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Il Governo Meloni e qualsiasi altro esecutivo dovesse mai subentrare, può dormire sonni tranquilli, nonostante le crisi economiche, energetiche, e belliche: la maggior parte della cittadinanza, piuttosto che affrontare i problemi (anche un piccolo sforzo come informarsi, organizzarsi, manifestare o semplicemente andare a votare), ha scelto la comoda via del fatalismo.
Il fatalismo lassista italiano
Nonostante gli scandali e le telenovele che investono regolarmente il Governo Meloni, la manifesta incapacità politica, il rischio incombente di guerra in Europa e nel mondo, non sembra esserci alcun rischio per la classe dirigente italiana. E a ben vedere, non ci sarebbe ugualmente qualsiasi governo tenesse la barra del timone.
Pagar dazio non sembra nell’ordine attuale delle cose, per le scelte improvvide che stanno conducendo la nostra società su un binario morto. Ma dobbiamo allargare il quadro per osservare la realtà nostrana nel suo insieme.
Una parte considerevole della popolazione italiana sembra completamente indifferente all’idea che quello che stiamo vivendo è un cambio di paradigma geopolitico a livello mondiale, con una guerra asimemtrica in corso su tutto il pianeta. E anche il dibattito sul cambiamento climatico, con tutte le posizioni possibili, non sembra nell’agenda quotidiana di nessuno.
Tutto questo avviene (o non avviene, forse più correttamente) mentre la maggior parte della cittadinanza, piuttosto che affrontare il problema e prendere iniziative (anche un piccolo sforzo come informarsi, organizzarsi, manifestare o semplicemente andare a votare), ha scelto la comoda via del fatalismo.
Quando cadrà il primo missile su di una installazione militare, quando le temperature di 40 gradi diventeranno la norma da giugno a settembre, quando i prezzi dei prodotti agricoli saliranno alle stelle (e dovremo importarli dall’estero), quando l’acqua sarà razionata per metà dell’anno e l’unico modo per lavorare o dormire in estate sarà in ambienti climatizzati, i media compiacenti alle multinazionali che stanno causando questa crisi, troveranno qualcuno da incolpare, magari Xi Jinping o il sempiterno Putin o qualche altro capro espiatorio inventato per l’occasione.
E se Putin sarà il responsabile, la gente accetterà di pagare la benzina più di due euro al litro (e, con un po’ di paura in più, anche il doppio), nonostante il petrolio proveniente da paesi come Iran, Venezuela e Russia, invisi agli Stati Uniti per ragioni ufficialmente diverse ma in realtà perché non si sottomettono ai loro diktat, potrebbe essere acquistato a prezzi ben più bassi.
L’ultimo moto di protesta popolare fu quello per l’aumento delle buste d’asporto nei supermercati a 5 centesimi…
C’erano tempi in cui le ideologie complesse e rigorose, come le religioni, fungevano da “oppio dei popoli”. Oggi, invece, sono i media a manipolare le masse, e intellettuali e sinistra, in generale, sembrano non avere nulla in contrario, purché si parli di ius soli e della libertà di essere o sentirsi quello che si desidera.

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