Lettera pubblica a un amico sovranista in vacanza al Papeete Beach

Con l’arrivo dell’estate, il ritorno della politica da Papeete Beach, i barconi, i selfie nella piazza sovranista  senza distanziamento sociale, c’è la fine ufficiale dell’evocativo “ne usciremo migliori”.

Lettera all’amico sovranista in vacanza al Papeete Beach

Caro amico ti scrivo, iniziava così una celebre canzone del compianto Lucio Dalla. Ecco, con quel tono affettuoso, vagamente paternalista, vorrei indirizzare questa mia riflessione a te, amico confuso che ora, tra un aperitivo e un selfie scattato mentre al Papeete Beach ascolti l’ultima hit di Baby K, ti definisci sovranista.

Ho detto proprio confuso, perché è quello che subito salta agli occhi se penso alle tue conversioni negli ultimi vent’anni, forse più: democristiano statalista, berlusconiano liberista, poi all’improvviso federalista.

Ora addirittura sovranista, reazionario, cattivista.

Par di risentire la filastrocca del conformista di Gaber, ma alla rovescia, dal centro verso destra:

Io sono un uomo nuovo
Talmente nuovo che è da tempo
Che non sono neanche più fascista

Giorgio Gaber, il conformista

 

Caro amico sovranista, con la rivoluzione social il percorso per te è stato sempre più in discesa, una valanga inarrestabile che ti ha dato una nuova ragione d’essere, una nuova identità, in pochi semplici passi.

Senza sforzi, senza la pesantezza della militanza, dell’applicazione, del fare: è bastato un nickname.

Ecco, dunque, tu che commenti finalmente libero, senza freni, un po’ tutto ma senza capire mai niente in fondo.

D’altronde a che serve capire? Basta un titolo di giornale per scatenare l’idea preesistente che era già in te.

Tu che sputi bile contro ogni cosa che appaia minimamente complessa da interpretare, tu con il tuo account Capitano Verde 65, che vuoi spiegare l’interpretazione delle carte nautiche ai capitani di mare o i trattati internazionali ai lobbisti.

Tu che hai studiato all’università della strada ma vuoi calcolare la quota del Mes e quanto ci costerà realmente.

Non voglio fare satira, mi chiedo invece una cosa: come posso aiutarti? Parliamone. Cos’è andato storto?

Il covid è un bluff della finanza mondiale

 

Ripensaci un attimo. Facciamo come nei film, come quando uno sta per morire e gli passa davanti gli occhi tutta la vita. Provaci un istante. Torna indietro a prima dei capitani, prima dei social, prima dei mi consenta.

Torna indietro alla tua infanzia, la tua casa con problemi idraulici, le incazzature di tuo padre per le bollette del telefono troppo alte. E il tuo quartiere periferico senza niente, sporco, dove non passavano mai gli autobus, dove per vederti con gli amici stavi in un giardinetto senza verde, pieno di cicche di sigarette e qualche siringa dei tossici.

Ripensiamo alla scuola, al fatto che non aprivi un libro nemmeno sotto tortura, nonostante i tuoi genitori si fossero fatti in quattro per comprarteli. Però tanto non serviva a niente studiare, no? Qualcosa l’avresti trovata. Lo pensavi, non è vero?


Ripensa a tutti i programmi spazzatura che hai visto in TV che ti hanno sempre parlato di denaro e libertà: l’importante sono i soldi, perché senza sei uno sfigato. Però quei soldi nessuno ti ha mai detto come dovevi farli.

Ti dovevi arrangiare e sei rimasto per strada, tra altri sfigati come te. E cos’è successo? Ripensaci.

Sei mai stato aggredito da un nigeriano? Hai mai pagato un affitto indecente in nero ad un padrone di casa arabo? Hai mai fatto un colloquio di lavoro con un indiano? Sei mai stato licenziato da un capo filippino? Hai mai pagato uno sproposito per una visita medica urgente ad un medico senegalese? Sei mai stato scippato da un koreano?

Magari sarà successo a qualcuno che conosci, una volta. Magari l’avrai sentito in TV. Più probabile che tu l’abbia letto ultimamente sul corriere-del-corsaro o altre macchine lancia bufale online.

Amico, compatriota, prima l’Italia, non dico che ti debba tornare la voglia di leggere un libro, di interessarti di quello che accade agli altri, di capire quello che accade a te, ma almeno vuoi provare a capire chi ti sta fregando da sempre?

 

 


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Corsivista, umorista instabile.
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