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venerdì 13 Maggio 2022
AgoràQuell'umanità che preferisce la critica alle bandiere

Quell’umanità che preferisce la critica alle bandiere

Tutto ciò che è “anti” ha profondamente bisogno di ciò che combatte, è tutt’uno con esso. Ma c’è un’umanità che preferisce la critica alle bandiere.

L’umanità che preferisce la critica alle bandiere

Sono lieto di far parte della “umanità inutile”, quella che si ciba di critica, che apprezza ancora le sfumature, che provoca, fa distinguo (non sofismi), sbaglia ma in proprio. Non si schiera quasi mai, non firma appelli, non ama sventolare bandiere (ma al momento opportuno sa dove stare, d’istinto più che per ideologia).

Mi piace proprio questo accostamento tra le due parole. “Umanità”: perchè non siamo robot né prevetarielli, siamo uomini e femmine che rivendicano il loro diritto a problematizzare, a chiedere, a mendicare. E, per fortuna, siamo ancora dei cazzoni, anche dopo esser passati sotto la pressa della pandemia, un test che ha reso tutti più intolleranti (una trasformazione culturale e forse antropologica che riguarda soprattutto quelli dell’umanità tollerante, i dotti ignoranti, la bella gente, le francesine col cerchietto, gli pseudo liberali che sommano il peggio delle culture politiche del novecento).

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“Inutile”: ecco una parola, una sfera che viene troppo spesso sottovalutata. Noi non dobbiamo essere utili, non siamo mezzi, strumenti, noi sbagliamo, cadiamo, cerchiamo un po’ di luce nelle tenebre di tutti per sottrarci al destino di essere cibo per la luna.

L’accusa di narcisismo ci rimbalza, perchè non abbiamo mai pensato neppure un momento a piacervi, saremmo sempre e per sempre invisi a tutti i Putin della storia come agli ipocriti che li avversano ma in realtà sono con lui parte di un unico teatrino osceno.

Siamo coi Limonov (uno che è stato nelle galere di Putin), con gli Sciascia, coi Pound, voi state coi fa’ e con gli antifa’, ché tutto ciò che è anti ha profondamente bisogno di ciò che combatte, è tutt’uno con esso (antimafia compresa).

Noi siamo l’errore, che è pur sempre meglio dell’orrore. Vedete, non è nemmeno vero che non ci schieriamo, c’è un di là e un di qua, siete voi che non avete preso bene le misure del campo, e state nell’altra metà coi vostri nemici.

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Mario Colella
Garibaldino

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