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martedì 25 Gennaio 2022
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Tamurakafka: essere fuori dal mondo per raccontarlo

I Tamurakafka con questo emozionante concept album appena uscito, Sonmi-451, ci riportano alle atmosfere sonore dei grandi album degli anni Settanta.

Ecco la nostra conversazione con Massimo Baiocco, il band leader del gruppo.

Tamurakafka essere fuori dal mondo per raccontarlo

Tamurakafka: Sonmi-451

Massimo, come avete creato questa magica poesia?

Ci ha ispirato “Claud Atlas”, il libro di uno scrittore inglese visionario che si chiama David Mitchell. Ci siamo immersi nelle sue atmosfere, ci siamo nutriti delle sue parole e delle sue emozioni e ne siamo usciti con tante idee musicali, che in fondo raccontano più di noi che dei personaggi del libro.

Una band composta da 10 elementi, tra cui anche tante artiste donne. Per me è davvero una cosa bellissima riscontrare questa realtà non così scontata. Quanto ha contato per la realizzazione di Sonmi-451 l’energia delle donne?

L’intero disco è ispirato a Sonmi-451, un personaggio femminile che esercita un fascino fortissimo, perché ha il coraggio di riscrivere il proprio destino. La sua forza è tipica delle persone che conoscono la discriminazione e lo sfruttamento, ma, invece di arrendersi, fanno di tutto per trasformare la propria vita e il proprio ambiente.

Questo aspetto è strettamente collegato alle lotte che le donne fanno non solo per vedere rispettati i propri diritti, ma soprattutto per cambiare l’attuale stato delle cose in tutti i campi, compreso quello dell’arte. Nel nostro gruppo la forte presenza femminile è un elemento di grande caos creativo, in cui 2 più 2 non fa mai 4!

Cos’è cambiato nel fare musica dal vostro album d’esordio del 2014?

Nel 2014 abbiamo scritto un disco (Tamurakafka) ispirato a “Kafka sulla spiaggia”, uno dei libri più belli di Haruki Murakami. E’ stato il nostro primo esperimento di sonorizzazione di un romanzo, la band al tempo era composta da meno musicisti di adesso, il che ha caratterizzato una tessitura compositiva ridotta rispetto al nuovo disco. In Sonmi-451 abbiamo potuto fare ricorso all’utilizzo di un organico strumentale più ampio: oltre alla classica formazione da band rock, ci sono due quartetti di chitarra classica e archi.

Abbiamo lavorato da subito alle idee letterarie e visive dell’album, perchè nel frattempo il nostro organico si è ampliato con altri artisti: nel disco ci sono brani accompagnati dalle voci narranti di due attori, che hanno scritto per noi dei testi bellissimi, mentre a livello visivo abbiamo le opere di un pittore fortemente visionario.

Alcuni dicono che i Tamurakafka fanno Art Rock. La cosa vi lusinga?

Sì, ci piace, perchè appartengono a questa categoria alcuni gruppi che amiamo molto. Ci corrisponde meglio la prima parte della definizione, ossia la parola Art, che ben descrive la voglia di molte band degli anni ‘60 e ‘70 di espandere la struttura della canzone pop e di aprire la loro musica anche a forme strumentali e sonate. La seconda parte della definizione, il riferimento al Rock, forse ci rispecchia meno, perchè nei nostri dischi mancano le caratterizzazioni del rock.

Ad eccezione del brano Luisa Rey, sono assenti i tipici riff e le scale del rock (scale blues, blue notes etc.). Inoltre, i nostri momenti strumentali non sono mai solitistici, ma sempre tematici. Pensando al suono delle nostre chitarre, forse potremmo riconoscerci di più nell’Art Punk, ma preferisco pensare che l’etichetta dello scaffale dove sistemare i nostri dischi non sia ancora stata inventata.

Tamurakafka essere fuori dal mondo per raccontarlo

Che cosa vi aspettate da questo nuovo album?

Sicuramente la nostra non è una musica di consumo, ma ci auguriamo comunque che il disco arrivi a più persone possibili. Ci piace l’idea che qualcuno possa regalare a se stesso un’ora del proprio tempo per fare qualcosa considerato del tutto inutile: fermarsi e ascoltare con calma la nostra musica.

In questi giorni c’è stato il tanto (da sempre) criticato festival di Sanremo. Assurdo o no chiedervi se lo avete seguito? In fondo è una kermesse che fa pur sempre parte della nostra cultura, una cultura pop ma pur sempre un fenomeno del nostro Paese.

Ti rispondo in prima persona, anche se forse sono il meno indicato a farlo, perchè da molti anni a casa non ho il televisore. Nell’ultimo Sanremo che ho visto c’erano i Frankie goes to Hollywood che presentavano The power of love! Le informazioni che ho sul festival mi arrivano tutte dalle radio e dai social…mi sembra che ci siano sempre gli stessi due schieramenti: quelli che difendono il festival e quelli che lo contestano, ma non ne perdono mai uno!

Ci sono cantanti che per motivi di costume fanno parlare di se e chi li critica aspramente, riferendosi a un passato in cui gli artisti, chissà perchè, erano sempre migliori. Da questa prospettiva, è un gioco delle parti che si ripete identico di anno in anno. Non si esce vivi da Sanremo!

C’è in questo momento una realtà musicale italiana che vi piace ?

Sai Alessandra che mi stai mettendo in crisi…la realtà musicale che seguo è quella underground dei ragazzi delle scuole di musica in cui insegno. Non ho band conosciute da citare, ma tante cose da raccontare. Sono circondato dall’energia creativa di questi gruppi, mi piace e mi arricchisce partecipare al processo con cui le loro idee assumono una forma musicale. Quello che posso dirti è che la musica è un’arte più che mai viva, che cambia sempre forma, ma resta un mezzo potentissimo di espressione personale e di aggregazione sociale.

So che avete un’anima punk nel senso più nobile e ribelle del termine. Cosa ne sarà secondo te di Sonmi-451 tra 5 anni?

Mi chiedi se ho un piano quinquennale per Sonmi-451, ma i piani quinquennali sono più congeniali ai CCCP che ai Tamurakafka. La nostra anima punk ci spinge ad affermare “No future for Sonmi-451”! Speriamo solo che tra cinque anni il nostro disco possa avere ancora un posto nel cuore di chi lo ha ascoltato.

Prossimo impegno musicale?

Ci piacerebbe completare questa fase artistica con un terzo concept album ispirato alla letteratura, ma questo capitolo è ancora tutto da scrivere.

Tamurakafka: La promessa della mela

 

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Alessandra Izzo
Attrice, giornalista e scrittrice

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