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In un mondo dove le ex coppie come Virzì e Ramazzotti si sbranano a ristorante il cinema è rimasto indietro; le botte della pellicola della Cortellesi possiedono qualcosa di artificioso e programmatico, il dio è altrove.
La “muccinata” tra Virzì e Ramazzotti
Nella nuova stagione di ‘Call My Agent’, Gabriele Muccino, nel ruolo di sé stesso, pronuncia questa frase: “Non c’è niente di più bello di famiglie disfunzionali che si sbranano.”
Ci ripensavo leggendo della furibonda lite, in un ristorante romano, tra Paolo Virzì con l’ex moglie Micaela Ramazzotti, nella quale sono stati coinvolti il nuovo compagno di lei e la figlia trentacinquenne avuta dal regista nel precedente matrimonio.
Ciò che richiama il gesto ferino dello sbranarsi è la presenza sul luogo anche dei figli minorenni (quattordici e undici anni) dei due, ad assistere a graffi, pugni, piatti e sedie che volavano, urla, telefonini scagliati al suolo.
Ora io penso che sia Virzì che Ramazzotti siano persone intelligenti e sensibili, e per arrivare a tanto – infliggere un trauma ai propri figli, prima ancora che a sé stessi – dovevano essere carichi di una tale intensità emotiva chiamata dio dagli antichi; nella fattispecie Ares, il dio della guerra.
Ma ciò che manca al cinema italiano contemporaneo non è proprio questo? La presenza di un dio, di emozioni primarie e riconoscibili, intensità, potenza espressiva. Muccino la chiama bellezza, e mi sento di dargli ragione.
Si comprende così come la sua non era una battuta ironica, ma una sorta di riflessione meta cinematografica: in un mondo dove le ex coppie si sbranano a ristorante il cinema è rimasto indietro; le botte della pellicola della Cortellesi possiedono qualcosa di artificioso e programmatico, il dio è altrove.
Naturalmente non esiste solamente il dio della guerra: ci sono anche i maneggi di Ermes, la seduzione di Artemide, la tracotanza di Zeus etc. Ormai solo un dio, come disse Heidegger da anziano, può salvarci. O perlomeno può salvare il cinema italiano, che diversamente si trova a essere sconfitto dal gossip.
La separazione di Virzì e Ramazzotti (ma anche quella di Chiara Ferragni da Fedez) ci coinvolge più dei film in cartellone. Nella prima avvertiamo il gusto dolciastro del sangue, nei secondi solo passata di pomodoro.

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