6 C
Rome
sabato 6 Marzo 2021
Agorà Il giovane calciatore del Monregale e l'horror vacui quotidiano

Il giovane calciatore del Monregale e l’horror vacui quotidiano

Marco Rossi, calciatore dilettantistico del Monregale, ha insultato con violenza inusitata una donna nera su Instagram.

Ne prendiamo spunto per una riflessione sul bisogno identitario di certi soggetti davanti all’horror vacui delle proprie esistenze.

Un vuoto attraversato senza avere i mezzi cognitivi per identificarlo, che porta ad azioni assolutamente gratuite, violente, che finiscono per rivoltarsi contro l’autore stesso, come se, inconsciamente, cercasse proprio il cortocircuito.

Il caso Marco Rossi, calciatore del Monregale

Lo scorso febbraio lo sconosciuto Marco Rossi, calciatore dilettante del Monregale, ha rivolto insulti razzisti ad una donna di colore su Instagram, rea di averlo denunciato dopo un incidente stradale. Il gesto ha scatenato l’ira degli utenti del web.

C’è una ne#ra di merda che pensa di avere dei diritti

Donna e diritti non dovrebbero stare nella stessa frase, in più ne#ra

Orango

Queste alcune delle affermazioni del ragazzo, le più leggere.

Il tutto era iniziato a febbraio 2020 poi con l’avvento della pandemia la cosa era passata inosservata.

Frasi irripetibili che hanno, però, scatenato la rabbia di molte persone che hanno iniziato a segnalarlo ai giornali e alla FIGC.

La stessa pagina social della società piemontese è stata presa di mira tanto da costringere il club a diramare un comunicato in cui si preannunciavano provvedimenti nei confronti del giocatore.

I mostri della porta accanto

Il caso di Marco Rossi è solo l’ultimo di una sequenza lunghissima. Ricordiamo, solo per citarne alcuni, il ragazzino disabile pestato dai bulli nella scuola di Palermo, la baby gang che perseguitava un anziano a Carbonara (BA), il branco che violentò una ragazza a Cava dei Tirreni e ancora a Pordenone, i due fidanzati che uccisero un cane a sprangate.

Ma cos’hanno in comune tutti questi episodi? Che gli autori hanno filmato l’orrore. In alcuni casi li hanno addirittura postati sui social, come si trattasse d’eroiche gesta o di goliardate.

Appare lampante l’impatto dei social nell’urgenza della percezione di sé stessi, magari essere riconosciuti, puranche come mostri ma almeno visibili.

Horror vacui

Persone orrende, che fanno cose orrende, cresciute e protette da famiglie altrettanto orrende, ci sono sempre state.

Non vi è un età dell’oro scevra da meschinità e piccoli o grandi soprusi, ma una differenza figlia della rivoluzione digitale è però lampante.

Quando queste persone  compivano un’azione socialmente riprovevole, come picchiare un disabile, insultare un omosessuale, inneggiare alle camere a gas e via dicendo, poi scappavano cercando l’oblio, l’anonimato, sicure della propria individualità all’interno della collettività.

Oggi invece dopo aver commesso un atto barbaro, lo si firma, spesso lo si filma direttamente e poi lo si condivide al pubblico, incuranti delle conseguenze.

É come se inconsciamente l’essere castigati, riconosciuti come “orrendi” sia comunque preferibile all’eterno horror vacui del quotidiano.

Scriveva Albín Brunovský, uno dei più importanti esponenti dell’arte visiva slovacca del dopoguerra:

Gli sviluppi recenti della fisica hanno reso completamente obsoleto tanto l’horror vacui, secondo cui la natura aborriva il vuoto e il nulla, quanto l’ex nihilo nihil fit, secondo cui dal nulla non si può creare nulla.

In realtà, a livello sia microscopico che macroscopico, il vuoto e il nulla possono oggi essere considerati come la naturale culla dell’esistenza e l’essenza ultima della realtà, in pieno accordo con il nichilismo mistico.

Linea 77 – Il Mostro (Horror Vacui, 2008)

 



Avatar
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli