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domenica 28 Febbraio 2021
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Coronavirus e alimentazione vegana

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I pericoli dell’alimentazione animale sono destinati ad accrescere i rischi economici e pandemici. Coronavirus e alimentazione vegana, quale futuro?

Coronavirus e alimentazione vegana, presente e futuro

Il virus 2019-nCoV, è simile ad altri temibili coronavirus, come la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS).

Tutti e tre si sono stati trasmessi dagli animali agli esseri umani e ulteriori ricerche condotte dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie evidenziano che oltre il 75% delle malattie emergenti proviene dal consumo di animali e derivati.

Genesi e terrore xenofobo

Ormai è appurato che il virus abbia avuto origine nei cosiddetti “mercati bagnati” cinesi, in particolare nella città di Wuhan, in cui vengono venduti animali macellati o addirittura vivi e dove il consumo di alcune specie animali è un’usanza “normalizzata” a livello culturale.

Da quando è scoppiata la pandemia, si è registrato in parallelo un alto tasso di allarmismo, caratterizzato uso della retorica più razzista, xenofoba e miope. Eppure possiamo davvero affermare che il sistema agroalimentare animale dell’Occidente sia più salutare, dal momento che il 15 percento della popolazione americana contrae una malattia di origine alimentare (derivante dal consumo di carne e derivati) ogni anno?

I pericoli dell’alimentazione “animale”

Da anni gli scienziati affermano che le fattorie “sporche” e piene di animali malati rappresentano un terreno fertile per nuovi “superbatteri” resistenti agli antibiotici.

Alcuni studi sostengono che entro il 2050, l’alimentazione a base animale provocherà più decessi del cancro. Questa tesi è stata sostenuta anche da:

1) Nazioni Unite, secondo cui la maggior parte delle nuove malattie umane ha avuto origine negli animali e che molte di queste erano direttamente collegate agli animali utilizzati per l’alimentazione.

2) OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la quale avverte che il consumo di carne trasformata provoca il cancro.

Coronavirus e alimentazione vegana

I benefici dell’alimentazione vegan

Oltre a comportare un alto rischio di contaminazione da agenti patogeni – tra cui E coli, campylobacter e salmonella – la carne non contiene fibre, è ricca di grassi saturi e colesterolo che intasano le arterie. ”

Di contro, la dieta vegana è sufficiente dal punto di vista nutrizionale e se ben bilanciata costituisce un ottimo strumento di prevenzione delle più comuni malattie, incluse malattie cardiache, obesità, cancro, ictus, ipertensione, diabete di tipo 2 e numerosi altri problemi di salute, oltre ad evitare la morte (a livello mondiale) di 170 miliardi di animali ogni anno; oltre 14 miliardi di animali ogni mese; mezzo miliardo di animali ogni giorno; 19 milioni di animali ogni ora; oltre 300.000 animali ogni minuto.

 

 

Il parere di PETA

l’Organizzazione per il benessere degli animali PETA ha diffuso un comunicato stampa a favore dell’alimentazione vegan.

I mercati della carne producono malattie micidiali. In seguito all’annuncio da parte del Dipartimento della sanità e dell’assistenza sociale di aver condotto 73 test per sospetti casi di coronavirus nel Regno Unito, PETA US offre nuove maschere per il viso che diffondono un messaggio salvavita: Diventa vegano.

E ancora

Si ritiene che il virus simile alla SARS sia nato nel mercato all’ingrosso dei frutti di mare di Huanan a Wuhan, in Cina – un” mercato umido “in cui animali vivi e morti sono venduti per il consumo umano. Il coronavirus ha già infettato migliaia e ucciso almeno 81 umani in Cina. I primi casi sono stati recentemente confermati in Australia, Messico e Stati Uniti.

Riguardo all’uso delle mascherine, il fondatore di PETA, Ingrid Newkirk, ha dichiarato:

Le sporche fattorie, macelli e mercati della carne minacciano la salute di ogni essere umano sul pianeta fornendo un terreno fertile per malattie mortali come il coronavirus, la SARS, l’influenza aviaria e altro ancora. Come abbiamo detto, le maschere non sono nemmeno una garanzia di protezione. E poiché le persone si fanno prendere dal panico e piangono i propri cari, ora potrebbe non essere il momento migliore per insinuare che le vittime del virus avrebbero potuto evitare le malattie semplicemente diventando vegane.

 

Coronavirus e alimentazione vegana, conclusioni

L’esplosione del Coronavirus, dovrebbe farci riflettere seriamente sui rischi del sistema agroalimentare animale, che mette a rischio gli esseri umani, gli altri animali e il pianeta.

L’industria alimentare sta compiendo un genocidio senza precedenti sugli animali, costretti a un’esistenza fatta di miseria e sofferenza negli allevamenti intensivi di tutto il mondo.

Perché nutrirci della “sofferenza” animali quando si può scegliere un’alimentazione sana e bilanciata?

 

 

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Simona Mazza
Simona Mazza
Giornalista free lance, scrittrice attiva su tematiche sociali e politiche. ->

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