ricavarne un privilegio.

La discrezionalità in questo caso è usata convertendola in: Cosa ci guadagno?

La scuola è il basamento di una civiltà moderna. Nella formazione delle menti dei ragazzi, nel promuovere idee, fantasie e spingere alla curiosità.

Dovrebbe essere il primo luogo dove formare le nuove classi dirigenti. Ma la mediocrazia non lo permette.

Se trovassimo delle menti geniali in grado di rivoluzionare il mondo, sarebbe la fine di tutti i privilegi e di tutte le ingiustizie.

Il primo dogma del mediocre è: Non bisogna mai cambiare le cose.

La sanità di cui si inorgogliscono i presidenti delle regioni è il vettore di maggior profitto che esiste oggi.

Siamo una nazione che tende ad invecchiare e ne abbiamo bisogno, pertanto si è pensato bene di privatizzarla, per dare la possibilità di lucrare ai pochi fortunati che possiedono i mezzi, spesso comprati con soldi del pubblico. Discrezionalità.

Oliviero Toscani – La ricerca ossessiva del consenso genera mediocrità

 

Stati Generali, imprenditoria e mediocrazia.

La domanda che bisogna porsi è: che cosa vogliamo rilanciare, lo status quo? Il pre-covid ?

Di imprenditoria sana italiana, generatrice di sviluppo reale, ne esiste poca. Quello che manca è il prodotto fatto in Italia, con contratti regolari, con tasse pagate in Italia.

I problemi principali sono:

Il dumping fiscale applicato anche in Europa da paesi come Lussemburgo, Olanda, Inghilterra, Ungheria, dove i profitti finanziari non sono quasi tassati.

Un forte uso dei contratti atipici (se non addirittura il nero) che non permettono ai lavoratori di avere potere d’acquisto, accesso al credito, risparmio. Quella che Bauman chiama la classe media a Resistenza zero.

L’evasione fiscale come modus operandi diffuso in tutti gli strati sociali, accettato e ritenuto necessario.

Un sistema burocratico che non permette nessuna innovazione o nessun ingresso di nuove attività, salvo usare la discrezionalità.

La burocrazia sarebbe dunque il principale nodo su cui intervenire, altrimenti ogni idea e proposito che provenga dalla carta dei buoni propositi dei commissari o anche dall’autorità di un eventuale uomo forte perderebbe qualsiasi efficacia .

Qualsiasi provvedimento o idea deve necessariamente prima risolvere il problema del potere ai mediocri.


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About Daniele De Sanctis

programmatore, ghost writer in economia, Laurea in “cose inutili e altre amenità”. Produttore esecutivo tv per conto della Rai sino a Maggio 2009. Sommelier, insegna a Perugia nel 2009 nei laboratori professionalizzanti dell'Università degli studi UNIPG. Con Slow Food Roma per 10 anni, organizzo “Gas”. Dal 2013 collabora come editorialista per la rivista Agrodolce.
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