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venerdì 30 Luglio 2021
PanCovid, arriva la mascherina biodegradabile e antivirale: è un brevetto italiano

Covid, arriva la mascherina biodegradabile e antivirale: è un brevetto italiano

È l’italiana Ambienthesis ad aver brevettato NavaMASK, la prima mascherina biodegradabile e antivirale al mondo.

Arriva la mascherina biodegradabile antivirale

Avviato il progetto NavaMASK per la realizzazione di innovative maschere facciali di nuova generazione
promosso dalla società partecipata B&A Waste Management Co. LLC unitamente alla Khalifa University di Abu Dhabi ed all’Università di Salerno.

Si tratta di respiratori facciali di nuova generazione con caratteristiche antivirali per un’efficace e superiore protezione da agenti patogeni e contaminanti in genere. Essa verrà prodotta con tecnologie avanzate mediante l’utilizzo di un innovativo materiale biodegradabile a base di nanofibre antibatteriche. Tale nuovo materiale ha già dimostrato un’importante efficienza, grazie alla superficie ad elevata porosità, alla eccellente resistenza meccanica e alla struttura in nanofibra progettata in laboratorio.

Ad annunciarlo è stato il Prof. Giovanni Bozzetti, Presidente di Ambienthesis e Vice-Presidente di B&A Waste Management, la società che ha promosso l’implementazione di questo  nuovo brevetto per la realizzazione di innovativi dispositivi di protezione individuale.

Lavorare nel settore ambientale  significa maturare un senso di responsabilità civile più ampio. Per questo motivo, lo sviluppo del progetto NavaMASK insieme alla Khalifa University e all’Università di Salerno è di così rilevante importanza in questo particolare periodo. Il processo di industrializzazione dell’innovativa maschera protettiva verrà realizzato da B&A Waste Management e consentirà di corrispondere ad una crescente esigenza di sicurezza, comfort e stile

Khaled Al Huraimel, Presidente di B&A Waste Management, ha cosi commentato:

Essendo completamente biodegradabile, la maschera antimicrobica avanzata NavaMASK contribuirà a ridurre notevolmente il numero di maschere facciali ‘usa e getta’, apportando in tal modo significativi benefici per ciò che riguarda le problematiche connesse allo smaltimento dei dispositivi di protezione individuale.

Il Prof. Vincenzo Naddeo, Direttore della Divisione di Ingegneria Sanitaria Ambientale (SEED) dell’Università di
Salerno, ha  sottolineato come questo progetto con l’utilizzo di questo nuovo materiale di filtrazione biodegradabile sarà utile per la progettazione della prossima generazione di maschere facciali.

Il prossimo passaggio prevede lo sviluppo del dispositivo NavaMASK dalla scala di laboratorio a quella della produzione industriale.

Di fronte alle emergenze sanitarie in generale, che possono ripercuotersi anche su scala globale, e in special modo a quella attuale da COVID-19, si è reso quanto mai evidente come siano necessarie strategie mirate in grado di promuovere tecnologie innovative per prevenire e controllare la rapida diffusione delle malattie.

Covid, arriva la mascherina biodegradabile e antivirale è un brevetto italiano2

NavaMASK

Il progetto NavaMASK per la realizzazione di innovative maschere facciali di nuova generazione è stato
promosso dalla società partecipata B&A Waste Management Co. LLC unitamente alla Khalifa University di Abu Dhabi ed all’Università di Salerno.

Ambienthesis

Il Gruppo rappresenta, in Italia, uno dei principali operatori integrati nel settore delle bonifiche
ambientali e della gestione dei rifiuti industriali.
In particolare, il Gruppo opera nelle seguenti aree: bonifiche e risanamenti ambientali; trattamento, recupero
e smaltimento di rifiuti industriali; attività di ingegneria ambientale.

 

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Khalifa University

Il Dott. Arif Sultan Al Hammadi, Vice-Presidente esecutivo della Khalifa University, ha dichiarato:

Le caratteristiche innovative di ‘NavaMASK’ non soltanto riflettono il continuo impegno della Khalifa University nel trovare soluzioni che possano contribuire direttamente a servire la società, ma sono anche il risultato del finanziamento da parte dell’Università di 14 progetti di ricerca collegati alla mitigazione dell’attuale pandemia. Questa iniziativa riafferma il nostro primario impegno per sviluppare aree di studio e ricerca su tematiche relative alla comunità in generale, con l’obiettivo, in particolare, di fornire soluzioni per fronteggiare l’emergenza virale dovuta al Covid-19.

 

 

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