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Il mio quinto viaggio a Cuba è stato molto più di una semplice avventura turistica: è stato un rinnovato pellegrinaggio politico, un’immersione profonda nella storia rivoluzionaria e nell’anima resistente di un popolo che non ha mai smesso di lottare per la sua dignità e indipendenza.
Viaggio a Cuba, appunti sparsi (Prima parte)
Partenza e Arrivo: 29 Luglio – 30 Luglio
Il 29 luglio ho lasciato l’Italia, consapevole che mi stavo dirigendo verso un luogo dove ogni strada, ogni edificio e ogni sguardo portano con sé l’eco di una rivoluzione che ha cambiato il corso della storia. Giunta a Cuba il giorno successivo, il 30 luglio, sono stata accolta dall’abbraccio caldo e umido di un’isola intrisa di memoria e speranza. Il profumo dell’oceano, misto a quello del tabacco, mi ha subito trasportato in un’atmosfera che sa di resistenza e solidarietà.
Primi Giorni all’Avana: 30 Luglio – 1° agosto
I primi giorni all’Avana sono stati un tuffo nella storia viva della Rivoluzione Cubana. Ho camminato per le strade del Vedado, non solo come turista, ma come una militante in cerca delle tracce lasciate dai rivoluzionari.
Questo quartiere, con la sua architettura coloniale e le ville art déco, rappresenta l’anima contraddittoria di un paese che ha saputo reinventarsi, sfidando l’imperialismo e costruendo un futuro di autodeterminazione.
Durante il mio soggiorno all’Avana, non potevo perdere una visita all’Hotel Nacional de Cuba, un autentico simbolo della storia e del glamour dell’isola. Situato sulla collina di Cerro, l’hotel offre una vista spettacolare sul Mar dei Caraibi e sulla città dell’Avana.
Inaugurato il 30 dicembre 1930, l’Hotel Nacional è stato progettato dall’architetto statunitense Morris Lapidus, noto per il suo stile Art Déco che caratterizza l’edificio.
L’Hotel Nacional è uno dei luoghi più emblematici di Cuba, non solo per la sua eleganza architettonica, ma anche per il suo ruolo cruciale nella storia cubana e internazionale. Fin dai suoi primi anni, ha ospitato una moltitudine di ospiti illustri, tra cui capi di stato, artisti e scrittori. Tra i visitatori più famosi figurano il filosofo francese Jean-Paul Sartre, l’ex primo ministro britannico Winston Churchill e l’icona della musica Frank Sinatra.
Nel contesto storico, l’Hotel Nacional ha svolto un ruolo significativo durante la Rivoluzione Cubana. Nel 1959, subito dopo la vittoria della Rivoluzione, l’hotel divenne un centro strategico per le riunioni tra i leader rivoluzionari e gli emissari internazionali. I suoi giardini e le sale d’opera hanno visto importanti discussioni sulla nuova direzione politica del paese.
L’Hotel è anche noto per la sua resistenza durante il fallito tentativo di invasione da parte dei controrivoluzionari nell’Operazione di Playa Girón (Bay of Pigs) nel 1961. Durante questo periodo, l’hotel divenne un punto di osservazione e di strategia per le forze cubane, che difesero con successo il paese dall’invasione.
Architettonicamente, l’Hotel Nacional è caratterizzato da una combinazione di stili che riflettono il suo periodo di costruzione, inclusi elementi Art Déco e influenze coloniale spagnole. Le sue torri imponenti, i suoi ampi giardini e le sue sale decorate con marmi e affreschi trasmettono un senso di opulenza e grandezza. Il giardino dell’hotel è adornato da statue e fontane che aggiungono un tocco di eleganza e tranquillità, rendendo l’area un luogo perfetto per passeggiate e momenti di relax.
Oggi, l’Hotel Nacional continua a essere un faro della cultura cubana e un punto di riferimento storico. La sua lunga storia e il suo status di lusso lo rendono una destinazione imperdibile per chiunque visiti L’Avana, offrendo una prospettiva unica sulla ricca eredità culturale e storica di Cuba.
La visita all’Hotel Nacional è stata un’occasione per riflettere sui complotti internazionali e sulle strategie di resistenza che hanno segnato la storia cubana. Questo luogo, che ha ospitato innumerevoli figure di grande spessore e prestigio internazionale, è un simbolo delle lotte che hanno attraversato l’isola, un punto di osservazione privilegiato.
Durante la mia visita a L’Avana, una delle tappe più significative è stata la visita alla Casa di Ernest Hemingway, situata a Finca Vigía, in compagnia della mia amica Barbara Iadevaia (grande amica di Cuba e solidale con la popolazione dell’ isola).
Questa splendida villa si trova a circa 15 chilometri a sud-est del centro dell’Avana, nel quartiere di San Francisco de Paula, una zona allora rurale ma oggi parte integrante della città. La casa, costruita nel 1886 da un architetto catalano, è immersa in una rigogliosa vegetazione tropicale, con ampi giardini che offrono una vista mozzafiato sulla città e sul Mar dei Caraibi.
Hemingway, uno degli scrittori americani più celebri del XX secolo, acquistò questa proprietà nel 1940 e vi risiedette per circa 20 anni, scrivendo alcune delle sue opere più importanti, tra cui “Il vecchio e il mare” e “Per chi suona la campana”.
La villa è caratterizzata da un’architettura semplice e lineare, con ampie finestre che lasciano entrare la luce naturale, rendendo gli interni ariosi e luminosi. Gli ambienti conservano ancora oggi gran parte degli arredi originali, inclusa la vasta collezione di libri, dipinti e trofei di caccia dello scrittore.
Un elemento distintivo della Casa di Hemingway è la torre di guardia (da cui il nome Finca Vigía, che significa “fattoria di guardia”), una piccola struttura che l’autore fece costruire accanto alla villa per avere un luogo appartato dove scrivere in tranquillità. Tuttavia, Hemingway preferiva scrivere in piedi, nella stanza che fungeva da biblioteca, circondato dai suoi libri e con vista sui giardini.
Il parco circostante è un rifugio di pace e bellezza naturale, dove Hemingway allevava i suoi amati gatti e ammirava il panorama dell’Avana. Nel giardino, si trova ancora la piscina dove l’autore ospitava i suoi celebri amici, come Ava Gardner e Spencer Tracy. Un altro punto di interesse è la barca di Hemingway, “Pilar”, ormeggiata nel giardino e conservata come un prezioso cimelio. La “Pilar” era la sua compagna fedele nelle battute di pesca al largo delle coste cubane, un passatempo che ispirò molte delle sue storie.
La Casa di Hemingway a Finca Vigía non è solo un luogo di interesse turistico, ma un simbolo del profondo legame che lo scrittore aveva con Cuba e con il suo popolo. Questo legame si riflette nelle sue opere e nelle sue attività filantropiche, come il sostegno alla comunità locale durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Hemingway organizzò una flotta di pescatori cubani per pattugliare le coste alla ricerca di sottomarini tedeschi.
La casa, oggi museo, è un esempio vivente del patrimonio culturale cubano, una finestra sulla vita di un uomo che, nonostante la sua fama mondiale, trovò a Cuba una seconda patria. La visita a Finca Vigía non è solo un viaggio nella vita di Hemingway, ma un’opportunità per immergersi nella storia e nella cultura di Cuba, in un luogo dove letteratura e vita quotidiana si intrecciano in un armonioso connubio.
Alla Casa di Hemingway ho sentito il peso della responsabilità che lo scrittore sentiva verso Cuba, un luogo che ha amato e difeso. Questo legame tra l’artista e l’isola è un esempio di come la cultura possa diventare un’arma potente contro l’oppressione. Hemingway, con il suo amore per il popolo cubano, è diventato un simbolo della solidarietà internazionale che ha accompagnato la Rivoluzione.
Durante il giorno, ho incontrato con Sua Eccellenza Yeshika Crespo, Embajadora De Bolivia en Cuba, è stato un momento di riflessione profonda sulle alleanze politiche e sui legami di fratellanza che uniscono i popoli dell’America Latina. Questi rapporti diplomatici, basati sulla condivisione di ideali rivoluzionari, rappresentano la forza e la determinazione di un continente che lotta contro il neocolonialismo.
Successivamente ho visitato il Cristo Redentore, costruito pochi mesi prima della Rivoluzione, che mi ha offerto una visione panoramica non solo dell’Avana, ma della storia che si è svolta ai suoi piedi. Da lì, la vista sulla Fortezza della Cabana (Fuerte de la Cabaña), situata su una collina che domina il porto dell’Avana, è uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia dell’isola.
Costruita tra il 1763 e il 1774 dagli spagnoli per difendere la città dai pirati e dalle incursioni nemiche, questa imponente struttura militare è stata progettata con robuste mura di pietra e torri difensive che dominano il paesaggio circostante.
La Fortezza della Cabana è conosciuta non solo per la sua architettura difensiva, ma anche per il suo ruolo cruciale durante la Rivoluzione Cubana. Dopo la vittoria dei ribelli nel 1959, la fortezza divenne un importante centro per il governo rivoluzionario.
Ernesto “Che” Guevara, che assunse il ruolo di Ministro dell’Industria e capo dell’Amministrazione dell’Industria, vi stabilì il suo quartier generale. Guevara utilizzò la fortezza come base per la riforma e l’organizzazione dell’economia cubana. In questo contesto, la Cabana divenne simbolo della lotta per il socialismo e dell’impegno del nuovo governo per il cambiamento.
Durante il suo periodo alla Fortezza, Che Guevara lavorò per implementare le riforme economiche e sociali del governo, sfruttando l’importante posizione strategica della Cabana per coordinare le operazioni e le strategie. L’area che un tempo era un avamposto militare divenne un fulcro per le attività politiche e amministrative, e le sue sale e uffici furono testimoni di importanti decisioni storiche.
Oggi, la Fortezza della Cabana è un sito di grande interesse storico e culturale. È un museo che ospita esposizioni che raccontano la storia della città e il suo ruolo nelle diverse epoche. Ogni sera, la fortezza offre uno spettacolo di rievocazione storica con il cerimoniale del cannone, che segna il tramonto e rievoca le tradizioni militari dell’epoca coloniale.
La vista panoramica dalla fortezza è spettacolare, offrendo una vista completa sulla città dell’Avana e sul porto. Passeggiando tra le sue mura, è impossibile non percepire il peso della storia e delle lotte che hanno plasmato il destino di Cuba. La Fortezza della Cabana è un potente simbolo del passato coloniale e della rivoluzione cubana, un luogo dove la storia, la cultura e il sacrificio si intrecciano in un monumento senza tempo.
Il 1 agosto, camminando per le strade dell’Avana, ho percepito l’energia di una città che non si arrende. Il Malecón, con i suoi 8 km di lungomare, è un simbolo di resilienza: qui, tra le onde dell’oceano e la brezza marina, i cubani trovano la forza di affrontare le difficoltà quotidiane con il sorriso e la musica, come a voler sfidare le avversità con la loro cultura e il loro spirito indomabile.

Viñales: 2 – 4 Agosto
Grazie al supportro e al sostegno dei compagni dell’ Icap di Pinar del Rio, ho visitato l’Expo Proyecto Artístico Comunitario Espacio Abierto, che è un’iniziativa culturale e artistica che si svolge a Viñales, Cuba, e rappresenta un’importante piattaforma per l’arte e la creatività all’interno della comunità. Questo progetto artistico comunitario si distingue per la sua capacità di coinvolgere artisti locali e membri della comunità in un dialogo vivace e collaborativo attraverso l’arte.
Espacio Abierto, come suggerisce il nome, è un “spazio aperto” dedicato alla libertà espressiva e alla creatività. Questo progetto crea un ambiente in cui gli artisti locali e gli abitanti di Viñales possono esprimere le loro idee e visioni attraverso una varietà di forme artistiche, tra cui pittura, scultura, fotografia, e installazioni.
Il progetto è caratterizzato da un forte coinvolgimento della comunità. Non si limita a presentare lavori di artisti professionisti, ma incoraggia anche la partecipazione attiva degli abitanti di Viñales. Questo approccio aiuta a rafforzare i legami sociali e culturali, permettendo ai residenti di avere una voce e un ruolo attivo nella scena artistica locale.
L’Expo include una serie di eventi, mostre e performance che si tengono regolarmente. Questi eventi sono progettati per mostrare il lavoro degli artisti locali, offrendo loro una piattaforma per presentare le loro opere e per interagire con il pubblico.
Oltre alle esposizioni, Espacio Abierto organizza workshop e attività educative che mirano a stimolare la creatività e a fornire opportunità di apprendimento per artisti emergenti e per i membri della comunità interessati all’arte.
Il progetto non solo valorizza l’arte e la cultura di Viñales, ma contribuisce anche alla promozione e alla preservazione delle tradizioni culturali cubane. È un punto di riferimento per la cultura regionale, favorendo il dialogo culturale e il riconoscimento della ricca eredità artistica di Cuba.
In sintesi, l’Expo Proyecto Artístico Comunitario Espacio Abierto è un’iniziativa che arricchisce la vita culturale di Viñales, offrendo uno spazio dinamico per l’espressione artistica e la partecipazione comunitaria. È un esempio di come l’arte possa servire come mezzo per costruire comunità, celebrare la cultura e stimolare la creatività locale.
L’Expo Proyecto Artístico Comunitario Espacio Abierto è stato ideato dall’ artista Luis Lázaro Díaz. Luis Lázaro Díaz è un artista e curatore cubano noto per il suo impegno nel promuovere l’arte e la cultura a livello comunitario.
Il progetto è nato con l’intento di creare uno spazio in cui l’arte possa essere un mezzo per il coinvolgimento e l’educazione della comunità, incoraggiando la partecipazione attiva degli abitanti e favorendo la condivisione culturale. Díaz ha lavorato per trasformare Viñales in un centro di attività artistica e culturale, utilizzando l’arte come strumento per il dialogo e la coesione sociale.
Sempre grazie ai compagni dell’ Icap Pinar del Rio, ho avuto l’ opportunità di visitare il Jardín Botánico de Viñales, che è un affascinante angolo verde situato nella pittoresca Valle di Viñales, una delle regioni più iconiche di Cuba, famosa per le sue spettacolari formazioni rocciose chiamate mogotes e per i suoi paesaggi naturali mozzafiato. Questo giardino botanico è un piccolo paradiso che racchiude la ricchezza e la diversità della flora cubana, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nella natura tropicale.
Fondato nel 1918 da una famiglia locale, il giardino è rimasto un tesoro nascosto per molti anni, preservato con amore e cura attraverso le generazioni. Oggi, è una tappa imperdibile per coloro che visitano Viñales, non solo per la sua collezione botanica, ma anche per il suo valore storico e culturale. Il giardino si estende su un’area relativamente piccola, ma è densamente popolato da una vasta gamma di piante, tra cui orchidee, felci, cactus, palme, e numerose specie di piante medicinali e ornamentali.
Uno degli aspetti più affascinanti del Jardín Botánico de Viñales è la sua atmosfera intima e familiare. I visitatori vengono accolti dai discendenti della famiglia fondatrice, che offrono visite guidate e raccontano storie sulla storia del giardino e sulle proprietà delle diverse piante. Questa esperienza personale e autentica rende la visita particolarmente speciale, creando un legame tra la bellezza naturale e la cultura locale.
Il giardino è anche un luogo di tranquillità, dove è possibile passeggiare tra i sentieri ombreggiati, ammirare la varietà di fiori colorati e godersi la serenità del paesaggio circostante. Alcune delle piante presenti nel giardino sono endemiche della regione di Viñales, rendendo questo luogo un importante santuario per la conservazione della flora locale.
In sintesi, il Giardino Botanico di Viñales è una gemma nascosta che offre una pausa rilassante e istruttiva all’interno di una delle aree naturali più spettacolari di Cuba. È un luogo che combina la bellezza della natura con la calda ospitalità cubana, rendendo la visita un’esperienza memorabile per tutti coloro che amano la natura e desiderano conoscere meglio la ricchezza botanica dell’isola.
Il viaggio verso Viñales è stato un ritorno alle radici della lotta contadina. Questa regione, con le sue imponenti formazioni calcaree e le fertili valli, è un emblema delle lotte agricole cubane. Qui, tra il Palenque de los Cimarrones e la Ruta del Tabacco, ho potuto toccare con mano la storia della resistenza degli schiavi afro-cubani e dei contadini che hanno lottato per la loro terra e la loro libertà.
Il Palenque de los Cimarrones di Viñales, è un sito di grande rilevanza storica e culturale, la zona è dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il termine “palenque” si riferisce agli insediamenti creati dagli schiavi africani fuggiti dalle piantagioni, noti come cimarrones, che cercavano libertà e autonomia nelle aree più remote e impervie del paese.
Nella Valle di Viñales, caratterizzata da spettacolari formazioni rocciose e una vegetazione lussureggiante, il Palenque de los Cimarrones rappresenta una testimonianza di questa storia di resistenza e lotta per la libertà. Il sito, circondato da montagne calcaree e grotte naturali, ricrea un villaggio cimarrón, offrendo ai visitatori un’immersione nella cultura afro-cubana e nella vita degli schiavi fuggitivi.
Oggi, il Palenque de los Cimarrones è una popolare attrazione turistica, dove è possibile esplorare le grotte, assistere a spettacoli di musica e danza tradizionali afro-cubane, e apprendere la storia dei cimarrones. Questo luogo non solo celebra la resilienza e l’orgoglio della comunità afro-cubana, ma offre anche un’opportunità per comprendere meglio l’eredità culturale africana che ha influenzato profondamente la cultura cubana.
Il Murales della Preistoria a Viñales è una delle opere d’arte più impressionanti e simboliche di Cuba. Con i suoi 1200 metri quadrati di pittura, si erge come un potente richiamo alla continuità storica della lotta per la libertà e l’identità del popolo cubano. Realizzato sulla parete di uno dei mogotes, le caratteristiche formazioni rocciose della valle, il murales è un’opera monumentale che racconta la storia dell’evoluzione dell’umanità, dalla preistoria fino alla modernità.
Progettato dall’artista cubano Leovigildo González Morillo nel 1961 su richiesta di Fidel Castro, l’opera si propone di rappresentare il progresso della vita sull’isola, partendo dai tempi più remoti, attraverso le fasi evolutive dei molluschi, dei dinosauri e delle prime tribù indigene, fino ad arrivare all’uomo moderno. Questa narrazione visiva non è solo un omaggio alla storia naturale, ma un simbolo della forza e della resilienza del popolo cubano, che ha saputo superare le avversità e le sfide nel corso dei secoli.
Il Murales della Preistoria diventa così una metafora della resistenza e della tenacia di un popolo che non si è mai arreso, un popolo che, come le figure dipinte sulla roccia, continua a camminare verso il futuro, radicato nella propria storia e identità. Il murales, con la sua imponente presenza, invita i visitatori a riflettere sulla continuità della lotta e sulla capacità di rinnovamento che caratterizza la nazione cubana.
(Continua)

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