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domenica 10 Ottobre 2021
BiblosMaurizio Montalto, La rapina perfetta

Maurizio Montalto, La rapina perfetta

La rapina perfetta. L’attacco delle multinazionali alle fonti d’acqua italiane di Maurizio Montalto è disponibile gratuitamente in formato pdf su Strade Bianche di Stampa Alternativa.

MIllelirepersempre

 

Maurizio Montalto

Nasce nel 1970 a Napoli dove studia Giurisprudenza diventando avvocato e giornalista. Impegnato da anni in battaglie per la tutela dell’ambiente e la difesa dei consumatori, è Presidente dell’Istituto Italiano per gli studi delle Politiche Ambientali e componente dell’Osservatorio sul Diritto all’Acqua del Ministero dell’Ambiente.

È stato inoltre Presidente e Commissario straordinario di ABC (Acqua Bene Comune), azienda Speciale del Comune di Napoli e consulente della Regione Campania sull’Abusivismo edilizio.

Si è impegnato nella lotta contro la privatizzazione dell’acqua, infatti è stato il delegato del Sindaco di Napoli nell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) delle Acque. Grazie al suo unico voto contrario e all’appoggio dei cittadini, ha ottenuto la ripubblicizzazione della gestione idrica.

Nel 2004 è eletto Presidente dell’Osservatorio Internazionale Archeomafie.

L’autore ha pubblicato: Le vie dell’acqua (ed. Allegre 2005), La guerra dei rifiuti (ed. Allegre 2006), La casa ecologica (ed. Sistemi Editoriali 2008), L’acqua è di tutti (ed. l’Ancora del Mediterraneo 2011).

Il valore dell'acqua forse non ci è ancora chiaro

Dall’introduzione di La rapina perfetta di Maurizio Montalto

Nel 2003 a Napoli, lo slancio verso la privatizzazione pareva irrefrenabile. Fu deliberata l’appropriazione dell’acqua, ma la reazione partenopea non si fece attendere. Di qui la mobilitazione dei territori: assemblee pubbliche, manifestazioni, incontri di studio, analisi tecniche e ricorsi si sono succeduti fino alla resa delle lobby.

Nel 2005, il primo risultato: la delibera dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ente d’Ambito revoca all’unanimità la privatizzazione. Negli anni successivi l’impegno è andato oltre. L’attivismo dei movimenti si è sviluppato a livello locale e nazionale.

Veniva proposta una legge di iniziativa popolare su richiesta di oltre 500.000 italiani. La raccolta delle firme fu l’occasione per creare la prima rete nazionale di Comitati per l’acqua pubblica. Una straordinaria base di cittadini impegnata nella costruzione del referendum nel 2011, che ha visto 27 milioni di italiani votare per la gestione pubblica dell’acqua, a tutela dei diritti delle generazioni future.

Oggi la nuova sfida è fermare Suez e Veolia (multinazionali francesi) che, attraverso la partecipazione in società italiane e una forte azione di lobbying, stanno occupando l’intero distretto appenninico accaparrandosi le fonti principali e con esse il profitto e il controllo politico dei territori.

Comitati, comunità e sindaci motivati hanno messo in campo un’azione di resistenza pacifica senza precedenti, costituendo la Rete a Difesa delle Fonti d’Acqua del Mezzogiorno d’Italia.

 


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