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domenica 1 Agosto 2021
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Vacanze 2020, la svolta balneare: emergenza o tutti al mare?

Arriva la svolta balneare per le vacanze 2020: nel giro di qualche settimana siamo passati da Moriremo tutti! a Tutti al mare!

Vacanze 2020, la resilienza nazionale

Se non fossimo abituati a queste improvvise sbandate collettive, innamoramenti, riposizionamenti, passioni intense evaporate al primo fiore sbocciato in primavera, ci sarebbe da rimanere piantati al suolo con l’espressione da Urlo di Munch assistendo allo slittamento di temi toccati dalla grande opinione pubblica in questi giorni.

Certo, l’accostamento con la storia e i passaggi politici può sembrare azzardato rispetto alla tematica degli umori popolari eppure un filo di logica, seppur esile, c’è.

Se pensiamo a quante centinaia di migliaia di persone, nel dopoguerra, nel giro di qualche ora sostituirono le fotografie di Mussolini negli uffici con quelle di De Gasperi oppure a tutti quegli italiani che alla caduta del Muro di Berlino corsero a riporre intere librerie in cui trovavi Adorno e l’Empiriocriticismo Leninista, negli scantinati, dichiarando poi di non essere mai stati comunisti.

E se guardiamo le fotografie esposte dai direttori di rete in RAI, vedremmo che cambiano più in fretta delle foto di copertina su Facebook.

Ora penserete che questo sia il solito articolo sui “voltagabbana”, campioni di trasformismo all’italiana. E invece no.  Qui si tratta di straordinaria capacità di adattamento. L’arte dell’aderenza a una nuova superficie.

Chi ha un gatto in casa conosce benissimo questa peculiarità. Quando il felino trova una nuova superficie occupabile, una busta , una scatola, una borsa, ci si piazza subito dentro provando come si adatta al suo fisico.

Questa dote consente di adattarsi alla realtà con una incredibile velocità, rendendo l’osservatore neutro, distante, particolarmente sbigottito nel comporre il quadro d’insieme.

Per esempio, osservando come siano mutati i toni dell’opinione pubblica, nel giro di qualche settimana siamo passati dal Moriremo tutti! al Tutti al mare!

Con le pinne, fucile e mascherina

Sarà la reazione emotiva alla fine della quarantena, sarà il messaggio positivo che viene veicolato dai grandi media che spingono l’asticella dell’umore verso l’alto per premere sulla produttività di rimbalzo.

Ovvero il tonfo c’è stato, tocca rialzarsi di scatto senza pensare a quel che è accaduto perché altrimenti ci si accorgerà del danno e sarà molto doloroso.

Sta di fatto che ora al centro del dibattito ci sono le vacanze 2020. Il governo polemizza con gli stati che aprono ai turisti di certi paesi e ad altri no.

Zaia: La Grecia si dimentichi di noi!

La Sardegna pensa ai passaporti sanitari, i vip invitano a fare vacanze italiane, i cittadini si organizzano per il loro posto in riva al mare, chi per il suo solito scoglio, chi invita all’Idroscalo, chi consiglia le strutture già pronte sulla Riviera romagnola.

Jole Santelli ci ricorda che l’unico rischio che si può correre in Calabria è ingrassare.

Dal pericolo movida alla ricerca del turista il passo è stato breve. Ma se da parte di chi comanda la logica è abbastanza semplice, per capire quella dei comandati bisogna affidarsi alla psicologia.

Siamo di fronte all’ennesima psicopatologia del paese: la balneazione.

O mare o morte

Ci vorrebbe un analista per capire cosa spinge gli italiani a voler stare nell’acqua, a cercare case, a costruirle (abusivamente) nemmeno a riva, praticamente nell’acqua.

Forse qualche paura ancestrale. Non si spiegherebbe altrimenti la gioia masochista di milioni di persone disposte ad imbottigliarsi nelle autostrade per ore sotto il sole, per giungere al mare e dividere porzioni di spiaggia sempre più piccole.

Poi, ora che per il distanziamento sociale le spiagge saranno anche sezionate, bisognerà pagare cifre immonde viste le misure come la prenotazione obbligatoria di ombrelloni, sdraio e lettini per scongiurare il sovraffollamento.

Senza dimenticare le sanificazioni frequenti degli spazi comuni come gli spogliatoi, come avviene già per gli esercizi commerciali (due volte al giorno).

Tutti costi che ricadranno su…indovinate?

E in caso di folla bisognerà portare le mascherine anche sul bagnasciuga!

Intrappolati in spiaggia (Da “Casotto” di Sergio Citti, 1977)

 

Tutto per essere poi maltrattati dai tirannici gestori delle buvette negli stabilimenti, ma con nomignoli  familiari: Armandino, Tonino, Luigino.

Gli stessi che poi a tavola ti consigliano il piatto del giorno cucinato dalla zia: degli incredibili spaghetti della riviera con pomodorino fresco e basilico che poi vi metterà in conto a fine mese.

E poi il gran finale, con le catapecchie arrangiate dove dormire purché vicine al mare, prenotate con mesi di anticipo giocandosi tredicesima e quattordicesima (per chi se lo è potuto permettere) per la paura di non trovarle più.

Per tutti gli altri, bloccati dalla pandemia, ci sarà la corsa last minute a prezzi proibitivi, bruciandosi la propria quota di reddito d’emergenza familiare o il bonus Ferie e tutto il resto pensato per salvare il nostro autarchico diritto alle ferie.

Abbiamo benedetto la nostra follia con l’acqua di mare.

 


Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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