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giovedì, Agosto 11, 2022

Dignidad y Resistencia: dal Messico il canto ribelle delle donne

Esiste un gruppo di ragazze di lingua Tzotzil chiamato Dignidad y Resistencia, “La Dignità e la Resistenza”. Sono 4 donne abbracciate dalle loro voci e strumenti musicali, e con le loro canzoni di suono grezzo ci fanno sapere che per fare rivoluzione serve la musica e il ballo. Di Vanessa Gutierrez

Dignidad y Resistencia: le donne ribelli cantano per la pace

Quando si parla di rivoluzione in Messico, si sa che si parla dell’EZLN, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, che ha preso il nome del rivoluzionario Emiliano Zapata, ed è nato il 17 di novembre di 1983. Questo movimento ha visto la luce pubblica nazionale e internazionale il 1° gennaio del 1994 quando il NAFTA è stato firmato (o TLC in spagnolo, il trattato trilaterale tra Canada, Stati Uniti e Messico). In quel giorno gli indigeni del Chiapas (un paese con approssimativamente 5,4 milioni di abitanti), nel sud del Messico, hanno voluto alzare la voce e smettere di zittirsi.

Hanno alzato il pugno per gridare insieme un basta contro la repressione e lo sfruttamento indigeno che dura da ben 500 anni. Un basta a chi sfrutta le loro terre, gli abuso e le violenze da parte di chi ostenta il potere. Si sono mosse a migliaia per chiedere libertà e giustizia perché in terra zapatista la premessa è che il popolo comanda e il governo obbedisce.

Con la premessa di costruire un mondo dove possano esistere altri mondi delle donne zapatiste e no solo, queste donne giovanissime cantano e compongono canzoni che somigliano a “corridos”, una specie di cronaca cantata, uno stile di canzoni per ricordare le donne uccise, torturate, sparite, per lottare ed essere donne, per “colpa del ‘pinche’ capitalista”. Cantano per i bambini che sono costruttori della nuova umanità, cantano per madre natura e per promuovere i valori zapatisti, perché credono ferventemente che si può creare un mondo dove altri mondi sono possibili.

La loro musica non proviene da un conservatorio. La loro musica proviene dalla loro anima e cantano con una voce decisa che urla “LIBERTA’!”. La cantante è la più grande, ha 22 anni, le altre hanno 13, 14, 15 anni, suonano la chitarra, il basso e la fisarmonica. Sono timide anche per dire il loro nome. Sono piccole di conformazione fisica, tutte acconciate con maglie bianche ricamate di rosso, gonna di lana e un passamontagna nero, simbolo della resistenza zapatista. Non hanno un maestro e neanche una preparazione musicale formale. Quello che hanno è “dignità” e “resistenza” per farle diventare musica.

Dignidad y Resistencia: dal Messico il canto ribelle delle donne

Sono originarie di Caracol Oventic, una terra simbolo della resistenza zapatista, una regione che l’EZLN ha recuperato da 20 anni. Le ragazze, le donne hanno trovato nella musica lo strumento per esprimere la loro autodeterminazione con orgoglio, come la prima volta che sono salite sul palco, nel “Primo Incontro Internazionale, Politico, Artistico, Sportivo e Culturale delle Donne che Lottano” fatto dall’8 al 10 di Marzo del 2018 nel “Caracol Morelia”, evento dove una folla di 7mila donne (tra cui 2mila zapatiste e gli altri 5mila donne messicane e di origine internazionale) era impazzita di gioia per assistere al loro performance.

Loro non rilasciano interviste, anche perché le interviste non sono di loro gradimento. Non hanno reti sociali virtuali e non cercano la fama. Loro sono come sono, sono semplici, sono timide e autentiche guerriere, che si ispirano ad altre come ad esempio alla ‘Comandanta Ramona’ (storica combattente dell’EZLN) che voleva fare arrivare al mondo i valori zapatisti: l’equità tra i sessi, il rispetto alla natura, la diversità, la non violenza, il non utilizzo di alcool, droghe ed armi. Sono contro la violenza sulle donne e lo sfruttamento minorile. Sono alla ricerca di pace e libertà, ma soprattutto hanno la certezza che senza donne non c’è rivoluzione.

“Osserviamo la società e componiamo canzoni di come si trova la società… l’accordo è vivere, e vivere è lottare”,
Le compagne della Dignidad y Resistencia, del gruppo Aztecas regione Pancho Villa.

Radiozapote frecuencia libre
El Moño Colorado- Dignidad y Resistencia

 

 

L’articolo originale di Vanessa Gutierrez potete leggerlo su The Black Post, sito gemellato e in partnership con Kulturjam.

Blackpost

Il progetto editoriale Black post- L’informazione nero su bianco si propone di mettere in primo piano chi troppo spesso viene denigrato, discriminato e non riesce ad esprimere il proprio punto di vista, con una prospettiva diversa.

Proprio per questo la redazione è composta esclusivamente da immigrati di prima o seconda generazione. Con loro collaborano giornalisti, professori e studenti che aiuteranno, chi, per ragioni comprensibili, magari essendo arrivato da poco, avrà difficoltà a scrivere in Italiano. Questa sarà anche un’occasione per creare un esempio di inclusione e collaborazione, nonché formare giornalisti del domani.

 

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