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sabato 6 Marzo 2021
Agorà Ricordando Manuela, transgender, immigrata: 85 pugnalate da un italiano.

Ricordando Manuela, transgender, immigrata: 85 pugnalate da un italiano.

Il ricordo di Manuela, transgender, immigrata, massacrata con 85 coltellate, e la necessità di una legge sulla transfobia e la misoginia.

L’Assassinio di Manuela, transgender, immigrata e la legge Zan-Scalfarotto

Il 20 luglio di quest’estate, un’altra donna straniera è stata brutalmente assassinata da un cittadino italiano, suo frequentatore,

E’ andata ad inseguire la sua stella e non è più tornata, aveva scritto sua sorella sui social

Manuela de Cassia, uno dei nomi usati dalla donna, brasiliana, donna transgender, immigrata. La sua vita è stata presa da 85 pugnalate, con l’intenzione da parte del suo assassino di massacrare anche la sua storia, aprendo il gas in cucina per simulare una morte accidentale per esplosione.

Come hanno definito gli stessi investigatori della polizia: una brutalità impressionante.

Anche se non ci sono ancora conclusioni sulle motivazioni per tanta barbarie, il ricordo di Manuela sia monito e occasione per ricordare le tante Manuela che soffrono in Italia.

Il nostro è il paese con il più alto tasso di discriminazione in Europa (Rapporto pubblicato dall’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali – FRA, 2019), di pari passo con i dati forniti da Arcigay: ogni anno più di 100 persone subiscono abusi a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere.

Ma i soli numeri non riflettono la realtà effettiva del problema, in quanto basati soltanto sulle denunce fatte o sugli avvenimenti segnalati che hanno raggiunto le forze dell’ordine ed i mass media.

In generale, molte persone preferiscono non denunciare apertamente casi di violenza, il che rende difficile avere un’idea più affidabile della reale situazione di vulnerabilità di queste persone.

Alcuni dati

Secondo il rapporto annuale Eures: femminicidio e violenza di genere in Italia, sono aumentate anche le denunce di violenza sessuale (+ 5,4%), persecuzioni (+ 4,4%) e abusi familiari (+ 11,7%).

I femminicidi commessi nella famiglia o nella sfera affettiva sono quelli che sono aumentati maggiormente nel 2018. All’interno delle mura di casa, l’85% delle donne è stata aggredita dai partner. Nel 2019, oltre 90 donne sono state uccise in Italia da un familiare o un conoscente, il 20% delle vittime erano straniere.

Il 29 giugno è stata data continuità alla proposta di legge anti-omotransfobia che cerca di estendere i crimini d’odio all’orientamento sessuale e all’identità di genere e punisce fino a quattro anni di reclusione coloro che discriminano. Oltre alla transfobia, verrà punita anche la misoginia.

Dopo 25 anni di dibattiti, sei tentativi parlamentari, la legge contro l’omotransfobia è pronta per essere approvata alla Camera. Un testo snello che va ad estendere l’attuale Legge Mancino, che già punisce i crimini di odio per motivi razziali, etnici, religiosi o di nazionalità, tra cui orientamento e identità sessuale e di genere. Con la nuova legge, coloro che discriminano le persone gay e transgender rischiano fino a quattro anni.

La novità di questo testo, tuttavia, rispetto alle precedenti legge, è l’introduzione del crimine di misoginia, cioè dell’odio contro le donne. Se la legge verrà approvata, ai due articoli del codice penale, 604 bis e 604 ter, della legge Mancino, che puniscono con precisione i discorsi d’odio per discriminazione razziale, etnica e religiosa, verranno aggiunti come reati la discriminazione basata sull’identità di genere e violenza.

 

L’articolo originale di potete leggerlo su The Black Post, sito gemellato e in partnership con Kulturjam.

Blackpost

 

Il progetto editoriale Black post- L’informazione nero su bianco si propone di mettere in primo piano chi troppo spesso viene denigrato, discriminato e non riesce ad esprimere il proprio punto di vista, con una prospettiva diversa.

Proprio per questo la redazione è composta esclusivamente da immigrati di prima o seconda generazione. Con loro collaborano giornalisti, professori e studenti che aiuteranno, chi, per ragioni comprensibili, magari essendo arrivato da poco, avrà difficoltà a scrivere in Italiano. Questa sarà anche un’occasione per creare un esempio di inclusione e collaborazione, nonché formare giornalisti del domani.

 

 



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