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giovedì 4 Marzo 2021
Tecnè Il ritorno dei Pankow: 'Der Doctor Schnabel von Rom' in anteprima

Il ritorno dei Pankow: ‘Der Doctor Schnabel von Rom’ in anteprima

Il gran ritorno dei Pankow: Der Doctor Schnabel von Rom, il nuovo Ep prodotto dalla Contempo, è l’ennesima gemma nella carriera ultratrentennale della band italiana più iconica nel mondo..

Pankow, il gran ritorno

A distanza di 3 anni dall’ultimo Ep, Times, uscito nel 2017, ritornano i decani dell’industrial, etichetta che ormai va stretta ai Pankow; la loro capacità di rinnovarsi e mescolare sonorità, rimanendo fedeli (o infedeli, se volessimo destrutturare e rovesciare l’idea di fedeltà in musica)allo spirito guida della band. Più che mai una vera Art Ensemble.

In questi anni la vena creativa dei Pankow non si è mai arrestata, ne ha cercato di inseguire suoni o stilemi più canonici per adattarsi alle regole del mercato.

Ed è stato così fin dal lontano 1979, quando un gruppo di ragazzi si conobbe nel negozio di dischi fiorentino Contempo decidendo di provare a fare musica assieme.

Der Doctor Schnabel von Rom è il nuovo ep, prodotto dalla Contempo, che anticipa l’ album, Never Trust a White Man, in uscita a Febbraio del 2021.

Abbiamo ascoltato in anteprima le 5 tracce che lo compongono e lo diciamo subito: è una miscela intensa di EBM, Industrial, aperture Pop, Minimal di enorme impatto.

Parole, impressioni, generi musicali, etichette, tutte cose che prese singolarmente sono ingannevoli, mutevoli, ma tutte insieme significano solo una cosa: Pankow

I loro fermenti generazionali, diluiti nel tempo attraverso il loro percorso musicale rigoroso, li ha fatti giungere integri all’appuntamento della storia col nostro tempo.

Pankow, Der Doctor Schnabel von Rom

Giù dal titolo e la copertina si viene proiettati distopicamente nella nostra realtà. La cover rievoca la figura del Doctor Shnabel di Roma, il cosiddetto medico becco di Paul Fürst – un incisione su rame del 1656.

Stiamo parlando dei medici della peste; quelli che intorno al 1300, durante l’epidemia della peste nera, giravano con il compito di contare il numero dei contaminati e dei morti e di essere testimoni delle ultime volontà dei malati.

La prima traccia, Australia is burning è una mantra ossessivo elettronico, una sorta di pietra EBM scagliata contro il muro dell’indifferenza all’orrore, alla banalità del male.

Il brano traccia il solco su cui edificare questa nuova costruzione sonora dei Pankow; un lavoro che trae ispirazione dalle ricerche della dottoressa Debra Parkinson, sociologa australiana di fama internazionale, impegnata a studiare le conseguenze delle calamità e disastri naturali su donne, comunità LGBT, disabili.

La dottoressa Parkinson è autrice di un saggio sul disastro ambientale che ha devastato l’Australia nei primi mesi del 2020 e sulla relazione diretta fra la crisi ambientale e la pandemia che sta causando morte e distruzione in tutto il mondo.

E su queste coordinate si muove Ecocalypse, seppur in una forma trance dilatata (di cui potete ascoltare in esclusiva un estratto alla fine dell’articolo), piccola grande gemma che va ad arricchire l’universo della band.

There is no such thing as past or future  &  Don’t fall in love with death, la seconda e la quarta traccia, sono, e prendiamo a prestito la definizione che ne ha dato lo stesso autore dei testi, l’istrionico Alex Spalck, pezzi post-pre-trans-meditativi. Con tutto quello che vuol dire o non vuol dire. Farsi trasportare dal suono è il segreto.

In chiusura l’omaggio decostruito a Brian Eno con una version scarnificata, dolente, di By this river,

Der Doctor Schnabel von Rom è la fotografia istantanea della band e del tempo che stiamo vivendo. Un mal di vivere e una devastazione sociale che non ammette più indifferenza.

Negli anni ottanta i Pankow erano avanti anni luce, oggi sono le lenti oscure con cui filtrare il mondo.

Pankow: Ecocalypse (anteprima 2020)

 

 

 



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