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Il filosofo e militante politico Toni Negri è scomparso a Parigi a novant’anni. La sua vita, dai tratti non comunemente epici, tra contraddizioni, marxista autonomista e operaista, leader di Potere Operaio, preconizzatore teorico della presenza della violenza nella lotta di classe, dopo essere accusato di decine di reati legati al terrorismo e finendo in carcere, dissociandosi dalla lotta armata delle BR, fuggiasco in Francia a metà anni ottanta (grazie alla dottrina Mitterand) e infine autore di uno dei più influenti saggi politici post 1989: Impero. “Il comunismo è una passione collettiva gioiosa, etica e politica che combatte contro la trinità della proprietà, dei confini e del capitale”. Il ricordo nelle parole di Maurizio Acerbo, Segretario di Rifondazione Comunista.
Maurizio Acerbo: Toni Negri, la gioia di essere comunisti
Toni Negri è stato uno dei più importanti intellettuali marxisti e comunisti degli ultimi decenni, un riferimento obbligato nel dibattito internazionale.
Si possono condividere o meno i suoi contributi teorici ma la sua opera continuerà a essere discussa nelle università e nei movimenti di tutto il pianeta nei prossimi decenni.
Il suo enorme lavoro teorico e di inchiesta si è sempre sviluppato in connessione con le lotte, dall’operaismo degli anni ’60 al movimento altermondialista fino agli scioperi sociali in Francia negli ultimi anni.
Toni è stato un comunista che non ha mai smesso di lottare con amore contro la guerra, il capitalismo e il fascismo per la libertà comune.
Dopo il lungo Sessantotto italiano e il 1989 ha continuato a trasmettere a nuove generazioni militanti la gioia di essere comunisti, la necessità di leggere le trasformazioni del capitalismo e di inventare nuove pratiche di movimento e nuove piattaforme programmatiche.
Con passione e intelligenza ha contrastato il prevalere del cinismo, dell’opportunismo e della paura. Negli anni intorno al 2001 ha camminato con noi nel movimento dei movimenti e ha sperato nella rifondazione della sinistra italiana dentro un nuovo ciclo di lotte.
Toni è stato dipinto come un mostro ma chi lo ha conosciuto credo serbi il ricordo della sua gentilezza e della sua premura.
Nelle ultime mail che avevamo scambiato aveva insistito sulla necessità di una campagna contro questa “maledetta guerra” e la sua preoccupazione di “vecchio antifascista” per il ritorno del fascismo al governo del nostro paese anche se lo definiva un “duro passaggio” non definitivo.
Grazie Toni. Chi ha compagni non morirà.

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