Be Kind – Un viaggio gentile all’interno della diversità

Be Kind, un viaggio gentile all’interno della diversità, realizzato da Sabrina Paravicini e da Nino Monteleone, disponibile in streaming fino a fine giugno.

Be Kind – Un viaggio gentile all’interno della diversità

L’iniziativa, senz’altro lodevole, ha avuto inizio il 21 maggio 2020 e si fermerà alla fine di giugno.

Il consiglio è di approfittare degli ultimi giorni per calarsi in quel piccolo ma straordinario percorso esistenziale, che il documentario in questione propone.

Be Kind – Un viaggio gentile all’interno della diversità, il film realizzato da Sabrina Paravicini e da suo figlio Nino Monteleone, ha infatti un background così particolare da meritare qualche parola in più, che ne contestualizzi meglio tanto la genesi che la particolare ed estemporanea fruizione cui si sta ora prestando.

Be Kind

Partiamo proprio dall’attuale disponibilità su Youtube e dalle circostanze che l’hanno determinata.

Una versione ridotta open source di tale progetto cinematografico, che dura circa mezz’ora, è stata lanciata non a caso il 21 maggio, ovvero durante la Giornata Mondiale della Diversità.

L’obiettivo è quello di permetterne la visione alle scuole, alle famiglie e a chiunque voglia fare qualche riflessione sui delicati temi proposti.

Così gli autori a riguardo:

Crediamo nella gentilezza, crediamo che la gentilezza sia un’arma potentissima per accorciare le distanze con la diversità. Per questo abbiamo dedicato un anno della nostra vita a realizzare Be Kind.

Be Kind, gli autori

A questo punto occorre inquadrare meglio loro, gli autori, ai quali si deve questo lavoro cinematografico.

La prima versione era stata premiata con una menzione speciale per il cinema sociale ai Nastri D’Argento Documentari 2019. In seguito anche al Taormina Film Fest, con una menzione speciale della giuria.

Il documentario è stato autoprodotto e diretto dall’attrice e regista Sabrina Paravicini assieme a suo figlio Nino Monteleone, un bambino di dodici anni cui è stata diagnosticata a due anni e mezzo una sindrome autistica.

Ne consegue che lo stesso Nino Monteleone sia diventato alla “veneranda” età di dodici anni il più giovane regista italiano iscritto ufficialmente alla SIAE!

Cominciamo col dire che l’operazione non ha in sé nulla di ricattatorio o di artificioso. Proprio Nino è una sorta di valore aggiunto del film.


Lo vediamo girare l’Italia, filmato dalla madre, per una serie di incontri e interviste che pongono la sua già peculiare esperienza a confronto con la diversità degli altri.

Gli altri sono persone cui qualche handicap, la famiglia di origine o qualunque altra difformità fisica o caratteriale ha creato problemi.

Ed è proprio il tono scelto dal giovanissimo Nino a risultare convincente.

Il ragazzo si rapporta a casi di bullismo o a difficoltà di inserimento sociale dialogando con una naturalezza che è fatta sia di empatia sia di schiettezza.

Naturalezza che emerge in commenti apparentemente ruvidi, lapidari, ma in realtà profondamente solidali, a certi odiosi episodi che gli vengono raccontati e che necessitano di uno stomaco forte, per essere digeriti.

Se vuoi descrivere ciò che è vero lascia l’eleganza al sarto

La didascalia iniziale, come a mettere le mani avanti, lascia che ad introdurre il fluire delle diverse storie sia un aforisma attribuito ad Einstein: Se vuoi descrivere ciò che è vero lascia l’eleganza al sarto.

Quasi una precauzione, in sé legittima, per rendere consci gli spettatori che tale ricerca documentaria darà più soddisfazione sul piano sociale o contenutistico, che su quello strettamente formale.

Eppure, la nostra impressione è che Be Kind – Un viaggio gentile all’interno della diversità abbia trovato strada facendo la forma ideale per raccontare determinate storie.

Uno sguardo “posato” che mette a proprio agio ed al contempo stimola gli ospiti di tali chiacchierate ad esporre senza alcuna vergogna le proprie ferite.

Una “giusta distanza”, insomma, trovata anche grazie alle valide esperienze di Sabrina Paravicini come cineasta.

Qualora si voglia muovere un appunto, lo si potrebbe fare a nostro avviso per la partecipazione, non sempre così incisiva, di alcuni nomi noti.

Ma se il momento meno necessario e stimolante del film è stato per noi il fulmineo apparire di un Saviano in vena, come spesso gli capita, di qualche luogo comune, ben più solare e luminosa ci è apparsa la presenza in scena di Samantha Cristoforetti, splendida donna abituata, del resto, a dialogare con gli astri.

Be Kind, un viaggio gentile nel mondo della diversità (versione breve)

 

 

 


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About Stefano Coccia

Giornalista dello spettacolo e critico cinematografico da più di vent'anni, un tempo nel Comitato dei collaboratori fissi della storica Cinemasessanta, attualmente collabora con Sul Palco, CineClandestino e Taxi Drivers ->
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