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martedì 2 Marzo 2021
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Il registro degli assenti: Amatrice e la ricostruzione fantasma

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Amatrice e la ricostruzione ferma: a quattro anni del sisma la rinascita di alcuni tra i borghi più belli della penisola sembra un miraggio.

I tempi lunghi della ricostruzione dopo il terremoto nelle terre amatriciane

Se un giorno ti capita di andare all’Amatrice ti conviene alzare gli occhi e guardare il cielo, oppure la fila verde dei Monti della Laga, che oggi già sono bianchi di neve.

Se guidi per quello che era il Corso, poi, attento a non piangere. Perché basta un niente per scavalcare con l’occhio la parete che tenta di nascondere alla vista l’assenza. Può entrarti nel’’occhio il mozzicone della Torre Civica, simbolo di una resistenza teorica, che tutti nominavano per farsi coraggio.

Ma se ti guardi intorno vedi la stessa devastazione di quattro anni fa, appena mitigata da una rassettata di massima, uno sgombero di macerie che lascia il posto a una spianata che sembra infinitamente più piccola del sito occupato dalla cittadina, prima dell’apocalisse del 24 agosto 2016, replicata il 26 e il 30 di ottobre e il 18 gennaio del 2017.

Il registro degli assenti Amatrice e la ricostruzione mai iniziata3

In giro, qualche sparuta gru che racconta una ricostruzione lenta ed esasperante, appesantita dalla burocrazia e dalla mancanza di dialogo con Roma, avvelenata dalla rabbia di chi ha perso tutto e non capisce come potrebbe ricostruire, e dove, e quando.

Una rabbia sacrosanta, che ha però il difetto di dividere, anziché unire, e di rendere ancora più difficile il passaggio delicato che si sta attraversando, con i tentativi di semplificazione delle norme che i sindaci e il quarto commissario straordinario nominato, Giovanni Legnini, provano timidamente a condurre.

Amatrice e la ricostruzione: i fantasmi della Salaria

Scendendo giù da Amatrice e scorrendo la via Salaria si vedono ancora scheletri di paesi fantasma, a cominciare dalla scatola vuota dell’ospedale, grottesca nell’imbracatura che ne preserva la distruzione.

Poche settimane fa è stata finalmente bandita la gara per la ricostruzione, dopo anni di attesa, comune a tutto il cratere del terremoto.
Dei nove ospedali distrutti nell’intera area colpita ancora nessuno è stato ricostruito.

Il registro degli assenti Amatrice e la ricostruzione mai iniziata4
Ospedale Grifoni di Amatrice

Per quello di Amatrice si discute e si litiga da anni: prima per evitarne la chiusura, poi, a struttura distrutta, per individuare il posto giusto dove ricostruirlo: se nel sito originario oppure lungo la via Salaria, il che rimbalza l’annosa disputa tra Comune e frazioni, che si beccano tra loro da sempre.

Già, le frazioni. Sono 69, quasi tutte distrutte, del tutto o in parte, e la loro ricostruzione passa per l’iniziativa dei privati, che devono attivarsi per superare una serie di paletti burocratici.

Il registro degli assenti Amatrice e la ricostruzione mai iniziata5

Lo scoglio principale, spesso, è sciogliere il groviglio che tiene uniti i proprietari degli aggregati da ricostruire, fatti di infinite particelle passate di proprietà, nei secoli, per eredità, per matrimoni, per vendite sancite spesso con strette di mano e scambi, secondo utilità: una macchia per un campo, un pagliaio per una stalla, cose così.

Consuetudini dell’Appennino che si perdono da decenni, messe all’angolo dall’inurbamento dei giovani, generazione dopo generazione, alla ricerca di un salario e di condizioni di vita migliori, rispetto a quelle offerte da questi meravigliosi posti di montagna, con i loro inverni freddi e lunghissimi e con la terra che la quota e il clima rendono avara.

I reduci

Chi è rimasto si occupa di agricoltura, di allevamento, oppure conduce attività commerciali o ricettive, spazzate via dal sisma e riattivate, con soluzione di fortuna, in questi lunghi anni di attesa della ricostruzione.

Lo stesso per le case dei privati, trasferiti, quasi tutti, nelle SAE, le Soluzione Abitative d’Emergenza che hanno restituito a tutti i senza tetto un fugace sorriso, prima di rivelarsi poco adatte a sopportare le sollecitazioni di un clima estremo come quello amatriciano. La strada per la ricostruzione è lunga, anche se si dice sia in procinto di accelerare.

Il registro degli assenti Amatrice e la ricostruzione mai iniziata7

Difficile da credere, visti i ritardi impressionanti sul fronte del ripristino delle infrastrutture. La Statale è un susseguirsi di sensi unici alternati, regolati da semafori mobili, e scivolando verso Ascoli il panorama sembra quasi peggiorare. Il disastro di Accumoli e di Pescara del Tronto, la desolazione di Illica e Grisciano ti accompagnano, mentre ti avvicini alla sagoma severa del Monte Vettore, sfregiato dalla faglia, il taglio consacrato alle fate dal piede caprino che scendevano a danzare a Pretare. Una terra di leggende che racconta, oggi, una storia di oblio e di distruzione.

Amatrice e la ricostruzione. La visita di Conte

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Pancrazio Anfuso
Pancrazio Anfusohttp://postpank.wordpress.com
ha scritto un libro per Iacobelli editore (Centocelle - Storie e nomi dalla A alla Z), ha un blog, Postpank (postpank.wordpress.com), ama la moglie, i gatti, la Lazio, Amatrice e il rock

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