Nuova Juve, vecchio Allegri: timidezza in campo e spregiudicatezza ai microfoni

Siamo solo all’inizio della stagione e tutto è ancora in divenire per i bianconeri, considerando anche l’impossibilità di schierare la squadra disegnata in estate a causa degli infortuni, ma alcuni segnali sono già visibili e toccano direttamente Massimiliano Allegri.

Nuova Juve, vecchio Allegri

Per il tifoso bianconero più irritante della prestazione in campo della Juventus a Marassi devono essere risultate le dichiarazioni di Allegri nel post partita.

Esternazioni al cospetto di una pletora di giornalisti, opinionisti, ex calciatori in religioso silenzio. Tra DAZN e SKY nessuna domanda che potesse turbare la serata al condottiero Max. L’ultimo che ha criticato Allegri è stato Lele Adani che ora fa la star a Bobo TV.

Anche ieri dopo il pareggio a reti bianche contro la Sampdoria, Max ha dato delle letture sul momento della sua squadra davvero singolari. Vediamone alcune: “Partiti un filino meglio dell’anno scorso” meno male! Lo scorso anno fu un punto in tre partite, fare peggio sarebbe stato davvero imbarazzante, “...purtroppo c’è una cosa nel calcio che non si deve fare ovvero correre all’indietro” si riferisce al giovane Miretti che deve aver corso all’indietro durante un momento di gioco.

Non pensiamo che sia il giovane che corre all’indietro il problema della Juventus e comunque è giovane e basterebbe allenarlo e dirgli di non farlo, sicuramente un errore che va corretto, dall’allenatore. Quindi da Max Allegri.

Per la cronaca Miretti, senza correre all’indietro, è quello che ha recuperato palla nell’azione del goal di Rabiot annullato per fuorigioco. Ma di questa cosa Allegri non ha detto nulla. Forse non se ne era accorto. “Zakaria non ha giocato per scelta tecnica, Rabiot è un giocatore che a questa Juve serve”. Quindi lo svizzero bruciato.

Torniamo indietro nel tempo a gennaio scorso. Mercato di riparazione. Per la Juventus un mercato suntuoso, viene preso Vlahovic e Zakaria. Il calciatore svizzero andava in scadenza a giugno, per cui poteva essere ingaggiato a zero in questa sessione estiva. Ma serviva assolutamente per cui è stato anticipato il suo arrivo a Torino pagandolo ben 8 milioni al Borussia Mönchengladbach.

Dopo sei mesi, per Allegri il giocatore non serve più e serve Rabiot che colleziona prestazioni terrificanti da ben quattro anni: ci portiamo avanti e siamo certi che farà pena anche quest’anno. “Non aver preso goal è già un buon risultato” Con questo approccio la Champions League diventerà un terreno di caccia. Per gli altri.

“Vlahovic stia sereno” a parte la citazione renziana è dura stare sereni per un attaccante che in tutta la partita ha toccato nove palloni. Ne ha toccati più Perin che fa il portiere. Nove palloni, è costato 90 milioni, 10 milioni a pallone. Non male.

Potremmo andare avanti perché gli spunti sono davvero tantissimi. La sostanza è che per Allegri va tutto bene. Che la Juventus giochi un calcio preistorico è un dettaglio insignificante. Pensare che Max, come lo chiamano affettuosamente quasi tutti i giornalisti, è tornato alla Juventus con il chiaro obbiettivo di riportarla a vincere.

Dopo la brevissima parentesi di Pirlo, una stagione, un quarto posto e due trofei in bacheca, Supercoppa e Coppa Italia, al Quartier Generale bianconero decidono di andare sul sicuro e di richiamare Allegri. Allegri aveva già allenato i bianconeri dal 2014 al 2019, con cinque scudetti, due Supercoppe e quattro Coppe Italia.

Prendeva l’eredita di Antonio Conte, con una rosa tornata vincente, più Khedira e Cuadrado ed una concorrenza ridotta ai minimi termini. Le milanesi in coma farmacologico ed il Napoli che sul più bello di squagliava come neve al sole. Nei suoi cinque anni si contano anche due finali di Champions perse, come da tradizione centenaria.

Insomma torna per rimettere le cose a posto. Ma non gli riesce tutto bene. Anzi non gli riesce nulla. A fine stagione finisce quarto, come Pirlo, con 70 punti, ben 16 in meno del Milan Campione d’Italia, il suo predecessore di punti ne aveva fatti 78, non vince manco un trofeo, anzi riesce a farsene alzare due in faccia dagli storici rivali interisti.

In Champions viene eliminato dal Villareal che gli rifila tre reti a zero a Torino. Questi meravigliosi risultati per la modica cifra di sette milioni all’anno più bonus, ma di bonus pensiamo non ne abbia raggiunto uno. La fotografia della sua stagione è la finale di Coppa Italia. Vantaggio Inter. Nella ripresa i bianconeri riescono a ribaltare il risultato e si portano su 2-1. Cosa fa Allegri? Mette dentro Bonucci, Locatelli e Zakaria, passa al 4-5-1. I suoi arretrano di 30 metri, praticamente si gioca nell’area bianconera.

E quando giochi nella tua area è sempre pericoloso. I nerazzurri pareggiano. Supplementari senza storia e Coppa che prende la strada di Milano. Un disastro su tutta la linea. Pirlo venne esonerato per molto meno ma come fai a mandare a casa uno che ha firmato un quinquennale a quelle cifre? Non si può. Quindi confermatissimo Allegri e campagna acquisti finalizzata a riportare almeno lo Scudetto a Torino.

Una campagna rafforzamento non molto lineare, praticamente la fanno come se giocassero al videogioco Scudetto. Scorrono la lista dei giocatori liberi, leggono le caratteristiche e provano ad ingaggiarli. Volevano come vice Vlahovic Mertens, che gli arriva alla pancia. Hanno preso Pogba perché libero, che il francese salti una partita su quattro negli ultimi anni è un dettaglio che non hanno colto. Infatti è infortunato.

Di Maria un telenovela senza fine. L’argentino che dichiara palesemente che vuole fare ancora un anno in Europa per poi tornare in Argentina. Vuole fare un anno in Europa per prepararsi al Mondiale. Spera nell’ingaggio del Barcellona e fa sospirare la dirigenza bianconera. Quando capisce che al Barcellona hanno altri piani, oppure non hanno i soldi, accetta l’offerta juventina.

Comunque è infortunato anche lui e non ci meraviglieremo se, qualora il campionato fosse compromesso già a gennaio, che Di Maria nella prima finestra di mercato utile non anticipi il ritorno al Rosario Central. Hanno preso Bremer, ma perso Chiellini per cui qualcosa andava fatto. A dieci giorni dalla fine del mercato stanno ancora decidendo se ingaggiare Milik, un altro sempre ai box, oppure Depay, che pensa più alla musica che al calcio.

Basta vedere che ha combinato lo scorso campionato in Spagna. Ma al centro del progetto c’è lui, il mitico Max, che ha fatto due anni sabbatici senza vedere una partita, sue dichiarazioni, e ci permettiamo di dire che l’abbiamo notato. Il cui verbo calcistico è niente verticalizzazioni, ritmi da Convegno di Militia Christi e massimo risultato con il minimo sforzo. C’è un video che gira su Tik Tok. Ci sono dei giocatori della Juventus che giocano a Fifa. Partita conclusa Morata dice: “Un dato incredibile” e Chiellini “zero tiri in porta” e ancora Morata “Il mister sarebbe orgoglioso di noi”. Qui c’è tutto il Max pensiero.

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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