Depeche Mode: Where’s the revolution? Il terrore creato da Trump

I Depeche Mode con Where’s the revolution? nel 2017 furono profetici (al contrario), non immaginando la deriva dei giorni che sarebbero seguiti. Il loro era un invito alla ribellione nei confronti della politica del terrore instaurata dalla presidenza Trump.

Where’s the revolution?

I Depeche Mode, nel loro ultimo album Spirit, del 2017, tornarono a parlare di problemi sociali, in concomitanza con l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.

I fatti di questi giorni, le rivolte sul suolo americano da Minneapolis a New York, da Cleveland a Washington, la violenza delle forze dell’ordine, le marce Antifa e Black lives matter, riportano al presagio contenuto in quel disco.

Può essere tanto evocativa una canzone? Profetica come una Cassandra,  Where’s the revolution? era un invito alla ribellione contro la politica del terrore instaurata dalla presidenza Trump.

Depeche Mode e le tematiche sociali

Per buona parte della loro carriera i Depeche Mode ci hanno raccontato i propri fantasmi interiori e le proprie paure.

Sempre a metà tra luce e ombra, tra rassegnazione (accettazione) freudiana e rinascita junghiana.

Nel loro ultimo album, Spirit, decidono di tornare a parlare di problemi sociali, cosa che non facevano dal 1983, quando venne pubblicato il loro terzo album Construction Time Again.

Il disco è uscito nel 2017, pensato e prodotto principalmente negli Stati Uniti, dove Dave Gahan e Martin Gore vivono da anni.

Dave Gahan

E dunque Where’s the revolution? 

Vuole essere un invito a riflettere sul clima di terrore creato dalla nuova presidenza Trump.

Siamo liberi di pensare? Qual è la nostra condizione? Dov’è la rivoluzione?…

Where’s the revolution? You’ve been fed truths, you’ve been lied to, whose making your decisions? You or your religion? Your government, your countries? Your patriotic junkies…

Il ritmo è lento, un elettro blues dove le ombre si lasciano scorgere…

Your rights abused, your view is refused, they manipulate and threaten, with terror as a weapon

La melodia ci trasporta nell’ universo del trio di Basildon, uno scenario dark dove i profeti della New Wave ci chiedono cosa ci serve ancora per risvegliarci da questo torpore.

The train is coming… so get on board

Lo special, il momento più lirico del brano riecheggia le mille rivoluzioni sognate dall’essere umano, i tentativi di riscossa, purtroppo sempre falliti.

Come on people you are letting me down

l’ultima frase di Gahan ci ricorda che tutto dipende da noi, che forse l’unica rivoluzione possibile è un nostro cambiamento di mentalità per non rispecchiarci in politicanti che giocano con il nostro terrore.

 

Depeche Mode: Where’s the revolution? 

 

 

 

Marco Daniel O Dowd
Marco Daniel O Dowd
Amante della musica e musicista, ha da poco pubblicato il suo primo EP “Satie Beyond Time” con i“Radio Frequencies”. Laureatosi in “Storia, scienze e tecniche della musica e dello spettacolo” ha collaborato con alcune fanzine musicali tra cui “Beautiful Freaks”

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