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Guterres: “Gaza è un campo di sterminio”. Ma l’Onu, un tempo pilastro dell’equilibrio postbellico, è oggi ignorata e svuotata. Il neoliberismo l’ha resa un simbolo vuoto: troppo democratica per un ordine fondato su imperialismo, NATO e supremazia economica.
Il neoliberismo ha ucciso l’Onu: Guterres denuncia, nessuno ascolta
António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha ieri dichiarato che Gaza è “un campo di sterminio, le porte dell’orrore sono state riaperte”. Il richiamo alla Shoah quindi non viene rappresentato da un sito complottista o dalle chiacchiere di un bar. È il massimo rappresentante del più importante organismo internazionale a porre la questione palestinese in questi termini.
Ma, nonostante la credibilità o almeno l’importanza della carica di Guterres, la dichiarazione è stata pressoché ignorata da tutti gli organi di stampa. Più importante riportare le sciocche conversazioni di due turisti coronati rappresentanti del più immorale imperialismo visto nella storia; pari, forse, a quello statunitense.
Questo perché, nell’azione dell’Occidente collettivo ,l’Onu è stata oggetto di sistematico boicottaggio, in quanto ente supremo di quell’equilibrio internazionale sviluppatosi nel secondo dopoguerra. Ma attenzione, quel sistema non voleva essere distrutto solo perché si prospettava una nuova guerra.
L’Onu, difatti, è ancorato a un mondo nel quale la sovranità statale si coniugava a politiche di protezione sociale, nel quale l’assetto keynesiano e la legittimazione internazionale del blocco socialista, permettevano ai paesi in via di sviluppo la via della decolonizzazione.
Quindi è con la rivoluzione neoliberale che l’Onu, al pari delle costituzioni nazionali d’ispirazione sociale e lavorista, diventa il nemico da abbattere. Già i teorici della filosofia di mercato, come Wilhelm Röpke, ne contestavano il funzionamento, troppo democratico, in quanto non teneva in debito conto della forza economica di ogni singolo paese nel computo dei voti in seno all’Assemblea generale.
Insomma per il neoliberalismo l’affermazione del principio democratico, insieme all’irruzione delle masse popolari dentro le istituzioni, hanno rappresentato i problemi principali da risolvere per ribaltare le convenzioni politiche e sociali del dopoguerra. Questa la traccia che ha reso le Nazioni Unite un ornamento del tutto simbolico all’interno della nuova realtà diplomatica.
La guerra ha solo esasperato questa tendenza, così come è avvenuto con la smobilitazione delle costituzioni, già in atto da almeno un quarantennio. Furono i G7, il Wto, la Commissione europea e la centralità della Nato a imporre un nuovo ordine espansionista e illegale, una nuova dottrina coloniale e imperiale, che oggi si avvera inesorabilmente in guerra.

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