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domenica 10 Ottobre 2021
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Il romantico febbraio di Paolo Pesce Nanna, uno scrittore sui generis

Paolo Pesce Nanna è conosciuto ai più per le sue performance da stand up comedian, ma ha una seconda vita da scrittore sui generis.

Il romantico febbraio di Paolo Pesce Nanna

Ha scritto Susanna Schimperna di lui: È meglio immaginare Paolo stesso che racconta, recita, fa le pause giuste, le facce che sa fare lui. Ma se non l’ avete mai visto dal vivo allora leggetelo (…) vi tornerà l’idea che la vita sia pure semplice, piacevole, buffa, carezzevole. Non è poco. 

E lo scrittore e giornalista Daniele Poto continua: Paolo, sardonico commentatore della porta accanto  invade il nostro immaginario con dodici pezzi facili corrispondenti ad altrettanti mesi dell’anno. Una sorta di Zibaldone politicamente scorretto in cui l’autore rivela il magma etologicamente confuso (ma funzionale) delle proprie passioni(…) condivise con una narrazione che assimila il pubblico al privato.

E allora, incuriositi,  abbiamo preso un mese tra i dodici, un frammento di febbraio, e abbiamo scoperto un lato romantico e inaspettato dietro la maschera del comico, una sorta di Se Nora Ephron fosse nata a Centocelle

Il romantico febbraio di Paolo Pesce Nanna

 

Paolo Pesce Nanna: Febbraio

A febbraio non smetterò mai di ringraziarlo perché mi ha fatto capire qual è la differenza tra il voler bene ad una persona e l’amarla.

Il 5 Febbraio 1959, a Westminster, nel primo distretto di Londra, da Giuseppe e Annamaria, nasceva Marena.

Il mio sogno da bambino era diverso da quello degli altri bambini, c’era chi sognava di fare l’astronauta, chi il calciatore, chi il veterinario e chi voleva pilotare gli aerei, io invece volevo sposarmi con una donna proprietaria di un ristorante.

No, non stavo bene da piccolo e tutti mi prendevano in giro, ma il giorno che conobbi Marena, già dal primo ballo di salsa, sentivo che era lei quella che stavo aspettavo da sempre.

“Scusa Marina, ti posso fare una domanda?”

“Marena, mi chiamo Marena, Ma-re-na, e che cavolo, è la decima volta che te lo ripeto stasera.”

“Hai ragione scusa, poi è un nome così comune, ma proprio non mi entra in testa.”

“E vedi di fartelo entrare, ce la puoi fare, allora? Che volevi chiedermi?”

“Volevo dirti Ma-re-na, tu hai un ristorante vero? Ma-re-na.”

Marena rimase in silenzio, perplessa, poi mi rispose con un’altra domanda.

“Perché? Puzzo di fritto?”

“No, anzi, hai un profumo inebriante Ma-re-na.”

“A parte non chiamarmi più Ma-re-na, io mi chiamo Marena tutto attaccato, va bene? E chi te l’ha detto del ristorante?”

“Me l’ha detto un ragazzino, Ma-rena, Marena, Marena, ma è facile il tuo nome, Marena, Marena, Marena, Marena, Marena.”

“Hai visto, non era poi così impossibile, ma non esagerare, comunque un ragazzino ti ha detto che ho un ristorante?”

“Sì, un ragazzino, oppure era un nano, comunque era uno basso.”

E mentre Marena scoppiò a ridere io andai al bar, tornai con due calici di prosecco e le dissi che dovevamo brindare alla realizzazione di un sogno, Marena ci pensò un attimo, poi brindò e bevve il prosecco tutto di un fiato, forse più per la sete che per la realizzazione di un sogno di uno sconosciuto, di certo non poteva immaginare che stava brindando anche alla realizzazione del suo.

(Tratto da Tranquilli il libro dentro è scritto grande, Cut Up edizioni, 2019)

 

 


Paolo Pesce Nanna
scrittore, autore, attore, comico. Ha pubblicato: ''Me so' proprio superato, 40 storie brevi, 6 per la questura'', e ''Tranquilli, il libro dentro è scritto grande'' (Cut Up, 2019)

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