7.5 C
Rome
martedì 2 Marzo 2021
Agorà Udine, 30 migranti rinchiusi in pullman per una settimana
Condividi sui social

Udine, 30 migranti rinchiusi in pullman per una settimana

Condividi sui social

Forse non lo avete letto ma a inizio settembre, a Udine, la gestione del fenomeno migranti ha toccato un altro punto bassissimo: pieni i centri di accoglienza, la prefettura li ha sistemati su due pullman.

Per i migranti arrivati dalla rotta balcanica non c’era posto, perché l’ex caserma Cavarzerani era già affollata oltre il limite della capienza, e nessuno era disposto ad accoglierne altri. Quindi, alla fine, le autorità locali li hanno sistemati in quarantena sui pullman, lasciandoli dormire sui sedili.

L’asticella della vergogna in queste situazioni oscilla vorticosamente.

A distanza di due settimane dalla vicenda, ecco il commento da parte di Bruna Kola Mece.

La quarantena di serie B: 30 migranti rinchiusi in pullman per una settimana

Udine 2020, i diritti degli accolti sono stati negati per l’ennesima volta in terra italiana. Niente servizi igienici, nessun posto in cui riposare dignitosamente e nessuna tutela.

Questa è stata l’accoglienza di un paese che ha gestito nel modo più burbero persone con anime frammentate. Reduci delle proprie storie di sopravvivenza si sono ritrovati ammassati gli uni con gli altri circondati dall’occhio vigile del “Grande fratello” poliziesco.

Controllati senza possibilità di uscita, la quarantena ha svelato la propria identità: nei mesi precedenti abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa significa essere rinchiusi in casa con i difetti di uno Stato che non si accorge delle fragilità che accomunano famiglie bisognose.

La fame, l’istruzione, la perdita del lavoro sono solo poche caratteristiche che hanno accompagnato la chiusura del paese giorno per giorno ma immaginatevi di vivere all’interno di un pullman e di dover tacere, perché in fondo non siamo realmente tutti uguali come auspica la legge.

Davanti al parco Sant’Osvaldo sono stati parcheggiati due bus.

In uno di questi erano presenti tre bambini ma non era presente la dignità: solo con la denuncia di varie associazioni i migranti sono stati trasferiti in strutture consone alla situazione.

Per l’ennesima volta abbiamo avuto bisogno di un allarme per garantire il dovuto rispetto a chi si trova in difficoltà, la Prefettura ormai con si trova responsabile del trattamento che ha riservato ai migranti non considerandoli esseri umani. Con il Decreto Cura Italia del 17 Marzo 2020, il Prefetto può requisire strutture alberghiere aventi analoghe caratteristiche di idoneità per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria.

Non si può giustificare in alcun modo questa gestione, non si tratta di ordine pubblico o sicurezza qui si è trattato semplicemente di inosservanza ai criteri fondamentali del diritto internazionale, comunitario e italiano. Bisogna sempre arrivare all’eccesso per avere la salvezza eppure la nostra vita vale quanto la loro.

L’articolo originale di potete leggerlo su The Black Post, sito gemellato con cui Kulturjam è in partnership.

blackpost logo

Il progetto editoriale Black post- L’informazione nero su bianco si propone di mettere in primo piano chi troppo spesso viene denigrato, discriminato e non riesce ad esprimere il proprio punto di vista, con una prospettiva diversa.

Proprio per questo la redazione è composta esclusivamente da immigrati di prima o seconda generazione. Con loro collaborano giornalisti, professori e studenti che aiuteranno, chi, per ragioni comprensibili, magari essendo arrivato da poco, avrà difficoltà a scrivere in Italiano. Questa sarà anche un’occasione per creare un esempio di inclusione e collaborazione, nonché formare giornalisti del domani.

 

Condividi sui social


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli

Condividi sui social