www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Edward Festus Mukuka Nkoloso (1919–1989) è praticamente sconosciuto ai più, ma la sua storia merita di essere ricordata. Già membro del movimento di resistenza zambiano e fondatore della Zambia National Academy of Science, Space Research and Philosophy. Nkoloso divenne famoso per aver tentato un programma spaziale con i suoi “Afronauti”.
Edward Makuka Nkoloso, l’uomo degli ‘Afronauti’
Edward Makuka Nkoloso, questo nome non vi dice niente? Classe 1919, nato in Rhodesia, ex veterano dell’esercito britannico nella seconda guerra mondiale, era un uomo estremamente ambizioso: talmente ambizioso che voleva rompere le classiche uova nel paniere alle due superpotenze, USA ed URSS, impegnate, in piena guerra fredda, nella corsa allo spazio.
Perché la gara per la conquista della Luna non è stata una gara a due, come tutti pensano, ma una gara a tre. Stati Uniti, Unione Sovietica e Zambia. Sì avete letto bene: lo Zambia aveva una programma spaziale ed a capo di questo programma c’era Edward Makuka Nkoloso.
Andiamo con ordine e vediamo di inquadrare gli eventi. Siamo nel 1964 e Edward, apicale dello Zambian Space Program, illustrò ai giornalisti occidentali l’ambizioso progetto: conquistare la Luna e controllare l’intero spazio esterno.
Lo Zambia era da poco diventato indipendente, il nostro Edward era addirittura un padre costituente della giovane nazione, e fondò la National Academy of Science, Space Research and Philosoph, una specie di Nasa zambiana, e si mise a capo del progetto, tanto solo a lui poteva venire in mente una cosa simile.
Il centro di addestramento era in una fattoria e gli aspiranti astronauti sottoposti ad un rigido programma per prepararli nel migliore dei modi. Delle prove terribili ma necessarie per affrontare il viaggio spaziale. Una di queste prove consisteva nell’essere introdotti dentro una botte. Questa botte veniva fatta rotolare da una discesa e poi come arrivavi arrivavi.
Altra prova era il salto della corda, non ho ben capito a cosa servisse ma questi sono dettagli insignificanti, ed un’altra prova era l’altalena. Nel senso che dondolavi sull’altalena, aumentando la velocità, fin quando non venivano tagliate le corde. Questo esercizio serviva per abituarli alla sensazione di vuoto in assenza di gravità.
Tutti esercizi molto originali ma i fondi non erano tantissimi, forse vicini allo zero, e bisognava arrangiarsi. Venne fatta una rigida selezione per trovare l’equipaggio idoneo e la scelta cadde su una ragazza di 16 anni, due gatti ed un sacerdote cristiano.
Il sacerdote serviva per evangelizzare i marziani, la Luna non era l’unico obbiettivo ma anche Marte non sapendo che su Marte, il pianeta rosso, c’erano arrivati gli italiani: come testimoniato dalla serie di Cinegiornali intitolati Fascisti su Marte.
Non ho idea di cosa dovesse fare la ragazza, i gatti erano sicuramente gli unici esseri intelligenti dell’equipaggio. Il programma incontrò moltissime difficoltà: la prima era la mancanza di fondi.
Edward chiese soldi a chiunque: nazioni, organizzazioni, privati ma non raccolse un centesimo, la ragazza rimase incinta, tra un addestramento e l’altro giocava al dottore con altri compagni di corso, i gatti erano impegnati a fare altro, mica avevano tempo da perdere con queste scemenze, e il prete? Del prete non si hanno notizie.
Tutte queste difficoltà furono fatali per la missione che venne presto abbandonata. Gli statunitensi, non avendo più la concorrenza zambiana, ebbero la strada spianata per la conquista della Luna.
La storia sembra assurda ma è assolutamente vera, venne allestita nel 2012 una mostra fotografica dalla fotografa spagnola Cristina de Middel intitolata “Afronauti”, ed è stato un tentativo di riscatto di una nazione che usciva dal colonialismo bianco ed occidentale.
Progetto sicuramente folle per mancanza di denaro e tecnologia ma anche romantico ed appassionato. Nkoloso era un visionario, che in Occidente nessuno conosce, con un sogno talmente incredibile che merita di essere raccontato.
Nota a margine per citare il livello del nostro dibattito politico: pensare di portare su Marte una ragazza, un prete e due gatti è molto più sensato di qualunque progetto illustrato da un Ministro italiano dell’Infrastrutture a caso…

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
Leggi anche
- La voglia di guerra tra i salottieri: sarà la stupidità a distruggerci
- Israele contro tutti: Gaza, Libano e Yemen sotto le bombe. E gli Usa approvano
- Tutti i pensieri poetici di Gigino o’ poeta, alias Gerardo Scala
- Destra e sinistra hanno divorziato dalla vita quotidiana
E ti consigliamo
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- Musikkeller, un luogo-non luogo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente














