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domenica 1 Agosto 2021
TecnèIl cinema di Kubrick in 9 inquadrature

Il cinema di Kubrick in 9 inquadrature

Il cinema di Kubrick in 9 inquadrature iconiche capaci di raccontare in un unico frammento lo spazio espanso di tutta la sua opera.

Il cinema di Kubrick, la perfezione geometrica delle inquadrature

Non c’è bisogno dell’ennesimo articolo, dettagliato, ricco di note, interpretazioni, per ribadire ciò che è universalmente riconosciuto: Stanley Kubrick costituisce il paradigma del grande regista in grado di declinare il proprio lavoro come forma d’arte assoluta.

La critica lo ha scandagliato in profondità, una vera risonanza magnetica al corpo del suo cinema come si deve ai grandissimi, cominciando dalla tecnica.

Del cineasta americano, naturalizzato britannico, si conosce il suo ossessivo controllo della scena e la cura maniacale per i dettagli, la ricercatezza spiazzante nella scelta del punto di ripresa. E ancora l’utilizzo del primo piano, del grandangolo, la prospettiva ed il punto di fuga.

Inquadrature formalmente perfette, geometriche, in cui le linee prospettiche diagonali forzano l’occhio dello spettatore a seguirle per arrivare al punto di fuga della scena.

È come finire all’interno di un imbuto che ti fa scorrere dritto verso il centro della scena.

Dunque, attraverso la forza espressiva dell’immagine, Kubrick è riuscito a restituire la vertigine della visione come esperienza cinematografica totalizzante.

Ecco che allora, al di la delle parole, vi proponiamo 9 inquadrature iconiche del suo cinema, capaci di raccontare in un unico frammento lo spazio espanso di tutta la sua opera.

 

9 inquadrature iconiche nel cinema di Kubrick

 

1) Il bacio dell’assassino (1955)

7 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

Già nel 1955 con Il bacio dell’assassino, secondo film di Stanley Kubrick, un noir nello stile americano dell’epoca, emergono i primi elementi fondanti dell’opera del regista come la linea narrativa resa interessante dall’uso del flashback e l’importanza fotografica nella struttura delle inquadrature.

Tutto ciò risulta evidente nella celebre sequenza finale dell’inseguimento, che vede il protagonista nascondersi in uno scantinato pieno di manichini.

La prospettiva da un lato mette al centro della scena il fuggitivo, dall’altro lo mimetizza nascondendolo.

2) Spartacus (1960)

7 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

Spartacus rappresenta l’incursione di Kubrick nel territorio del kolossal storico hollywoodiano.

Nonostante non sia mai stata particolarmente amata dal suo stesso autore, che la vedeva come un lavoro poco personale (fu chiamato a sostituire in corsa Anthony Mann alla regia), la pellicola è un trionfo d’avventura ed emotività.

Spiccano nel film l’intenso uso del colore, le scene di massa e il pathos struggente dell’ultima inquadratura, con l’immagine che allarga il campo gradualmente mostrando la crocifissione di massa dei gladiatori ribelli.

Una scena che in qualche modo sarà ripresa e resa ancor più cruda ed evocativa nel finale de I demoni, di Ken Russell

3) 2001: Odissea nello spazio (1968)

7 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

È la pietra miliare che ha rivoluzionato la fantascienza sul grande schermo, capace di mescolare il kolossal al film d’autore e la sperimentazione.

Attorno al significato di Giove e oltre l’infinito, il quarto e ultimo atto del capolavoro kubrickiano datato 1968, si dibatte da cinquant’anni tra cinefili.

L’intero film è un susseguirsi di immagini iconiche: la scimmia che brandisce l’osso, il monolite nero, la visuale in rosso di Hall 9000, ma l’apice è nel finale, in questa immagine:  il bianco innaturale della stanza, i mobili in stile Impero e gli elementi futuristici fanno da sfondo al corpo dell’astronauta David Bowman (Keir Dullea) e al monolito nero. Oltre l’infinito.

4) Arancia meccanica (1971)

9 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

L’importanza di quest film, il suo impatto dirompente nella storia del cinema, è già tutto nella prima inquadratura: pochi secondi che hanno sconvolto l’idea stessa di cinema, trasformandolo in una  straordinaria esperienza  espressiva.

Arancia meccanica comincia con lo sguardo in primo piano del protagonista Alex, che si rivolge direttamente agli spettatori.  La macchina da presa indietreggia per mostrarci la scenografia pop fetish del Korova Milk Bar, mentre il protagonista introduce se stesso e i suoi compagni, i drughi, al pubblico.

È un viaggio attraverso la follia della mente umana, un’incursione in una realtà distopica e una riflessione sulla violenza insita nell’uomo.

5) Barry Lindon (1975)

7 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

Barry Lyndon è un’esperienza visiva senza precedenti. Obiettivo del regista non era di fare un film in costume, ma quello di ricreare il ‘700 nella maniera più credibile possibile.

Kubrick studio meticolosamente l’opera pittorica di quel secolo per assorbirne i colori, le luci, i gesti dei personaggi, i vestiti, l’ambiente stesso.

Barry Lyndon si trasforma, quindi, in una  vera e propria passeggiata attraverso un secolo passato, accompagnati dalle note della  Sarabanda dalla Suite n. 4 in re minore di Handel.  Il risultato è impressionante.

6) Il Dottor Stranamore (1964)

7 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

In piena Guerra Fredda, Kubrick riflette sulla minaccia atomica e sulle sue aberrazioni, con questa commedia nera che demolisce in maniera grottesca e sarcastica l’ottusa follia del militarismo.

Il film, in cui giganteggia Peter Sellers, è un fuoco di fila di trovate registiche e di sceneggiatura, in cui l’umorismo che non fa sconti è indirizzato  agli uomini del potere, dipinti nel migliore dei casi come persone infantili inadatte all’amministrazione di situazioni gravi, e nel peggiore come esseri folli e paranoici, che compensano le loro frustrazioni in un bellicismo cieco e ottuso.

Non mancano immagini cult in questo film, dove ogni inquadratura incornicia in maniera folgorante il carattere stesso dei personaggi.

7) Shining (1980)

7 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

Le due gemelle in grembiule chiaro che si materializzano di fronte al piccolo Danny Torrance (Danny Lloyd), mentre pedala con il suo triciclo lungo i desolati corridoi dell’ Overlook Hotel, sono diventate uno degli archetipi del cinema horror di tutti i tempi: un simbolo dell’innocenza infantile che assume i connotati oscuri di un’entità minacciosa capace di fissare dritto in faccia tanto il bambino, quanto noi che osserviamo dallo schermo.

8) Full Metal Jacket (1987)

9 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

Full Metal Jacket è la storia della progressiva perdita d’identità di un gruppo di giovani marines  davanti all’assurdità della guerra. Kubrick posticipa l’azione sui campi di battaglia per focalizzarsi, inizialmente, sugli alienanti metodi d’addestramento, resi iconici dal sergente Hartman.

Ed è proprio nell’estraniante e claustrofobica prima parte che si concentrano le immagini iconiche del film, in cui  le inquadrature geometriche di Kubrick ancora una volta finiscono per assorbire come un buco nero gravitazionale tutto ciò che gira intorno.

La parabola di Palla di Lardo, la sua graduale trasformazione, è uno dei punti di non ritorno dell’intero genere bellico

9) Eyes Wide Shut (1999)

9 immagini iconiche nel cinema di Kubrick

Eyes Wide Shut è un opera attraversata da un senso di morte, di inadeguatezza dei protagonisti davanti al mistero che forse proprio mistero non è.

L’inquietudine e il perturbante fanno breccia nel mondo reale casualmente, involontariamente, come in un sogno, e l’esistenza spalanca le porte all’incubo.

Il dottor Bill Harford (Tom Cruise), si introduce clandestinamente in una villa in cui è riunito un gruppo di uomini e donne mascherati, coinvolti in orge e in strani rituali.

All’improvviso si ritrova a fronteggiare il pericolo su cui era stato ammonito da una donna che sembrava conoscerlo: un semicerchio di figure nere e senza volto, una galleria di maschere intente a fissarlo, e al centro, immerso in una luce sinistra, un trono dal quale un uomo in rosso si accinge a giudicarlo e condannarlo.

 

 


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1 COMMENT

  1. […] Non abbiamo preso in considerazione le canzoni e le colonne sonore adattate. In questo modo, per esempio, non è possibile considerare una delle  più celebri di sempre, quella di 2001 Odissea nello spazio, perché il tema principale, Also Sprach Zarathustra di Richard Strauss, ovviamente era un brano genialmente adattato alle immagini da Stanley Kubrick. […]

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