Calciatori improponibili: Oumar Dieng

Funamboli incompresi, diversamente idoli, sono gli improponibili del rettangolo verde. Oggi celebriamo Oumar Dieng, il Thuram che non ce la fece.

Oumar Dieng, il muro francese

Dieng è una meteora ricercata da fini intenditori. Il Chateau Musar dei bidoni calcistici. Nasce a Dakar, in Senegal, il 30 Dicembre 1972, ma fin da giovanissimo vive in Francia, dove esordisce in Premiere Division con la maglia del Lille a soli 17 anni. Nel Lille rimane 5 anni per passare, nel 1994, al Paris Saint-Germain, club nel quale sembra avvenire la sua consacrazione. Dieng in due stagioni gioca 35 partite mettendo anche a segno due gol, E viene convocato nella Nazionale Under 21.

Estate 1996. La Sampdoria ha in panchina Eriksson ed acquista Veron e Montella. La rosa è scoperta nei centrali ed ingaggiano Dieng dal PSG. Costo 4 miliardi del vecchio conio ed un ingaggio importante al calciatore. Ma stiamo parlando della ciliegina sulla torta del mercato estivo. Mica del primo che passa.

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In Francia ne parlano come del nuovo Thuram. Sicuramente di Thuram non ha il fisico. Alle visite mediche registrano 1.80 di altezza per 65 chili. Altobelli, detto Spillo era alto 1.80 per 70 chili, questo per rendere l’idea. Più che un fisico da calciatore professionista sembra un reduce da un centro di rieducazione nord-vietmanita.

Da subito Eriksson ed il suo staff si rendono conto che il ragazzo non è pronto per un campionato fisico come quello italiano. Ma la coperta al centro non è corta è praticamente inesistente per cui devono farlo giocare. Leggendaria la partita della Sampdoria contro il Milan al Meazza. Dieng gioca centrale con Pesaresi. Il suo avversario è Weah che Dieng dice di conoscere bene per averci giocato con il PSG.

Qualche pizzata, giocare a Strega comanda colori non è sufficiente per conoscerlo e marcare uno come George Weah. Infatti l’attaccante liberiano fa praticamente quello che vuole e segna una doppietta. Per fortuna della Sampdoria la difesa del Milan riesce a fare peggio, viene infilzata tre volte dagli attaccanti blucerchiati.

Seconda stagione, stessi problemi

A fine stagione la squadra finisce al sesto posto. Eriksson passa alla Lazio e sulla panchina blucerchiata arriva Luis Menotti. Una leggenda vivente. La campagna acquisti è scoppiettante ed arrivano delle autentiche perle per questa rubrica: Hugo, strappato al Real Madrid, ancora adesso non se fanno una ragione alle Casa Blanca, Omam-Biyik e l’attaccante italo inglese Daniele Dichio.

Menotti darà fiducia e Dieng che lo ripagherà facendosi espellere alla prima di campionato. La squadra non entra in sintonia con Menotti e dopo una doppia sconfitta contro Lazio e Milan viene esonerato. Sulla panchina torna Boskov, allenatore della Sampdoria scudettata.

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Boskov, che di calciatori capisce, rimane perplesso su Dieng. Una leggenda narra che gli consigliò di praticare un altro sport al posto del calcio. Nell’attesa che il francese decidesse che sport praticare lo estromette dalla rosa dei titolari.

Praticamente la sua avventura blucerchiata finisce qui. Da ricordare solo un altro episodio con Weah, il suo grande amico. In una partita contro il Milan ha la bella pensata di tentare il dribbling sull’ivoriano dentro l’area di rigore. Il dribbling incredibilmente riesce ma rischia d’infartare una decina di tifosi blucerchiati. Alcuni andavano a vedere la squadra dai tempi dell’Andrea Doria.

A luglio viene ceduto all’Auxerre e sparisce dal radar blucerchiato.
Chiuderà la sua carriera nel 2007 con la maglia del Kavala nel campionato greco.

 

Oumar Dieng, la scheda

Calciatori improponibili Oumar Dieng

  • squadra: Sampdoria
  • stagione: 1996/97
  • ruolo: difensore
  • presenze: 28
  • goal: 0
  • la frase: La ciliegina sulla torta del nostro mercato. Borea, DS  della Sampdoria

 

 

 

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Enrico Zerbo

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Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.
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