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Nada Malanima ha compiuto settant’anni. La cantante, protagonista di lunga carriera musicale iniziata negli anni ’60, è una delle artiste italiane più amate. Nel corso degli anni ha attraversato svariati stili e generi musicali, spaziando dalla musica leggera a quella d’autore, come il sodalizio artistico con il grande cantautore livornese Piero Ciampi.
I 70 anni di Nada
Dentro le canzoni di Piero Ciampi c’è la vita, l’inquietudine, lo stare sopra le righe oppure sotto, mai al centro. E alcune di queste canzoni hanno trovato in una giovanissima e ancora inesperta Nada una grande interprete. Non aveva ascoltato musica a sufficienza, la ragazza che esordì a Sanremo a 16 anni, e non aveva nemmeno vissuto a sufficienza, recuperò in entrambi gli ambiti nei due anni con Ciampi.
Anni di ubriacature, chiacchiere notturne, ascolti di artisti americani e, immagino, francesi. Anni dopo, lessi, Ciampi rifiutò di far cantare le sue canzoni a Morandi (che però dopo la morte del livornese, lo fece lo stesso). Poi ci sono state altre interpretazioni e omaggi, citazioni, ecc…, da Renato Zero a Will Oldham. Ma al primo posto, per me, resta lei.
Che una volta, in un’intervista, disse di non aver scelto mai nulla nella vita, compresa la carriera musicale (verso cui fu spinta dalla madre). Forse capita a tutti o a molti, crediamo di scegliere mentre invece siamo scelti. Forse qui c’è il segreto per cui Nada è riuscita meglio di altri ad immergersi nel senso di abbandono delle canzoni di Ciampi.
Ad ogni buon conto, una grande artista che ha saputo essere così ingenuamente, naturalmente e inconsapevolmente maudit come ad essere graffiante e pop, intima e perfino punk, nell’anima, anzi nella malanima. Auguri, Nada.
Nada – Sul Porto Di Livorno (1973)
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