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giovedì 4 Marzo 2021
Tecnè Cinema Hitchcock a Venezia: la "disfida" con Coppi del '54

Hitchcock a Venezia: la “disfida” con Coppi del ’54

Si sono sprecate migliaia di parole per magnificare il maestro del brivido eppure Alfred Hitchcock a Venezia per il festival del 1954, fu snobbato. A ben pensare anche Il delitto perfetto non fu accolto benissimo dalla critica dell’epoca.

Hitchcock a Venezia, Il delitto perfetto e…

Può sembrare un paradosso, come quelli che spesso accompagnano le opere dei maestri più celebri, eppure è così:  Il delitto perfetto di Hitchcock non è considerato tra i sui film migliori. E invece è un grandissimo esercizio d’arte da parte di Sir Alfred.

Inizialmente il piacere provocato dalla visione è puramente istintivo poi, sedimentato nel tempo, quell’istinto si è poggiato su una consapevolezza, un disvelamento: Il delitto perfetto è teatro.

Un teatro che non rinnega se stesso come spesso accade per le opere che vengono prestate alla pellicola, ma un teatro che sfrutta le possibilità del dettaglio, quel frammento che fa da cassa di risonanza alla paura.

Le forbici, la borsa di lei, il telefono. Elementi che cercano di avvertirci del pericolo imminente.

Il tipico approccio invece, per il regista che vuole mettere in scena un racconto teatrale, è quello di aggiungere tutte quelle inquadrature che non sarebbe possibile inserire in una messa in scena classica, sulle tavole di legno del palcoscenico.

Hitchcock a Venezia: la disfida con Coppi del '54

Quel punto di vista teatrale

Nella sua conversazione con Truffaut, Hitchcock commentò:

Nella commedia un personaggio arriva da fuori in taxi, allora nel film i registi fanno vedere l’arrivo del taxi, i personaggi che escono dal taxi pagano la corsa, salgono le scale, bussano alla porta, entrano in camera.

Succede invece che quel matto di Hitchcock stravolge tutto e invece di seguire la logica cinematografica, cerca di portare quella teatrale nella pellicola.

E allora ti piazza un bel buco nel pavimento nel quale inserire la macchina da presa per mantenere il punto di vista dello spettatore teatrale!

Hitchcock a Venezia: il rifiuto del Festival

Si sono sprecate parole per magnificare questo splendido regista, eppure fu snobbato al festival di Venezia!

Siamo nel pieno del 1954 e già i nervi degli organizzatori del Festival del cinema sono allo stremo per la morte di Alcide De Gasperi che rischia di far saltare l’intera manifestazione.

Alfredo Panicucci ci racconta:

Poi è stato deciso di rispettare la data fissata limitando il lutto all’abolizione del fastoso ricevimento che, ogni anno, segue puntualmente la proiezione. Sono mancati i discorsi con i quali ministri e sottosegretari auspicavano – il raggiungimento di mete sempre più alte. Non è stato un gran danno.

Hitchcock a Venezia: la disfida con Coppi del '54

 

Questa analisi divertente segue con una serie di considerazioni che mettono in evidenza come lo stesso Festival non era considerato dalla stampa dell’epoca questa vetrina culturalmente significativa del cinema come invece ci appare oggi.

La finestra sul cortile e Fausto Coppi

Al celeberrimo La finestra sul cortile viene affidato il compito di aprire le proiezioni di quell’anno, ma, incredibile a dirsi, riceve un’accoglienza a dir poco tiepida da parte della platea, a detta sempre del nostro cronista.

A rendere ancora più complicata l’attenzione alla settima arte è la presenza di Fausto Coppi nella fase finale dei campionati di ciclismo su strada a Solingen: non solo il povero Hitchcock con il suo capolavoro La finestra sul cortile, ma pure la divina Gloria Swanson aveva penato per attirare l’attenzione.

Hitchcock a Venezia: la disfida con Coppi del '54

A concludere il pezzo giornalistico la ferocissima considerazione:

Durante questo giallo che – non fa dormire – ci è capitato di scoprire appisolato sulla nostra spalla destra un funzionario della Mostra; alla nostra sinistra si era addormentato un illustre critico francese. Entrambi, nel pomeriggio, avevano sopportato gli effetti del Campionato del mondo; il primo addoloratosi per la sconfitta di Coppi; il secondo esaltatosi per la vittoria di Bobet. Se i risultati sportivi si fossero capovolti, quelli cinematografici sarebbero rimasti identici.

Insomma pura crudeltà!! Ma dove la trovi oggi tanta gioiosa irriverenza in una cronaca mondana ufficiale? Mai e poi mai ammettere che un funzionario ed un critico dormano durante una proiezione!

Hitchcock: due capolavori

Ma, tornando al film, c’è da dissentire fortemente dall’opinione di questo ardito cronista. La finestra sul cortile è un capolavoro, come Delitto perfetto.

Anche questo con un occhio alla messa in scena teatrale, dal momento che l’azione è costretta in uno spazio limitato quasi esclusivamente alla stanza dell’ottimo James Stewart nei panni iconici di Jeff Jeffries, bloccato sulla sua carrozzina per la frattura della gamba.

E poi c’è li, Grace Kelly, che illumina lo schermo in ogni inquadratura dove recita, vero oggetto feticista dello schermo.

Non lasciamo comunque al solo Panicucci lo spazio del detrattore di questo film, dal momento che lo stesso Morando Morandini per “Settimo Giorno”, scrisse: Rear Window è un “giallo” abbastanza abile, ma la vicenda è troppo statica, troppo prolissa” ma più generosamente concluse: “il film è stato molto applaudito”.

Forse Morandini non amava troppo il ciclismo.

Ah, dimenticavo: il campionissimo Coppi arrivò sesto ai mondiali di Solingen. La gara fu vinta da Bobet.

L’ora di Hitchcock: l’indimenticabile sigla


 

Hitchcock a Venezia

Hitchcock a Venezia: la disfida con Coppi del '54

Hitchcock a Venezia?

Hitchcock a Venezia: la disfida con Coppi del '54

Hitchcock a Venezia. Forse…

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Hitchcock a Venezia? No, con Tippi Hedren

Hitchcock a Venezia: la disfida con Coppi del '54

Hitchcock a Venezia con “La finestra sul cortile”

Hitchcock a Venezia: la disfida con Coppi del '54

Hitchcock a Venezia nella conversazione con Truffaut

Hitchcock a Venezia: la disfida con Coppi del '54

Hitchcock a Venezia. The end

 



Barbara Napolitano
Barbara Napolitano
Antropologa, regista e docente di cinematografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli

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