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venerdì 30 Luglio 2021
BiblosFronte-Retro di Michele Caccamo: gli occhi nuovi

Fronte-Retro di Michele Caccamo: gli occhi nuovi

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Una storia, un avvenimento banale di cronaca, un fatto comune, piccoli gesti di vita quotidiana visti attraverso due sguardi opposti: è la rubrica di Michele Caccamo, Fronte-Retro: una storia, due guardi.

Gli occhi nuovi: quelli con cui si guardano gli ultimi istanti di vita.

Gli occhi nuovi2

Gli occhi nuovi

È un passaggio inevitabile il dolore, poi saremo accanto alla Bellezza.
Dio, insegnalo a chi come me sta morendo che lo farai dormire in un tempio azzurro, che sarà sempre profumato come un fiore. Che a gran colpi d’ala lo porterai in alto, lontano da questa terra.
Diglielo che ti lascerai vedere e che qualcuno di noi potrà anche baciarti le labbra.
Dio, da qualche giorno sono pallido; ho tremore nelle gambe. Vanno dicendo il mio nome in Chiesa, è possibile lo sappia anche il prete.
Hai già messo in giro qualcosa che mi mangerà l’aria; qualcosa che mi seccherà la gola, poi i polmoni.
Io lo so che non butterai la mia vita, che sarò una delle tue stelle azzurrine, che mi darai degli occhi nuovi, che tornerò bambino e ritroverò il piacere di piangere; che sarò un sole nato e avrò le stimmate in fronte.
Diglielo che per ognuno di noi hai una lettera di assoluzione. Che ci spiegherai tutto a puntino.
Dio, non indugiare, portami via in neanche un secondo.
Già vedo le file sconfinate di anime, le tue mani che non sanno di morte.
Già vedo delle nuvole gigantesche, un focolare che ci terrà uniti.
Già vedo il luogo per le preghiere; la tua casa piena di pesci, piena di freccette di carta, piena di gemme, di feste.
Dio, tu le cose le sai fare con amore, non farmi male. Portami nel Ritorno prima che io muoia, fallo come se io fossi già morto.
Dio, vieni da solo a prendermi, voglio che sia qualcosa di familiare.

Gli occhi nuovi

Una partita persa

Lasciami finire la birra, poi morirò.
E non dirmi che nella mia vita sono stato più indegno di te.
Tu che ancora progetti eterni con i tuoi ferri arrugginiti, vuoi che io creda che questa sia la mia ultima possibilità di crederti?
Guardati con quella lana scura addosso, non hai una sola speranza di essere credibile come Essere Celeste.
Solo sapessi dove vivi ti butterei fuori.
Sei un semplice idolo, un qualsiasi imbroglione che si è chiuso a chiave per non essere scovato.
Dio, ti vorrei raggiungere per prenderti a schiaffi. Chiuderei la finestra della tua casa per non farmi sentire da nessuno, e ti insulterei. Ti farei ingoiare migliaia di pillole velenose, per renderti pariglia di tutti i giorni malefici che mi hai fatto vivere.
Dio, non farti vedere attorno alla morte, non chiedermi di passare dal tuo giardino potrei seppellirti come fossi un cane.
Hai il potere sulla morte? Alza il ricevitore del telefono e falla ritardare, dalle ascolto falle credere che te ne sei innamorato.
Io penso che la morte sia capace di strapparci tutto e che a te non rimanga neanche uno straccio.
Dio, è da milioni di anni che perdi la partita. Per quale motivo io dovrei essere un’eccezione?
Dio renditi utile, aiutami a morire.

 

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Michele Caccamo, Fronte-Retro e altri racconti.

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Michele Caccamo
Editore, poeta e scrittore. Più tante altre cose ma non basterebbero queste poche righe.

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