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sabato 15 Maggio 2021
AgoràL'essenziale è visibile agli occhi, non abbiamo più scuse

L’essenziale è visibile agli occhi, non abbiamo più scuse

Dopo aver superato il difficile periodo della quarantena, siamo finalmente entrati nel pieno della Fase 2. Ora la domanda più imponente è: avremo fatto tesoro di questa esperienza?

Abbiamo capito cos’è davvero essenziale?

Esistono pensieri ottimistici che riescono a vedere sempre “il bicchiere mezzo pieno”, il “come dovrebbe essere” che colma di speranza e di fiducia nella possibilità di un mondo migliore.

Fase 2: cosa abbiamo imparato dalla Fase 1?

Limitando gli spostamenti e isolati, al più in compagnia delle nostre famiglie, l’emergenza coronavirus ci ha proiettato in un percorso introspettivo fatto di nuove idee, pulsioni e aspettative.

Chiusi nelle nostra case, in molti abbiamo avuto la sensazione che a liberarsi fosse il pensiero, meno soggiogato dall’asfissiante pressione della routine e, a volerla dire tutta, del mercato o del capitale.

Smartphone

Dall’inizio dell’emergenza, in Italia, il tempo trascorso sugli smartphone è aumentato del del 72% (GWI, Coronavirus Research marzo 2020).

Allo stesso modo, sono aumentati esponenzialmente gli acquisti online.

Amazon

Jeff Bezos, presidente di Amazon, ha potuto festeggiare un incremento del 26% del suo giro di affari, arrivando a quota 75,5 miliardi di dollari, 2 miliardi oltre le attese.

Ma non avevamo detto che con l’emergenza coronavirus il mercato ha allentato la presa sulle nostre vite?

Ebbene, se da un lato, a tenerci ancorati alla realtà, c’erano media e social media, acquisti online e un utilizzo di internet senza precedenti, dall’altro lato è maturata in molti la concezione di un nuovo modo di razionalizzare le risorse e le necessità quotidiane.

Lockdown. Photo di Matt Seymour
Lockdown. Photo di Matt Seymour

La riscoperta del necessario

Non parliamo solo di chi in questi giorni ha riscoperto l’arte di impastare pane e pizze, ma di quanti hanno compreso che la vita può essere vissuta nell’ambito circoscritto dell’essenziale, senza affannarsi a rincorrere quel “necessario” inculcato dal mercato a mezzo di sovrastrutture vacue che, in questo momento triste, si sono sgretolate.

Chi ha avuto la fortuna di trascorrere il proprio tempo in casa ha potuto elaborare un pensiero critico su questioni fino a poco tempo fa scontate.

Abbiamo capito, ad esempio, che sopravvivere senza chiudersi in un centro commerciale di domenica è possibile e, dunque, che la domenica può essere un giorno di riposo per tutti senza compromettere i fatturati delle aziende.

Medici e Riders

Abbiamo abbassato la nostra soglia di attenzione rispetto a beni e servizi superficiali e messo a fuoco l’importanza di alcune figure professionali che hanno giocato un ruolo essenziale nel fronteggiare l’epidemia.

Dal personale medico, in primis, fino ai lavoratori della logistica, senza i quali molte delle attività con cui abbiamo occupato le giornate in casa non sarebbero state possibili.

Soprattutto, abbiamo compreso che la vita ha lo stesso valore in tutto il mondo e solo un’umanità disumanizzata può pensare che non sia così, in ragione di interessi in gioco e strumentalizzazioni.

Fase 2: i benefici per l’ambiente da salvaguardare

Con lo stop alle attività produttive, anche il Pianeta ha preso una boccata d’aria, beneficiando di un cospicuo abbattimento delle emissioni inquinanti.

La velocità con cui la natura si è riappropriata della propria bellezza e dei propri spazi in luoghi che sembravano ormai irrimediabilmente deturpati dalla mano dell’uomo è stata immortalata da foto e video diffusi in rete.

Coronavirus: l'uomo sta a casa, gli animali conquistano la città. Messaggero, 23 marzo 2020
Coronavirus: l’uomo sta a casa, gli animali conquistano la città. Messaggero, 23 marzo 2020

Insomma, anche da questo punto di vista, l’umanità ha compreso di non dover essere per forza l’unica specie vivente incapace di vivere senza compromettere irrimediabilmente l’ambiente.

Il tempo

E infine il tempo. Sembra quasi di poter dire che abbiamo perso denaro in misura commisurata al tempo che abbiamo guadagnato.

Tempo che abbiamo speso leggendo, seguendo corsi online, dedicandoci a passioni dimenticate, riavvicinandoci, per assurdo proprio in un momento che avrebbe dovuto essere di “distanziamento sociale”, a persone che non vedevamo o sentivamo da tempo.

Ci siamo riappropriati del tempo di prendere decisioni importanti per le nostre vite.

È per tutto questo che, ora, possiamo sperare di uscire da questo periodo più forti e consapevoli di prima.


Giuseppe Pennone
Giuseppe Pennone
Giuslavorista napoletano, appassionato di pittura, ha collaborato con numerose riviste ed associazioni culturali in qualità di esperto di tematiche sociali quali lavoro, diritti negati e ambiente.

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